padoan orcel

CHE FINE HA FATTO PADOAN? COME DAGO-RIVELATO, LA FINE DELLA TRATTATIVA UNICREDIT-MPS È DOVUTA ANCHE ALLA SPARIZIONE DAI RADAR DI PIER CARLO PADOAN: L’EX MINISTRO IN QUESTI MESI SI È TAPPATO DENTRO LA SUA CASA ROMANA, LASCIANDO AUTONOMIA A ORCEL - LE UNICHE DICHIARAZIONI SUL “MONTE” DI PADOAN SONO STATE DUE: UNA VAGA SULLE AGGREGAZIONI. L’ALTRA: “SE NE OCCUPERÀ DIRETTAMENTE ORCEL”. COSA CHE IL “CRISTIANO RONALDO” DEI BANCHIERI HA FATTO, SBARAZZANDOSI DEL CATORCIO SENESE

PIER CARLO PADOAN CON ELKETTE

RETROSCENA SUL NAUFRAGIO MPS-UNICREDIT – CON IL SUO “VAFFA” AL TESORO ANDREA ORCEL AVRA' SALVATO UNICREDIT MA SI È GIOCATO, DOPO MILANO, ANCHE LA BENEVOLENZA DEI PALAZZI ROMANI PER EVENTUALI ACQUISIZIONI, A PARTIRE DA BPM. NON È UN CASO CHE ORCEL ABBIA SPOSTATO ALL’ESTERO LE SUE BRAME: LA FRANCESE SOCIÉTÉ GENERALE E LA SPAGNOLA BBVA – L’IRA DI DRAGHI: IL DG DEL TESORO RIVERA DOVEVA ACCORGERSI PRIMA DEGLI OSTACOLI CHE HANNO FATTO SALTARE LA TRATTATIVA - PATETICO INCONTRO TRA RIVERA E CASTAGNA PER SPINGERE BPM A SCIROPPARSI GLI SCARTI DI MPS RIFIUTATI DA ORCEL - SI APRE LA VIA DEL TERZO POLO?

https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/retroscena-naufragio-mps-unicredit-ndash-nbsp-suo-287593.htm

 

andrea orcel

 

UNICREDIT, PIETRA TOMBALE SU MPS NELL'ASSORDANTE SILENZIO DI PADOAN

Camilla Conti per "la Verità"

 

«Quella finestra per noi è chiusa». L'ad di Unicredit, Andrea Orcel, ieri ha messo una pietra sopra al Monte dei Paschi sul finire della conferenza telefonica con gli analisti. Spegnendo così anche le speranze di chi, come il segretario della Fabi, Lando Sileoni, sperava ancora in una pausa tattica del negoziato con il Mef.

 

Ma il banchiere ha ribadito: «Quando abbiamo annunciato l'intenzione di perseguire una combinazione di successo ho detto chiaramente che la finestra era aperta se si poteva eseguire rapidamente l'operazione» e in quel momento «pensavamo che lo si potesse fare». Adesso, invece «siamo focalizzati al 100% sulle nostre iniziative».

 

A cominciare dal nuovo piano industriale che verrà presentato al mercato il prossimo 9 dicembre e il cui fulcro saranno «semplificazione, digitalizzazione e centralità del cliente», ha detto Orcel. Quanto al risiko, eventuali operazioni di M&A «non sono un fine» e «le faremo solo a giuste condizioni».

 

Una chiusura che preoccupa i sindacati: «perché, al momento, non ci sono alternative per rilevare il gruppo Mps, l'unica sarebbe il fondo Apollo, che è un fondo speculativo e che non avrebbe un atteggiamento morbido per quanto riguarda i dipendenti», commenta Sileoni. Sottolineando che «se dovesse fallire un gruppo come il Montepaschi ne risentirebbe l'intero settore bancario italiano ed europeo».

 

andrea orcel di unicredit

I vertici dell'istituto di Piazza Gae Aulenti vogliono ora rimanere concentrati sui propri obiettivi e risultati. Guardando a questi, Unicredit ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con un utile netto pari a 3 miliardi rispetto al rosso di 1,6 miliardi registrato nello stesso periodo del 2020.

 

Per quanto riguarda il solo terzo trimestre, la banca ha raggiunto un profitto netto di 1,058 miliardi, con un balzo del 55,6% rispetto allo stesso trimestre dell'anno scorso. Ciò ha consentito di alzare i target per la fine del 2021: la guidance per l'utile netto sottostante è stata aumenta a «oltre 3,7 miliardi» (dalla precedente che prevedeva un dato «sopra 3 miliardi").

 

monte dei paschi di siena

Sale anche quella annuale per i ricavi che ora sono visti a 17,5 miliardi (da 17,1 miliardi). La conference call con gli analisti sui conti trimestrali, per tutte le big del credito, è solitamente tenuta dai manager operativi come appunto l'ad affiancato spesso dal direttore finanziario.

 

Negli ultimi giorni, però, all'appello delle dichiarazioni sullo stop della trattativa col Mef è sempre mancata la parola di Pier Carlo Padoan. Ex ministro del Tesoro, fu lui a varare il Monte di Stato con la ricapitalizzazione precauzionale del 2017, nonché ex deputato del Pd (il suo posto è stato preso alle ultime suppletive senesi da Enrico Letta), nell'ottobre del 2020 è entrato nel cda di Unicredit e in aprile è stato ufficialmente nominato presidente.

enrico letta piercarlo padoan

 

Lo scorso 29 luglio «ha ritenuto di astenersi dalla deliberazione del consiglio di amministrazione» in merito all'esclusiva con il Tesoro per rilevare una parte di Mps, riportava una nota del gruppo. In cui si sottolineava che la decisione di Padoan è stata presa «pur in assenza di qualsivoglia conflitto di interessi e in piena indipendenza di giudizio in ragione del suo precedente incarico di ministro dell'Economia e delle finanze».

 

andrea orcel

Poi il silenzio. A parte qualche intervento su altri temi: il 6 ottobre, al Salone della Giustizia, per dire che «bisogna fare in modo di convogliare le risorse del sistema Italia, ossia il risparmio, verso gli investimenti privati» e «in tutto questo le banche hanno un ruolo importante da svolgere».

 

MONTE DEI PASCHI DI SIENA MPS

Undici giorni dopo, a margine dell'inaugurazione del Vinitaly a Verona, per assicurare che «Unicredit è molto impegnata nell'attività di sostegno alle imprese». Agli atti di quest' anno restano, per il resto, due interviste: la prima rilasciata a Repubblica il 5 febbraio in cui il presidente sottolineava che «Unicredit vuole crescere, senza escludere operazioni per linee esterne. Crescerà anche diventando più verde e più sostenibile, come alfiere dei criteri Esg che regolano appunto ambiente, sostenibilità e governance».

 

PIER CARLO PADOAN

Quanto a Mps, si era limitato a dire in quei giorni, «sarà valutata come le altre, facendo i conti» passando la palla al nuovo ceo che «se ne occuperà direttamente». E assicurando di non essere stato «né chiamato, né spinto dalla politica in Unicredit e continuo ad essere estraneo a pressioni politiche». Qualche mese dopo, il 31 maggio, al Foglio aveva offerto un commento di ampio respiro, partendo - senza citare il Monte - dal «tema delle aggregazioni cruciale non solo per l'Italia ma per l'intera Europa», e evidenziando poi ruolo di Unicredit che «può svolgere un ruolo concreto come motore del cambiamento, di indirizzo tra finanza buona e meno buona e di transition financing verso un'economia più green». Riferimenti al «rosso» di Siena, zero.

MONTE DEI PASCHI DI SIENAMONTE DEI PASCHI DI SIENA

Ultimi Dagoreport

elon musk steve bannon village people donald trump

KITSCH BUSSA ALLA NOSTRA PORTA? – LA MOTOSEGA DI MUSK, I SALUTI ROMANI DI BANNON, IL BALLO DI TRUMP COI VILLAGE PEOPLE: FARSA O TRAGEDIA? - VINCENZO SUSCA: ‘’LA CIFRA ESTETICA DELLA TECNOCRAZIA È IL KITSCH PIÙ SFOLGORANTE, LOGORO E OSCENO, IN QUANTO SPETTACOLARIZZAZIONE BECERA E GIOCOSA DEL MALE IN POLITICA - MAI COME OGGI, LA STORIA SI FONDA SULL’IMMAGINARIO. POCO IMPORTANO I PROGRAMMI POLITICI, I CALCOLI ECONOMICI, LE QUESTIONI MORALI. CIÒ CHE IMPORTA E PORTA VOTI, PER L’ELETTORE DELUSO DALLA DEMOCRAZIA, TRASCURATO DALL’INTELLIGHÈNZIA, GETTATO NELLE BRACCIA DI TIK TOK, X, FOX NEWS, È EVOCARE NEL MODO PIÙ BRUTALE POSSIBILE LA MORTE DEL SISTEMA CHE L'HA INGANNATO”

friedrich merz ursula von der leyen manfred weber giorgia meloni

DAGOREPORT - CON LA VITTORIA IN GERMANIA DELL’ANTI-TRUMPIANO MERZ E IL CONTENIMENTO DEI NAZI DI AFD NELLE FILE DELL’OPPOSIZIONE, TUTTO È CAMBIATO - E DAVANTI A UN’EUROPA DI NUOVO IN PIEDI, DOPO IL KNOCKOUT SUBITO DAL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA, PER LA ‘DUCETTA’ SI PREPARANO GIORNI ALL’INSEGNA DELLE INVERSIONI A U – L’ITALIA HA VOTATO CON L'EUROPA LA RISOLUZIONE SULL'INTEGRITÀ TERRITORIALE DI KIEV, CONTRO GLI STATI UNITI – CHI HA CAPITO L’ARIA NUOVA CHE TIRA, E' QUEL “GENIO” DI FAZZOLARI: “LA VOGLIA DI LIBERTÀ DEL POPOLO UCRAINO CHE È STATA PIÙ FORTE DELLE MIRE NEO IMPERIALI DELLE ÉLITE RUSSE” - SE NON AVESSE DAVANTI QUELL’ANIMALE FERITO,  QUINDI PERICOLOSO, DI SALVINI, LA STATISTA DELLA GARBATELLA FAREBBE L’EUROPEISTA, MAGARI ALL’ITALIANA, CON UNA MANINA APPOGGIATA SUL TRUMPONE – MA ANCHE IN CASA FDI, C’È MARETTA. IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI EDMONDO CIRIELLI HA IMPLORATO MERZ DI FARE IL GOVERNO CON I POST-NAZI DI AFD…

veronica gentili alessia marcuzzi roberto sergio giampaolo rossi myrta merlino

A LUME DI CANDELA - “QUESTO PROGRAMMA NON È UN ALBERGO”: AI PIANI ALTI DI MEDIASET SI RUMOREGGIA PER LE FREQUENTI ASSENZE DI MYRTA MERLINO A “POMERIGGIO CINQUE” (LE ULTIME RICHIESTE: DUE GIORNI A MARZO E PONTE LUNGHISSIMO PER PASQUA E 25 APRILE) – VERONICA GENTILI ALL’ISOLA DEI FAMOSI: È ARRIVATA LA FUMATA BIANCA – IL NO DI DE MARTINO AGLI SPECIALI IN PRIMA SERATA (HA PAURA DI NON REPLICARE IL BOOM DI ASCOLTI) – CASCHETTO AGITATO PER LE GAG-ATE DI ALESSIA MARCUZZI - LO SHAMPOO DELLA DISCORDIA IN RAI - IL POTENTE POLITICO DI DESTRA HA FATTO UNA TELEFONATA DIREZIONE RAI PER SOSTENERE UNA DONNA MOLTO DISCUSSA. CHI SONO?

donald trump paolo zampolli

DAGOREPORT - LA DUCETTA SUI TRUMP-OLI! OGGI ARRIVA IN ITALIA IL MITICO PAOLO ZAMPOLLI, L’INVIATO SPECIALE USA PER IL NOSTRO PAESE, NONCHÉ L’UOMO CHE HA FATTO CONOSCERE MELANIA A DONALD. QUAL È IL SUO MANDATO? UFFICIALMENTE, “OBBEDIRE AGLI ORDINI DEL PRESIDENTE E ESSERE IL PORTATORE DEI SUOI DESIDERI”. MA A PALAZZO CHIGI SI SONO FATTI UN'ALTRA IDEA E TEMONO CHE IL SUO RUOLO SIA "CONTROLLARE" E CAPIRE LE INTENZIONI DELLA DUCETTA: L’EQUILIBRISMO TRA CHEERLEADER “MAGA” E PROTETTRICE DEGLI INTERESSI ITALIANI IN EUROPA È SEMPRE PIÙ DIFFICILE – I SONDAGGI DI STROPPA SU PIANTEDOSI, L’ATTIVISMO DI SALVINI E LA STORIA DA FILM DI ZAMPOLLI: FIGLIO DEL CREATORE DELLA HARBERT (''DOLCE FORNO''), ANDÒ NEGLI STATES NEGLI ANNI '80, DOVE FONDÒ UN'AGENZIA DI MODELLE. ''TRA LORO HEIDI KLUM, CLAUDIA SCHIFFER E MELANIA KNAUSS. PROPRIO LEI…”

giorgia meloni donald trump joe biden

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI, FORSE PER LA PRIMA VOLTA DA QUANDO È A PALAZZO CHIGI, È FINITA IN UN LABIRINTO. E NON SA DAVVERO COME USCIRNE. STAI CON NOI TRUMPIANI O CONTRO DI NOI? CI METTI LA FACCIA O NO? IL BRITANNICO NEO-MAGA NIGEL FARAGE HA DICHIARATO CHE AVREBBE PREFERITO CHE MELONI PRENDESSE POSIZIONI PIÙ DURE CONTRO L’UNIONE EUROPEA, ALTRO SEGNALE: COME MAI ANDREA STROPPA, TOYBOY DELL'ADORATO MUSK, SPINGE SU X PER IL RITORNO DI SALVINI AL VIMINALE? VUOLE PER CASO COSTRINGERMI A USCIRE ALLO SCOPERTO? OGGI È ARRIVATA UN'ALTRA BOTTA AL SISTEMA NERVOSO DELLA STATISTA DELLA GARBATELLA LEGGENDO LE DICHIARAZIONI DI JORDAN BARDELLA, IL PRESIDENTE DEL PARTITO DI MARINE LE PEN, CHE HA TROVATO L’OCCASIONE DI DARSI UNA RIPULITA PRENDENDO AL VOLO IL "GESTO NAZISTA" DI BANNON PER ANNULLARE IL SUO DISCORSO ALLA CONVENTION DEI TRUMPIANI A WASHINGTON - E ADESSO CHE FA L’EX COCCA DI BIDEN, DOMANI POMERIGGIO INTERVERRÀ LO STESSO IN VIDEO-CONFERENZA?