GUERRA E SACE - ANCHE L'ANTITRUST HA DATO IL VIA LIBERA ALL’ACQUISIZIONE DI SACE DA PARTE DEL TESORO. DIECI ANNI DOPO IL  PASSAGGIO A CDP, LA SOCIETÀ PUBBLICA CHE ASSICURA I CREDITI ALLE IMPRESE ESPORTATRICI TORNERÀ NELLE PROSSIME SETTIMANE NELLE MANI DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA - L’OPERAZIONE DOVREBBE VALERE POCO PIÙ DI 4 MILIARDI E DAL PERIMETRO SARÀ ESCLUSA LA PARTECIPAZIONE IN SIMEST (LA CONTROLLATA CHE SUPPORTA L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE AZIENDE)

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Giuseppe Bottero per “La Stampa”

 

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

L'ostacolo dell'Antitrust è caduto e il ritorno della Sace al ministero dell'Economia si avvicina. L'acquisizione del Tesoro dalla Cassa depositi e prestiti potrebbe essere formalizzata nelle prossime settimane, con un decreto ministeriale, dieci anni dopo il «cambio di casacca» della società pubblica che assicura i crediti alle imprese esportatrici.

 

L'operazione messa in piedi dal governo Conte, che ha già ricevuto luce verde dall'Ivass e sarà concretizzata dal ministro Daniele Franco, dovrebbe valere poco più di 4 miliardi. Dal perimetro - si legge nell'ultimo bollettino dell'autorità presieduta da Roberto Rustichelli - sarà esclusa la partecipazione di Sace in Simest, la controllata che supporta l'internazionalizzazione delle aziende.

 

LOGO SACE SIMEST LOGO SACE SIMEST

L'acquisizione da parte di Via XX Settembre, che avrà bisogno anche di un passaggio formale in Corte dei Conti, secondo l'Antitrust, «non determina la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante nei mercati interessati, tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza».

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