CAMERON CON VISTA SULLA SHARIA - IL PREMIER BRITANNICO APRE LA FINANZA DELLA CITY AL CASH ISLAMICO PER DARE FIATO A UN PAESE IMPOVERITO

Cameron vuole trasformare Londra nella capitale della finanza islamica in Occidente, il cui mercato, il prossimo anno, dovrebbe raggiungere un giro d’affari di 1,3 miliardi di sterline, con un incremento del 150% rispetto agli ultimi sette anni: 1,6 miliardi di musulmani nel mondo rappresentano una torta appetibile… - -

Condividi questo articolo


Claudio Gallo per "La Stampa"

Prima il cancelliere Osborne apre la City agli investimenti in valuta cinese, ora il premier Cameron annuncia la costituzione di un fondo azionario islamico per attirare denaro dai Paesi musulmani: il dinamismo finanziario di Londra non ha limiti né rivali. Nel bene e nel male, la finanza della capitale sta trascinando il resto del Paese, più impoverito, sulla strada di una ripresa dal passo apparentemente più svelto che nel resto dell'Europa.

SCHAEUBLE OSBORNE LAGARDE FOTO LAPRESSESCHAEUBLE OSBORNE LAGARDE FOTO LAPRESSE

L'annuncio della creazione di «sukuk» britannici per 200 milioni di sterline per il prossimo anno e di un indice azionario per i titoli consentiti dalla sharia, la legge islamica, Cameron l'ha fatto inaugurando il nono World Islamic Economic Forum (Wief), ieri all'ExCel, il centro fieristico di proprietà di una società di Abu Dabhi, nella zona dei dock londinesi.

«Non voglio soltanto che Londra diventi la capitale della finanza islamica nel mondo occidentale - ha detto Cameron - vogliamo che stia al fianco di Dubai tra i grandi centri internazionali per questo tipo di finanza». Il premier ha criticato le nazioni, che secondo lui, non sanno stare al passo coi tempi, «che tirano su il ponte levatoio e rifiutano di ammettere che il mondo è cambiato», e certo «la Gran Bretagna non farà questo sbaglio».

GEORGE OSBORNEGEORGE OSBORNE

Al summit, a cui partecipavano 1800 personalità dell'economia e della politica di 115 Paesi, c'era tra gli ospiti d'onore il primo ministro malese Najib Razak (il nome intero tiene due righe) il cui Paese è leader nella finanza islamica. Proprio mentre le saudite rischiano la galera se guidano l'automobile, Razak ha fatto un discorso «progressista» improntato sulla necessità di dare un ruolo maggiore alle donne nella società e nel mondo del business. Applausi generali e lodi anche dal principe ereditario del Bahrein Salman bin Hamed al Khalifa, il cui Paese non pare un paladino dei diritti, o dal presidente afghano Karzai, dal premier pachistano Sharif.

george osbornegeorge osborne

La finanza islamica sarebbe probabilmente piaciuta a Dante o a Ezra Pound perché considera qualsiasi tasso di interesse come usura e lo proibisce. Prescrive, in sostanza, l'obbligo di investire in modo socialmente responsabile, per lo più dunque in progetti di sviluppo economico che non siano contrari alla legge religiosa, come l'alcol o il gioco d'azzardo.

Ma perché l'Occidente dovrebbe interessarsi a una forma di economia arcaica che da noi predicavano i frati nel Medioevo? Lo spiega Khalid Ferdous Howladar, analista di Moody's con base a Dubai: «Semplicemente ci troviamo di fronte a un mercato in forte crescita - dice - e l'Occidente cerca di attirare gli investimenti dalle aree con grande disponibilità di denaro, come il Golfo. Si tenga però conto che anche nel Golfo la maggior parte della finanza, tra l'80 e il 60 per cento a secondo delle aree, non è islamica. In Malaysia, il Paese all'avanguardia in questo tipo di business, il 70 per cento del mercato è costituito da prodotti convenzionali».

qatarqatar qatar dohaqatar doha

Il miliardo e mezzo (1,6 in realtà) di musulmani nel mondo sono un mercato appetibile. Come ha detto il premier malese: «Tredici Paesi musulmani insieme producono più laureati in scienze e in ingegneria degli Stati Uniti». Il prossimo anno il mercato della finanza islamica dovrebbe raggiungere un giro d'affari di 1,3 miliardi di sterline, con un incremento del 150% rispetto agli ultimi sette anni.

city-londracity-londraHassanal Bolkiah con David CameronHassanal Bolkiah con David Cameron

«Noi non abbiamo mai perso di vista il legame tra etica ed affari - dice Annouar Hajjouby dell'associazione BeeJust divisa tra Londra e il Qatar, che raccoglie investitori per la finanza islamica - le nostre attività sono sempre connesse con l'economia reale, con il sostegno del commercio e della produzione».

ABU DHABIABU DHABI

 

ABU DHABIABU DHABI

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

MAMMA! MORMORA LEONARDINO… - L’AFFETTUOSO INCONTRO TRA LA VEDOVA DEL VECCHIO, NICOLETTA ZAMPILLO, CON IL VIVACISSIMO FIGLIO LEONARDO MARIA, IN DECOLLO PER LA “FEBBRE DEL SABATO SERA” MILANESE: "CHIODO" AL POSTO DEL DOPPIOPETTO MANAGERIALE - DAL 27 GIUGNO 2022, SONO TRASCORSI OLTRE DUE ANNI DALLA SCOMPARSA DI DEL VECCHIO E LA GUERRA SULL’EREDITÀ TRA GLI 8 EREDI SI E’ INGARBUGLIATA DEFINITIVAMENTE QUANDO È ESPLOSO IL CASO DEGLI SPIONI MILANESI DI EQUALIZE SRL, DOVE TRA I CLIENTI PIU’ DOVIZIOSI SBUCA LEONARDINO CHE ‘’VORREBBE MONITORARE IL FRATELLO MAGGIORE CLAUDIO DEL VECCHIO E UN CONSULENTE CHE STA VICINO A UNA DELLE SUE SORELLE, PAOLA DEL VECCHIO…”

AL QUIRINALE HANNO LE PALLE PIENE DI MALUMORE PER LE SPARATE ANTI-GIUDICI DEL GOVERNO DUCIONI: "NEANCHE AI TEMPI DI BERLUSCONI..." - SERGIO MATTARELLA, CHE È IL CAPO DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA, È IRRITATO PER IL CLIMA DI DELEGITTIMAZIONE COSTANTE DELLE TOGHE DA PARTE DELLA MELONI E DEI SALVINI – L’AMMISSIONE PRESIDENZIALE (“PIÙ VOLTE HO PROMULGATO LEGGI CHE RITENEVO SBAGLIATE E INOPPORTUNE”) SPIEGA BENE IL CLIMA DI INSOFFERENZA VISSUTO AL COLLE - DI SCAZZO IN SCAZZO, MATTARELLA, DEPOSTA LA MASCHERA DA "MUMMIA SICULA", POTREBBE RISPONDERE IL 31 DICEMBRE, SCODELLANDO UN DURISSIMO DISCORSO DI FINE ANNO IN MODALITA' COSSIGA: UNA PICCONATA DOPO L'ALTRA…

DAGOREPORT – LA MEGALOMANIA DI LETIZIA MORATTI NON HA LIMITE: NON PAGA DEI FLOPPONI ALLE REGIONALI E ALLE EUROPEE, SI AUTO-CANDIDA A SINDACO DI MILANO. E HA FATTO UNA “PROPOSTA INDECENTE” A MARINA E PIER SILVIO: LA SIGNORA BRICHETTO VORREBBE RILEVARE UNA QUOTA DELLA FIDEIUSSIONE BANCARIA DA PIÙ DI 90 MILIONI CON CUI I FRATELLI BERLUSCONI SONO DIVENTATI “PROPRIETARI” DI FORZA ITALIA. RISPOSTA? NO, GRAZIE – I RAPPORTI TRA LA FAMIGLIA DEL CAV E TAJANI NON SI RASSERENANO…

DAGOREPORT - L’INIZIATIVA DI OLAF SCHOLZ DI CHIAMARE PUTIN PER TROVARE UNA SOLUZIONE ALLA GUERRA, CON CONSEGUENTE INCAZZATURA DI ZELENSKY, HA UN COMPLICE: LA POLONIA DI TUSK – LA MOSSA È INNESCATA NON SOLO DALLA CRISI ECONOMICA TEDESCA MA ANCHE DAL TRIONFO DI TRUMP - CON URSULA VON DER LEYEN DEBOLISSIMA, I LEADER DI GERMANIA E POLONIA HANNO CAPITO CHE NON POSSONO LASCIARE L’INIZIATIVA DI UNA TRATTATIVA DI PACE CON PUTIN AL TRUMPONE E ALLA SUA POLITICA ISOLAZIONISTICA CHE DELL’EUROPA SE NE FOTTE...