ursula von der leyen - giorgia meloni - viktor orban

ORBAN, L’AMICO GUASTAFESTE – L’INGRESSO DEL PREMIER UNGHERESE NEI CONSERVATORI SPOSTA ALL’ESTREMA DESTRA IL GRUPPO DI GIORGIA MELONI E ALLONTANA ANCORA DI PIÙ IL SOGNO DELLA DUCETTA DI UNA CONVERGENZA CON I POPOLARI – I POLACCHI, DETERMINANTI NEL PPE, SONO DECISAMENTE CONTRARI A QUALSIASI COLLABORAZIONE CON I PARTITI “AMICI” DI PUTIN – IL CAMBIO DI CASACCA DI ORBAN PUÒ COMPLICARE ANCHE I PIANI DI URSULA VON DER LEYEN PER CONQUISTARE UN SECONDO MANDATO AL VERTICE DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”

 

meloni orban

Viktor Orbán allontana il progetto di alleanza tra Popolari europei e Conservatori. E può diventare una spina dolorosa anche per Ursula von der Leyen. Soprattutto per le sue aspirazioni a conquistare un secondo mandato al vertice della Commissione europea.

 

L’ingresso del premier ungherese nell’Ecr sposta infatti all’estrema destra il gruppo di Giorgia Meloni e mette in difficoltà chi - soprattutto in Italia - sperava in una convergenza con i Popolari. Una prospettiva che da giovedì scorso è stata sacrificata sull’altare del Bilancio Ue.

 

Giorgia Meloni Viktor Orban Mateusz Morawiecki

Tra meno di due settimane, infatti, parte formalmente la campagna elettorale per le europee di giugno e scatta la corsa al nuovo esecutivo dell’Unione. Lo “start” verrà acceso il 19 febbraio. Perché? Perché quel giorno la Cdu, il partito popolare tedesco, annuncerà la nuova discesa in campo di Von der Leyen come “spitzenkandidat”, candidata a guidare la prossima Commissione. […]

 

Per ufficializzare la candidatura è necessario non solo il via libera del suo partito (la Cdu tedesca) ma anche il sostegno di altri due aderenti al Ppe. Fino a pochi giorni fa l’accordo stabiliva che avrebbero lanciato il suo nome anche il partito polacco di Piattaforma Civica dell’attuale premier Donald Tusk e quello greco di Nuova Democrazia guidato dal capo del governo Kyriakos Mitsotakis. Si deve chiudere entro il 21 febbraio.

 

giorgia meloni viktor orban meme by edoardo baraldi

Ma, appunto, proprio la partecipazione di Tusk può diventare un primo scoglio per Von der Leyen. Da tempo infatti la presidente della Commissione sta cercando di coinvolgere nella sua maggioranza anche Meloni. E quest’ultima ha pensato di poter costruire una nuova coalizione europea alleando il suo Ecr con il Ppe. L’ingresso di Orbán nell’Ecr dopo le elezioni europee, ossia proprio quando si dovrà designare ed eleggere la Commissione per il quinquennio 2024-2029, rischia di essere un vero e proprio impaccio.

 

Molti popolari europei non sopportano l’idea di un’alleanza con la destra. I polacchi, determinanti nel Ppe (sono al momento la seconda delegazione del gruppo), sono decisamente contrari a qualsiasi forma di collaborazione con i partiti e i politici accondiscendenti con la Russia di Putin. Per non parlare del fatto che il Pis, partito di Morawiecki “nemico” di Tusk, è nell’Ecr e nei giorni scorsi ha dato il benestare a Orbán.

 

meloni orban

La presidente del Consiglio italiana ha lavorato per arruolare il premier di Budapest con due finalità: la prima era mediare sul Bilancio europeo, che in effetti poi Budapest ha avallato. La seconda riguarda la sfida all’altro gruppo di estrema destra, Id, di cui fa parte la Lega.

 

I sondaggi attribuiscono a Identità&Democrazia la possibilità di effettuare il sorpasso sull’Ecr alle prossime elezioni. Una eventualità che certo non metterebbe Fratelli d’Italia nelle migliori condizioni, soprattutto nelle trattative per gli incarichi europei.

 

C’è un ulteriore elemento. Von der Leyen fino a poche settimane fa non intendeva correre come “spitzen”. Il motivo è semplice: in qualità di presidente della Commissione uscente si sentiva al di sopra delle parti. Una sorta di “riserva” dell’Unione. Adesso è di fatto sullo stesso piano degli altri concorrenti.

 

viktor orban giorgia meloni ursula von der leyen

È vero che il Ppe con ogni probabilità sarà il gruppo più numeroso anche a giugno, ma cinque anni fa il dato numerico non permise comunque a Manfred Weber (ora presidente del Ppe) di essere nominato e aprì la strada proprio all’outsider Von der Leyen.

 

Infine: come reagirebbe il governo tedesco del socialdemocratico Scholz nel voto in Consiglio europeo per la connazionale Ursula? Potrebbe accettare una presidente di Commissione che cerca i voti dell’estrema destra, addirittura di Orbán?

URSULA VON DER LEYEN GIORGIA MELONI VIKTOR ORBAN - CONSIGLIO EUROPEO 15 DICEMBRE 2022giorgia meloni e viktor orbanVIKTOR ORBAN GIORGIA MELONIgiorgia meloni viktor orban

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