LA BORSA DI MILANO RIMBALZA E POI SI STABILIZZA A +0,4%, LO SPREAD APRE IN CALO POI RISALE A 158. IL TASSO SALE A 2,18%. GRANDE ECCITAZIONE PER IL BTP ITALIA, CON LA CEDOLA CHE TORNA POSITIVA - VOLA RECORDATI (+6,28%), COL FONDO DI PRIVATE EQUITY CVC CAPITAL PARTNERS CHE PUNTA A UN'ACQUISIZIONE DA 8 MILIARDI, UN PREMIO DEL 25% RISPETTO AI VALORI ATTUALI. MA IL DEAL È CONGELATO PER LE PREOCCUPAZIONI SUL PREZZO E LA SITUAZIONE POLITICA

 

SPREAD ACCELERA ANCORA, SI AVVICINA A QUOTA 160 PUNTI

 (ANSA) - Si allarga ancora lo spread tra Btp e Bund avvicinandosi a quota 160 punti base. Il differenziale ha toccato i 158 punti base con il rendimento del titolo decennale italiano in rialzo al 2,18%.

 

 

Francesca Gerosa per www.milanofinanza.it

BORSA MILANO

 

Borse europee poco mosse in apertura, con Piazza Affari che cerca di recuperare terreno dopo lo scivolone della vigilia. L'incertezza politica italiana tiene l'euro vicino ai minimi da cinque mesi sul dollaro. La valuta unica è scivolata fino a 1,1763 dollari e ora viaggia a 1,18008 da 1,1807 dell'ultima chiusura; dollaro/yen a 110,457 da 110,38.

 

Resta la tensione sul mercato del reddito fisso. Il rendimento del Btp a 10 anni si mantiene sopra il 2,10% (2,11%) consolidando il livello raggiunto ieri. Resta in area 150 punti (a 147 punti) lo spread tra il Btp e il Bund tedesco dopo la pesantissima chiusura di ieri, dettata dall'impostazione anti europeista emersa dalle prime bozze circolate del contratto di governo tra Lega e M5s. Ieri lo spread Btp/Bund è balzato fino a 152, a un passo dal picco di 154 toccato il 5 marzo all'indomani delle elezioni politiche, per poi chiudere a 151 punti.

 

BORSA MILANO

Il tasso decennale si è spinto fino al 2,12%, ai massimi da inizio marzo, mentre quello biennale è brevemente tornato in positivo, per la prima volta da aprile 2017. Non solo. Lo spread Italia-Spagna ha allargato di una decina di punti fino a quota 70, massimo da giugno 2017, mentre i Cds sul debito italiano sono balzati ai massimi da metà gennaio. Conclusi i lavori tra Lega e M5s, il contratto sul programma di governo dovrà essere vagliato da Salvini e Di Maio.

 

Undici i capitoli segnati su cui i due leader sono chiamati a trovare la quadra, tra cui la linea da seguire con l'Unione europea, con cui il nuovo governo potrebbe finire in rotta di collisione. Se sono scomparsi la formulazione di un meccanismo per uscire dall'euro e la richiesta alla Bce di cancellare 250 miliardi di euro di debito italiano acquistato con il Qe, sostituita con la proposta di scomputarli dal conto del calcolo del rapporto/debito pil, secondo quanto riportano fonti di stampa la bozza contiene comunque l'auspicio di tornare all'impostazione "pre-Maastricht", rivedendo l'impianto della governance europea. Oltre ai punti segnati in rosso, resta da sciogliere il nodo del futuro premier: oggi viene rilanciata l'ipotesi di Di Maio.

SALVINI DI MAIO E LA TRATTATIVA LEGA M5S

 

 

In questo quadro politico incerto si apre questa mattina tra le 9 e le 11 la finestra di offerta del nuovo Btp Italia maggio 2026 riservata agli investitori istituzionali. Nei tre giorni riservati alla sottoscrizione da parte del pubblico retail (da lunedì a ieri) gli ordini per il nuovo titolo indicizzato all'inflazione italiana sono ammontati complessivamente a 4,057 miliardi di euro. Nell'offerta agli investitori professionali è prevista la possibilità per via XX settembre di applicare un riparto alla domanda. La cedola minima garantita del nuovo Btp Italia, il tredicesimo della serie, è dello 0,40%.

 

Sul primario, oltre all'offerta del Btp Italia, è in agenda quella a medio lungo di Francia e Spagna, con un importo complessivo fin oltre 14 miliardi di euro. Parigi offre fino a 7,5 miliardi di Oat sulle scadenze febbraio 2021 e marzo 2023, oltre a indicizzati (luglio 2022, luglio 2027 e luglio 2047) per massimi 1,75 miliardi. L'offerta di Madrid è fino a 5 miliardi, col nuovo quinquennale luglio 2023 e le riaperture del decennale aprile 2028 e dell'off-the-run luglio 2026.

 

luigi di maio salvini

A Piazza Affari l'indice Ftse Mib è in ripresa dello 0,41% a quota 23.831 punti. Con le quotazioni petrolifere in rialzo, con il Brent vicino alla soglia degli 80 dollari al barile (+0,15% a 79,40 dollari al barile), livello che non toccava dal 2014, sulla scia del calo, oltre le attese, delle riserve di petrolio degli Stati Uniti e del rischio di interruzione dell'approvvigionamento iraniano e venezuelano, Eni  segna un +0,54% a 16,62 euro, Saipem  un +0,79% a 3,94 euro e Tenaris  un +0,90% a 16,77 euro.

 

Tim, che ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 250 milioni di euro, in crescita del 25% rispetto allo stesso periodo del 2017, ricavi totali a 4,7 miliardi (+2,7%) e un ebitda di 2 miliardi (+1,8%), scambia a quota 0,7848 euro (+1,53%). Mentre Fiat Chrysler  Automobiles, che ha sottoperformato il mercato auto europeo ad aprile con una crescita che si è fermata a +2,3% e una quota di mercato scesa al 6,8%, sale dello 0,59% a 18,87 euro. Defilata Pirelli  & C. (+0,05% a 7,41 euro): Deutsche Bank  ha alzato il target price a 7,4 euro.

 

Vola Recordati  (+6,28% a 30,11 euro) visto che il fondo di private equity CVC Capitral Partners, secondo quanto riferito ieri sera dall'agenzia Reuters, avrebbe avuto colloqui con il gruppo farmaceutico per una possibile acquisizione da 8 miliardi di euro, pari a un premio del 25% rispetto ai valori attuali, ma il deal è al momento congelato per le preoccupazioni sul prezzo e la situazione politica del Paese. La famiglia Recordati  controlla circa 51% della società.

RECORDATI

 

In recupero le banche, soprattutto Banco Bpm  (+0,99% a 2,8985 euro), Banca Generali  (+1,34% a 25,72 euro) e Ubi (+0,61% a 4,28 euro). Da monitorare, infine, Acea  (+0,43% a 13,89 euro), Hera  (+0,42% a 2,85 euro) e Iren  (+0,17% a 2,408 euro) visto che nel programma del governo giallo verde si parla della necessità di investire nell'acqua con possibili interventi di sostegno ai progetti pubblici.

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