guzzetti sarmi

''QUALCHE ENTE È ANDATO IN MALORA MA NON ABBIAMO MAI AVUTO SCANDALI''. CON QUESTE FANTASIOSE PAROLE GUZZETTI CHIUDE IL SUO 20° CONGRESSO DELLE FONDAZIONI BANCARIE, IRRITATO CON LA LEGA CHE VUOLE IMPORRE SARMI COME AMMINISTRATORE DELEGATO DI CDP, MENTRE LUI SPONSORIZZA SCANNAPIECO - PATUELLI: ''LO SPREAD IN AUMENTO CI PREOCCUPA, È UNA TASSA SULL'ITALIA'' - ROSSI (BANKITALIA): ''NON È UNA DEMONIACA SPECULAZIONE DI POCHI''

  1. SPREAD:PATUELLI,PREOCCUPA AUMENTO, È TASSA SULL'ITALIA

GIUSEPPE GUZZETTI

 (ANSA) - "Questo spread che sta crescendo è preoccupante per la Repubblica italiana perchè in precedenza viaggiava in una direzione di maggiore benessere per tutti e lo spread è una tassa che l'Italia paga sui mercati internazionali". Lo afferma il presidente Abi Antonio Patuelli al convegno Acri secondo cui "più lo spread cresce più si impoverisce l'Italia e più cresce li spread e più si complica la vita alle banche" con riflessi sui loro indicatori patrimoniali..

 

  1. PATUELLI, NON TUTTE COLPE EUROPA, CON LIRA TASSI ALTI

 (ANSA) - PARMA, 8 GIU - "Più debole è la moneta più alti sono i tassi, non dobbiamo cullarci che tutte le colpe siano dell'Europa". Lo afferma il presidente Abi Antonio Patuelli al congresso dell'Acri ricordando come l'Italia non vanti "una storia virtuosa" su debito e deficit e che "nonostante i rialzi di questi giorni i tassi sono infimi" grazie all'appartenenza all'euro. "I tassi con la lira agli inizi degli anni '80 erano al 19,5%, era una moneta debole" ha aggiunto.

patuelli

 

  1. SPREAD: ROSSI, NON C'È DEMONIACA SPECULAZIONE DI POCHI

 (ANSA) - L'aumento dello spread non è causato "da una demoniaca e misteriosa" manovra da parte "di pochissimi speculatori" ma dall'aumento del "rischio percepito dai gestori dei risparmi degli italiani" che uno dei "paesi come l'Italia possa uscire dall'euro". Lo afferma il dg di Banca d'Italia Salvatore Rossi al convegno dell'Acri, "è tema che non dobbiamo cessare di spiegare all'opinione pubblica" sottolineando come i gestori "a cui sono affidati i nostri risparmi, di fronte a questo rischio, si coprono vendendo i titoli". La speculazione "esiste ma si accoda a questo movimento".

 

  1. ACRI: GUZZETTI CHIUDE CONGRESSO, SUO ULTIMO DOPO 20 ANNI

GUZZETTI

 (ANSA) - Si è chiuso con la mozione finale approvata all'unanimità e un'ovazione in piedi dei partecipanti, il congresso Acri di Parma, l'ultimo del presidente Giuseppe Guzzetti che lascerà il vertice nel 2019. Guzzetti, che non è riuscito a trattenere un moto di commozione è tornato a ringrazie il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel suo intervento di ieri all'inaugurazione dei lavori, ha definito le fondazioni "un'ancora di stabilità per il paese".

 

Il numero uno dell'Acri ha sottolineato il lavoro svolto in questi anni per difendere il patrimonio e l'impegno nel sociale delle fondazioni grazie anche alle battaglie giuridiche intraprese. Ancora ieri Guzzetti e le fondazioni hanno posto dei paletti sulle nomine e il ruolo di Cdp dove partecipano in minoranza. Infine ha riconosciuto come qualche "ente è andato alla malora ma non abbiamo mai avuto scandali".

 

 

  1. CDP, GUZZETTI CONTRO LA LEGA PER LA SCELTA DEL NUOVO AD

Andrea Greco per la Repubblica

 

La prima giornata del convegno Acri si può guardare dalla platea del teatro Paganini: ed è il trionfo di Giuseppe Guzzetti, leader dal 2000 delle fondazioni, che arringa per l' ultima volta gli enti soci di tante banche italiane e della Cassa depositi, da cui traggono un miliardo di euro per le erogazioni ai territori. « Le fondazioni offrono al nuovo governo, sulla scia di quanto fatto con i precedenti, massima collaborazione per ridurre le diseguaglianze fra i cittadini », dice.

salvatore rossi

 

Se invece si osserva la giornata dal proscenio, è un più stressante tentativo di tessere la trama nuova con il governo, a partire dalle nomine del vertice della Cdp che gestisce i 250 miliardi del risparmio postale. Guzzetti ha esperienza e una strategia forte sui nomi da depositare entro il 16 giugno con il Tesoro, in vista dell' assemblea Cdp del 20. La presidenza ( senza deleghe) spetta statutariamente alle fondazioni, e pare riservata a Massimo Tononi, presidente di Prysmian, in passato banchiere di Goldman Sachs e Mps, e sottosegretario del governo Prodi.

 

Per i ruoli operativi, Guzzetti continua a sponsorizzare Dario Scannapieco, ex Ciampi boy già al Tesoro e da tempo vice presidente della Banca europea per gli investimenti. E proprio Scannapieco, tra i pochi a parlare al tavolo inaugurale, centrato il suo intervento sulla solidarietà: « Lavorare insieme mettendosi al servizio delle istituzioni italiane, condividendo le best practice e proponendo le soluzioni finanziarie più adatte».

 

Dario Scannapieco

Per cogliere l' ambo in Cdp, Guzzetti e l' Acri farebbero buon viso a una promozione di Fabrizio Palermo ( oggi direttore finanziario e molto ben visto da M5S) a direttore generale e alla nomina di un dg del Tesoro di rottura, a opera dei nuovi astri politici: per esempio Antonio Guglielmi, capo dell' azionario di Mediobanca a Londra le cui visioni eurocritiche piacciono a Lega e M5s.

 

Lo schema di Guzzetti tuttavia rischia di arenarsi sulla voglia dei nuovi ministri di scegliere figure "loro". Per questo secondo le voci che rimbalzano dai palazzi romani la Lega appoggia Massimo Sarmi come ad della Cassa: un manager che ha guidato per anni le Poste italiane ed è stato vicino ad An, che ora profitta dei vecchi legami finiani - come quello con la ministra Giulia Bongiorno - e di quelli nuovi che ha instaurato con il vertice leghista. I giochi restano tutti da fare, e in una settimana.

MASSIMO SARMI

 

Un punto di forza, per il mondo Acri cui non mancano buone entrature con la Lega ( auspice il sottosegretario Giancarlo Giorgetti), sarà il sostegno non formale incassato dal capo dello Stato Sergio Mattarella - a Parma - e per iscritto dal premier Giuseppe Conte. « Il contributo che le fondazioni danno alla stabilità finanziaria è un elemento prezioso per l' Italia», afferma Mattarella, ricordando «anni di funzioni preziose di integrazione e supplenza alle funzioni pubbliche».

 

Apprezzamenti che a Guzzetti servono per mettere un paio di paletti forti sulla gestione futura della Cdp, dove gli enti hanno il 16%: « Siamo favorevoli a un ulteriore sviluppo della Cassa, a patto che non si metta a rischio il risparmio degli italiani. Se si intende superare questo limite ci opporremo con tutte le forze», afferma.

 

E ringrazia gli ultimi due vertici « per aver avuto in questi anni come stella polare« questo limite; anche quando si è trattato di dire no ai governi, come sul dossier Alitalia. Forse presto toccherà al dossier Mps e alla banca pubblica: « Aspettiamo di vedere i progetti veri, per ora quella che hanno fatto se la sono palleggiata», aggiunge il presidente Acri, parlando della Banca del Mezzogiorno.

GIUSEPPE CONTE IN CANADA

 

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”