RI-MEDIASET QUELLO CHE PUOI - QUANTO PESA LA CRISI SULL’IMPERO BERLUSCONI: MEDIASET COSTRETTA A TAGLIARE TUTTO, DAI BOCCIONI DELL’ACQUA AI COLLABORATORI E NON SI COMPRANO PIÙ PROGRAMMI PER RIEMPIRE IL PALINSESTO - MA I DIRIGENTI PROLIFERANO: SEMPRE STRIZZANDO L’OCCHIO ALLA PASSIONE DI FAMIGLIA: LE QUOTE ROSA - AI PIANI ALTI ARRIVANO BEN 5 NUOVE DONNE: 4 DI LORO, CASUALMENTE, SONO MOGLI E AMICHE DI DIRIGENTI DELL’AZIENDA - LOTTA ALLA FICTION…

Clemente S. Longorni per "Lettera43.it"

Parola d'ordine: razionalizzare. «Razionalizziamo e possiamo frenare il turnover, ma i dipendenti non li tocchiamo...», affermò Piersilvio Berlusconi, boss di Mediaset travolto anche lui dai morsi della crisi.

TRA DEBITI E TAGLI. E aveva ragione, il vicepresidente esecutivo: a Mediaset i dipendenti non si toccano. Anzi, spesso si promuovono. Mentre l'azienda di Cologno è attanagliata dalla minaccia dei debiti, dei tagli ai palinsesti ai programmi ai contratti a termine e alle mazzette dei giornali, perfino dallo spettro di una futuribile messa in vendita di parte del pacchetto digitale, non si può fare a meno di notare la nomina di ben cinque nuovi dirigenti. Cinque.

DONNE IN CARRIERA. C'è la mitica Katia che, a detta di tutti, «è davvero l'unica che se lo merita». Dopo c'è Francesca Fastella promossa a giugno scorso e, casualmente, moglie di Simone Sole «Director, Head of Finance, Administration and M&A at Mediaset», come dice il suo profile Linkedin: ossia il braccio destro di Marco Giordani, l'amministratore delegato Rti. Giordani che, tra l'altro, pare destinato a diventare il nuovo amministratore delegato Mediaset e Sole potrebbe prenderne il posto.

MOGLI, COMPAGNE E AMICHE. Dopo ancora, tra i neopromossi c'è Cristina Martignoni, casualmente moglie del direttore del personale Luigi Motta. Dopo ancora ancora c'è Giovanna Capucci casualmente molto vicina a Yves Confalonieri grande capo dei New Media e figlio di cotanto padre. Dopo ancora c'è una signora che pare molto sponsorizzata da Franco Ricci, storico mega-manager aziendale capo di Elettronica Industriale e a capo della pay tivù.

L'AZIENDA FA QUADRATO CONTRO GLI ATTACCHI ANTI-BERLUSCONIANI
Tutti i nuovi dirigenti sono donne, nel massimo rispetto delle quote rosa e nel solco di una tradizione secolare. Peccato che in azienda, a differenza di quanto accade per consuetudine, l'ordine di servizio delle predette promozioni non sia mai uscito.

FINITO IL VENTENNIO DI PACE. Mediaset è uno strano mondo, piccolo, quasi letterario, dove tutti hanno goduto indirettamente della pace e della prosperità del ventennio politico appena trascorso; e dove ora tutti fanno quadrato contro gli attacchi esterni anti-berlusconiani.

PUBBLICITÀ IN CALO DEL 14%. È un riflesso incondizionato. Ma, per una strana congiuntura, senza Silvio Berlusconi al governo, le cose sono cambiate. Il clima aziendale è incandescente. La pubblicità è in calo del 14%, l'utile è sceso di circa il 30% e potrebbe addirittura dimezzarsi, la politica durissima di contenimento dei costi prevede 250 milioni spalmati in due anni.

I PIANI DI SALVATAGGIO. La situazione è grave ma non è seria. Ma è tale che, fino a poco tempo fa, per salvarsi, si pensava a un patto diabolico con Sky; o alla vendita del pacchetto Premium rimasto al palo. «Agiamo sui costi e già nel 2012 avremo un calo delle spese televisive tra il 4 e il 5%», ha affermato sempre Piersilvio.
E infatti, per il timore di sbagliare la strategia e magari disattendere involontariamente la volontà del capo, molti dei manager del Biscione preferiscono tirare a campare piuttosto che, come ha detto Mario Monti ricordando Andreotti, «tirare le cuoia».

COLOGNO, PAROLA D'ORDINE: TIRARE LA CINGHIA
La nuova austerity però sembra operare in una strana schizofrenia. I dirigenti rimangono e si pagano, alcuni pur senza avere più un incarico: è il caso di Fabrizio Margaria che si è visto smantellare l'Area ragazzi i cui dipendenti sono passati alla Turner (società della Time Warner che lavora in joint-venture con Mediaset per alcuni programmi).

ACQUISTO DEI DIRITTI BLOCCATO. I dirigenti rimangono ma, per esempio, si è bloccato l'acquisto dei diritti dall'inizio dell'anno: non si comprano più nuove serie tivù e film al di fuori degli accordi quadro. Il che significa che «tra poco non si saprà più cosa mettere in palinsesto, l'estate sarà gonfia di repliche. Ma poi cosa faremo?», si chiede un vecchio dipendente sconfortato.

SCURE SUI COLLABORATORI. I dirigenti rimangono ma si tagliano i collaboratori a partita Iva, i contratti a progetto, le produzioni interne (con gli appalti esterni che restano fissi), i boccioni dell'acqua negli uffici. «I tagli sono indispensabili», ha detto Confalonieri, ma i suoi cominciano ad avere paura sul serio.

E non è che questo aiuti l'ambiente interno di Mediaset, fatto di lotte intestine, di piccoli orticelli coltivati con gli anni, di sgambetti nella corsa al potere.
Il quadro è grigio e timoroso, l'aria da fine dell'Impero.

«CORDONE SANITARIO» INTORNO A PIERSILVIO. Piersilvio ora non appare più il brillante e sorridente innovatore di un tempo. Se una volta era sufficiente avere delle idee o essergli simpatico per scambiare con lui due chiacchiere e berci un caffè, oggi il suo ufficio è diventato una vera torre d'avorio. I maligni insinuano che attorno al capo si sia steso un cordone sanitario di manager con la vocazione del sottopancia che riescono a influenzarne l'agenda e la strategia.

LA CARICA DEI VICE E DEI VICE DEI VICE. Acquista, per esempio, sempre più potere Alessandro Salem il direttore generale Contenuti che vorrebbe mettere l'amico Pietro Valsecchi alla strategica guida delle fiction spostandone l'attuale direttore Giancarlo Scheri a Canale 5. Ma Scheri resiste. Anche se si è visto nominare, all'improvviso, un vice: Antonino Antonucci, a sua volta arrivato con un suo vice, il vice del vice, giusto perché i dirigenti a Cologno vanno via come il pane.
E poi c'è Mauro Crippa, potentissimo capo dell'Informazione. Ma questo richiede un altro approfondimento.

 

PIERSILVIO BERLUSCONI marco giordani lapresseAlessandro SalemGIANCARLO SCHERI PIETRO VALSECCHI

Ultimi Dagoreport

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO

autostrade matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti roberto tomasi antonino turicchi

TOMASI SÌ, TOMASI NO – L’AD DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA) ATTENDE COME UN’ANIMA IN PENA IL PROSSIMO 17 APRILE, QUANDO DECADRÀ TUTTO IL CDA. SE SALVINI LO VUOL FAR FUORI, PERCHÉ REO DI NON AVER PORTARE AVANTI NUOVE OPERE, I SOCI DI ASPI (BLACKSTONE, MACQUARIE E CDP) SONO DIVISI - DA PARTE SUA, GIORGIA MELONI, DAVANTI ALLA FAME DI POTERE DEL SUO VICE PREMIER, PUNTA I PIEDINI, DISPETTOSA: NON INTENDE ACCETTARE L’EVENTUALE NOME PROPOSTO DAL LEADER LEGHISTA. DAJE E RIDAJE, DAL CAPPELLO A CILINDRO DI GIORGETTI SAREBBE SPUNTATO FUORI UN NOME, A LUI CARO, QUELLO DI ANTONINO TURICCHI….

mario draghi ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - AVVISO AI NAVIGANTI: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI A HONG KONG ERA UNA TIRATA D’ORECCHIE A BRUXELLES E ALLA DUCETTA DELLE "DUE STAFFE" - PER "MARIOPIO", SE TRUMP COSTRUISCE UN MURO TARIFFARIO INVALICABILE, È PREFERIBILE PER L'EUROPA TROVARE ALTRI SBOCCHI COMMERCIALI (CINA E INDIA), ANZICHE' TIRAR SU UN ALTRO MURO – SUL RIARMO TEDESCO, ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL'UNIONE FAREBBERE BENE A SEGUIRE LA POLITICA DI AUMENTO DELLE SPESE DELLA DIFESA - IL CONSIGLIO A MELONI: SERVE MENO IDEOLOGIA E PIÙ REAL POLITIK  (CON INVITO A FAR DI NUOVO PARTE DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO), ALTRIMENTI L’ITALIA RISCHIA DI FINIRE ISOLATA E GABBATA DA TRUMP CHE SE NE FOTTE DEI "PARASSITI" DEL VECCHIO CONTINENTE...