ALITALIA SOTTO DEL TORCHIO: 4MILA LICENZIAMENTI - PER “LE FIGARO” AIR FRANCE NON PARTECIPERÀ ALL’AUMENTO

Il piano dell’amministratore delegato prevede risparmi fino a 400 milioni di euro mandando a casa 4mila dipendenti - Sia Poste che i francesi volevano fare la due diligence dei conti prima della chiusura dell’aumento, ma la richiesta è stata negata - Se Air France non sottoscrive entro venerdì, scenderà al 10%...

Condividi questo articolo


1. ALITALIA, LE POSTE CHIEDONO I CONTI - SPUNTANO 4MILA TAGLI
Roberto Bagnoli per "Il Corriere della Sera"

GABRIELE DEL TORCHIOGABRIELE DEL TORCHIO

Alitalia di nuovo sotto pressione. L'amministratore delegato Gabriele Del Torchio starebbe lavorando a un piano industriale più duro del previsto. Risparmi, secondo le indiscrezioni di ieri, in una forbice tra i 250 e i 400 milioni di euro con esuberi tra i 2 e i 4 mila dipendenti. Subito è scattato l'allarme dei sindacati - condiviso anche dal ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato, secondo il quale sarebbe un «grosso problema» - e oggi i tre segretari generali incontreranno il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi.

GABRIELE DEL TORCHIOGABRIELE DEL TORCHIO

Domani si riunirà il consiglio di amministrazione della compagnia di bandiera con all'ordine del giorno la revisione del nuovo business plan - in virtù, secondo rumor interni, di un peggioramento dei conti di 60 milioni di euro nell'ultimo trimestre dell'anno - e l'aumento di capitale da 300 milioni che per i soci si chiuderà venerdì. Air France-Klm, azionista di Alitalia al 25%, stando ad anticipazioni uscite sul sito del quotidiano francese Le Figaro , non parteciperà all'aumento vedendo così diluire la sua quota al 10-11%.

Unicredit, creditore e futuro potenziale azionista di Alitalia in quanto partecipante al consorzio di garanzia, si è comunque detto ottimista sull'operazione di cassa. «Rimango positivo - ha affermato Federico Ghizzoni, Ceo di Unicredit - sia sull'aumento di capitale che sul socio, se rimarrà Air France bene altrimenti Alitalia e il governo saranno liberi di guardare altre soluzioni».

alitalia vignettaalitalia vignetta

La tensione tra il socio francese e il management Alitalia era del resto già emersa nei giorni scorsi con un feroce scambio di lettere. Al centro della querelle la richiesta da parte del numero uno di Parigi Alexandre De Juniac di poter fare una due diligence sui conti della compagnia italiana e la creazione di gruppi misti per la definizione del business plan prima di mettere mano al portafoglio. Richiesta negata.

Ma la difficoltà di avere una lettura trasparente dei conti Alitalia sarebbe emersa anche da Poste Italiane che hanno affidato alla sua società di revisione interna Price Waterhouse il compito di vederci chiaro prima di sborsare 75 milioni di euro. Da fonti vicine al dossier, in particolare, ci sarebbero valutazioni critiche sul valore complessivo assegnato alla partita Millemiglia - circa 70 milioni di euro - portata fuori dall'azienda ma non dallo stato patrimoniale. In questo senso si può leggere un asse Poste- Air France nato dopo l'incontro parigino tra Massimo Sarmi e De Juniac.

Un insieme di problemi, dunque, destinati ad avvelenare la soluzione per la sopravvivenza di Alitalia. Oggi sul tavolo di Lupi, Susanna Camusso (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil) porteranno i rischi sociali derivanti da un brusco alleggerimento degli organici. Anche da fonti sindacali risultano mille esuberi tra piloti e assistenti di volo e altri duemila dal mancato rinnovo di contratti stagionali.

Mario Mauro e Maurizio LupiMario Mauro e Maurizio Lupi


2. ALITALIA, LE FIGARO: AIR FRANCE DIRÀ NO AUMENTO CAPITALE
(Reuters) - Air France-Klm non parteciperà all'aumento di capitale di Alitalia. Lo scrive oggi il sito del quotidiano francese Le Figaro.
"Air France-Klm rifiuterà venerdì di partecipare all'aumento di capitale di Alitalia" di cui detiene il 25%, scrive il quotidiano.
"Secondo nostre informazioni, il gruppo franco-olandese rifiuterà venerdì di partecipare all'aumento (di capitale) della compagnia a un passo dalla bancarotta", si legge ancora sul sito del Figaro.

Napolitano Maurizio Lupi ed Enrico LettaNapolitano Maurizio Lupi ed Enrico Letta

UniCredit, creditore e futuro potenziale azionista di Alitalia per effetto della partecipazione al consorzio di garanzia, proprio oggi si è detta ottimista sul fatto che la compagnia porterà a compimento l'aumento di capitale e anche su una soluzione di medio termine.

MASSIMO SARMIMASSIMO SARMI

"Rimango positivo sia sulla soluzione di breve, cioè l'aumento di capitale, sia sul fatto che una soluzione di medio termine possa essere trovata", ha detto a un briefing con la stampa il Ceo di UniCredit, Federico Ghizzoni, precisando di non avere su Air France "indicazioni né positive né negative [...]. Se rimarranno bene, altrimenti Alitalia e il Governo saranno liberi di guardare altre soluzioni".

DE JUNIACDE JUNIAC

Alitalia ha convocato il consiglio di amministrazione mercoledì prossimo, il 13 novembre. Secondo alcuni media, all'ordine del giorno della riunione ci sarà un aggiornamento prima della scadenza dei termini per la sottoscrizione dell'aumento di capitale da 300 milioni di euro, venerdì prossimo, e la revisione del piano industriale.

frederic gagey e alexandre de juniacfrederic gagey e alexandre de juniac

Sempre secondo i media, l'Ad Gabriele del Torchio sta lavorando a un piano industriale che comprenderebbe la riduzione di 4.000 posti e risparmi per 400 milioni di euro. La portavoce di Alitalia non ha voluto fare commenti sull'ordine del giorno del Cda e sugli obiettivi del piano.

 

 

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

DAGOREPORT – AVVISATE LA MELONA CHE URSULA LE HA RIFILATO UNA SOLA: DA’ A FITTO LA VICEPRESIDENZA ESECUTIVA MA GLI CONCEDE UN PORTAFOGLIO DI SERIE B (E SULLA GESTIONE DEL PNRR LO HA “COMMISSARIATO” METTENDOGLI VICINO IL MASTINO LETTONE DOMBROVSKIS) - LE FORCHE CAUDINE PER IL PENNELLONE SALENTINO SARA' L’AUDIZIONE CON LA COMMISSIONE PARLAMENTARE CHE DOVRA’ VALUTARLO: IL COLLOQUIO E' IN INGLESE, LINGUA CHE FITTO PARLA A SPIZZICHI E BOCCONI - PER PASSARE L'ESAME, SERVIRA’ L’OK DEL PD (GRUPPO PIU' NUMEROSO TRA I SOCIALISTI DEL PSE) - MA I DEM SONO SPACCATI: ALCUNI SPINGONO PER IL NO, DECARO-ZINGARETTI PER IL SÌ, ELLY SCHLEIN TRACCHEGGIA MA SPERA CHE FITTO SI SCHIANTI IN AUDIZIONE PER FARLO SILURARE - IL CONTENTINO AI VERDI CON LE DELEGHE ALLA SPAGNOLA RIBERA E LA CACCIATA DEL “MAESTRINO” BRETON CHE STAVA SULLE PALLE A TUTTI, DA MACRON A URSULA...

CHI FERMERÀ ORCEL NELLA SCALATA A COMMERZBANK? UNICREDIT VUOLE CHIEDERE ALLA BCE IL VIA LIBERA PER PORTARE IL SUO CAPITALE DELL'ISTITUTO TEDESCO AL 30%, SOGLIA LIMITE PER LANCIARE L'OPA – DEUTSCHE BANK POTREBBE RILANCIARE MA HA I CAPITALI PER UNA FAIDA BANCARIA? – IL VERO OSTACOLO PER ORCEL SONO I SINDACATI TEDESCHI, CHE TEMONO UNA PESANTE SFORBICIATA AI POSTI DI LAVORO. ANCHE PERCHÉ LA GERMANIA VIVE UNA CRISI ECONOMICA PESANTE, COME DIMOSTRA IL CASO VOLKSWAGEN, CHE MINACCIA DI FARE FUORI 15 MILA DIPENDENTI…

DAGOREPORT - TUTTI A BACIARE LA PANTOFOLA DEL PRIMO PORTANTINO D'ITALIA, OGGI “RE DELLE CLINICHE” ED EDITORE DEL MELONISMO MEDIATICO, ANTONIO ANGELUCCI: CENA PLACÉE CON OLTRE 200 INVITATI NELLA SUA VILLONA SULL’APPIA ANTICA - LA PRIMA A FESTEGGIARE I PRIMI 80 ANNI È STATA GIORGIA MELONI - SALVINI COCCOLATO DA TUTTI DOPO LA RICHIESTA DI CONDANNA PER IL CASO "OPEN ARMS" - PRESENTI I MINISTRI CROSETTO, SCHILLACI, TAJANI E PIANTEDOSI, ASSENTI INVECE SANTANCHE’ E LOLLOBRIGIDA - PIU' GARRULO CHE MAI MATTEO RENZI. NESSUNO HA AVVISTATO BELPIETRO, CLAUDIO LOTITO E ANDREA GIAMBRUNO - CARFAGNA, SALLUSTI, CERNO, CHIOCCI, RONZULLI, BISIGNANI, LUPI, MALAGO', LUZI ETC.: ECCO CHI C'ERA - FUOCHI D’ARTIFICIO, SIGARI FATTI A MANO E SHOW DELL’ELVIS AL TORTELLO, ALESSANDRO RISTORI, STAR DEL TWIGA

DAGOREPORT - SE LA MELONA NON L'HA PRESO BENE, TAJANI L'HA PRESO MALISSIMO L’INCONTRO TRA MARIO DRAGHI E MARINA BERLUSCONI, ORGANIZZATO DA GIANNI LETTA: NON SOLO NON ERA STATO INVITATO MA ERA STATO TENUTO COMPLETAMENTE ALL'OSCURO - L’EX MONARCHICO DELLA CIOCIARIA TREMA PER I SUOI ORTICELLI, PRESENTI E FUTURI: SE PIER SILVIO ALLE PROSSIME POLITICHE DECIDERA' DI SCENDERE IN CAMPO E PRENDERSI FORZA ITALIA, A LUI NON RESTERA' CHE ANDARE AI GIARDINETTI - E NEL 2029 PIO DESIDERIO DI ESSERE IL PRIMO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI CENTRODESTRA (ALMENO QUESTA E’ LA PROMESSA CHE GLI HA FATTO LA DUCETTA, IN CAMBIO DI NON ROMPERE TROPPO I COJONI A PALAZZO CHIGI)

FLASH! - COME MAI TOTI HA PREFERITO IL PATTEGGIAMENTO, QUINDI AMMETTENDO LA FONDATEZZA DELLE ACCUSE, AL MONUMENTO DI MARTIRE DELLA MAGISTRATURA CRUDELE, CHE ERA L'ASSO NELLA MANICA DEL CENTRODESTRA PER SPERARE DI MANTENERE IL POTERE IN LIGURIA? SEMPLICE: QUANDO, ANZICHE' CANDIDARE LA SUA FEDELISSIMA ILARIA CAVO, MELONI HA SCELTO IL SINDACO DI GENOVA, ANDREA BUCCI, LI HA SFANCULATI - E PER FAR VEDERE CHE TOTI CONTA ANCORA, PRESENTERA' LA PROPRIA LISTA CIVICA PER FAR ELEGGERE L'ADORATA CAVO...