hotel malpensa -milano

VOLARE (VIA) OH OH - DOPO ALITALIA ANCHE EASYJET ABBANDONA LA TRATTA ROMA-MALPENSA POCO REMUNERATIVA PER LA FORTE CONCORRENZA DELL’ALTA VELOCITA’ - PER L’UNIONE DEGLI INDUSTRIALI LOMBARDI: "COSI’ SI TORNA INDIETRO DI VENT'ANNI” - RESISTE ANCORA LA ROTTA LINATE-FIUMICINO

Francesco Olivo per la Stampa

 

EASYJET CHECK INEASYJET CHECK IN

Un altro baluardo di resistenza al treno è crollato. Il 27 ottobre partirà l' ultimo volo da Malpensa con destinazione Fiumicino, dal giorno dopo, poi, i due aeroporti più grandi del Paese non saranno collegati tra loro. EasyJet, dopo qualche tentennamento, ha deciso di cancellare la tratta tra lo scalo lombardo e quello della Capitale, non più remunerativo (se mai lo sia stato). Già un anno fa la low cost britannica aveva pensato al ritiro, ma poi era tornata sui propri passi. A far cambiare idea agli inglesi era stato un altro taglio alle rotte, quello di Alitalia che, in nome della corsa al risparmio, aveva cancellato i voli tra i due scali.

 

EASYJETEASYJET

Una tratta mai vantaggiosa da un punto di vista economico, era rimasta in vita per ragioni di cosiddetto «feederaggio», ovvero per trasportare i passeggeri in vista di un volo intercontinentale. Ma, dopo che Alitalia ha cancellato molti voli extraeuropei da Malpensa, anche la funzione di navetta aveva perso di senso. Rimasta sola sul mercato, la compagnia inglese aveva resistito per qualche mese, lasciando un solo volo al giorno, con orari per a ltro non fissi. Poi la concorrenza del treno e gli orari non sempre comodi dei voli hanno fatto cedere i britannici, sulle orme di tanti predecessori, tra i quali Lufthansa.

 

ALITALIAALITALIA

Dallo scalo lombardo non si drammatizza, anche visti gli ottimi risultati complessivi, +16% nel periodo gennaio-agosto rispetto all' anno scorso. I rimpianti, però, arrivano dal territorio, una zona centrale nel sistema produttivo del Paese si allontana, e di molto, dalla Capitale. «Torniamo indietro di vent' anni - commenta, infatti, il presidente dell' Unione degli industriali di Varese, Riccardo Comerio - per un imprenditore di Castelletto Ticino andare a Roma in giornata diventa impossibile o comunque faticosissimo. Senza un volo diretto da Malpensa bisogna andare a Linate o entrare in centro a Milano al mattino per prendere un treno. Piuttosto che affrontare un viaggio del genere meglio una videoconferenza».

 

AEROPORTO MILANO MALPENSA AEROPORTO MILANO MALPENSA

In ogni caso nessuno criminalizza EasyJet: «Al contrario - prosegue Comerio - è una scelta industriale e come tale non la discuto, loro hanno investito su Malpensa, dando soluzioni nuove a questo territorio per raggiungere Germania, S pagna, Francia. Quindi nessuna colpa. Piuttosto la decisione che ci ha danneggiati è quella di Alitalia che è andata via qualche mese fa, con ragioni politiche che abbiamo contrastato a suo tempo». Il ragionamento va allargato: «Sea (la società che gestisce gli scali milanesi ndr) sta facendo un buon lavoro - conclude il presidente degli industriali di Varese - ma serve un' operazione di sistema per far partire da qui più voli intercontinentali.

Le faccio un esempio: rispetto a un mio concorrente tedesco io impiego molte ore in più per raggiungere la Cina, è un danno indiretto, ma molto concreto».

 

italo frecciarossa italo frecciarossa

L' alta velocità quindi continua il suo dominio incontrastato: «La competitività dei treni è altissima, specie da quando è cominciata la battaglia dei prezzi tra Trenitalia e Ntv, migliorando l' offerta - spiega Andrea Giuricin, docente di Economia dei trasporti dell' Università Bicocca di Milano -. La scelta di EasyJet è comprensibile, si è trovata fuori mercato, nonostante un territorio ricco». Per ora resiste Linate-Fiumicino, in mano ad Alitalia con venti voli giornalieri andata e ritorno: «A salvare questa tratta è proprio l' alta frequenza. Gli aerei che partono presto al mattino, consentendo di trovarsi a Roma o Milano già alle sette sono ancora un bel vantaggio per chi deve viaggiare per lavoro e non ha problemi a spendere».

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”