LO SQUALO SBRANATO DAL DELFINO: UN EX “PUPILLO” INGUAIA MURDOCH CON UNO SCOOP

da "Il Foglio"

A Fleet Street, la storica (e ormai decaduta) via londinese sede del gotha del giornali inglesi, dare qualche gratificazione a poliziotti e funzionari pubblici in cambio di informazioni si è sempre fatto. Fa parte della tradizione del giornalismo inglese. E se questa tradizione è marcia, allora tutto il giornalismo inglese deve guardarsi dentro. Dovrebbe saperlo bene Mark Watts, direttore del giornale online Exaro News, che sul giornalismo spesso sordido che si fa a Fleet Street (anche rovistando nella spazzatura dei potenti) nel 2005 ha scritto un libro.

Quando però a parlare delle pratiche losche di Fleet Street è Rupert Murdoch, le cose cambiano. Un po' perché, dopo la chiusura di News of the World per le intercettazioni illegali, i giornali di Murdoch sono sorvegliati speciali, un po' perché l'immagine di Murdoch come squalo disposto a uccidere pur di avere lo scoop deve essere sempre rinfrescata.

E così proprio Mark Watts ha deciso di far scoppiare lo scandalo. La storia è questa: Exaro News, in collaborazione con Channel 4, ha pubblicato una registrazione clandestina dello scorso marzo in cui Murdoch parla ai giornalisti del tabloid Sun, trentadue dei quali erano stati arrestati un anno prima per alcune bustarelle pagate ai poliziotti in cambio di informazioni.

Se nel luglio 2011, davanti alla commissione parlamentare che indagava sulle intercettazioni illegali di News of the World, Murdoch aveva detto con enfasi che "pagare i poliziotti in cambio di informazioni è sbagliato", con i suoi giornalisti si rilassa e dice quello che nell'ambiente sanno tutti (nello stesso ambiente si sa che per accedere a una segreteria telefonica altrui basta una combinazione di quattro numeri che spesso è 1234): pagare i poliziotti per informazioni "fa parte della cultura di Fleet Street". Sono cose che si fanno da sempre, e con indagini simili una polizia "incompetente" farebbe chiudere tutti i giornali.

Murdoch cerca anche di rassicurare i giornalisti arrestati, "just trust me". Arriva a sbilanciarsi sulla lotta per la sua successione: saranno il figlio Lachlan (non James, caduto nello scandalo) e il braccio destro Robert Thomson a giocarsi il posto, di entrambi vi potete fidare. L'intento, probabilmente, era di evitare che qualcuno dei suoi, finito nei guai, potesse danneggiare anche lui. E' quello che è successo, e ora Murdoch dovrà ripresentarsi al Parlamento.

Tra le tante mani in cui la registrazione clandestina poteva andare, è finita in quelle di Mark Watts. Che non è un giornalista qualsiasi, ma un ex reporter del Sunday Times (proprietà di News Corp.) che ai giornali di Murdoch deve la sua carriera (un altro editor di Exaro, Keith Perry, lavorava per News of the World).

Exaro è una delle nuove bestie del giornalismo online che da qualche anno spuntano in molti paesi, a metà tra le pulsioni spione e i pregiudizi di Wikileaks (anche Exaro ha i server fuori dal Regno Unito e una casella cifrata per ricevere soffiate anonime) e il premio Pulitzer ProPublica.

E' un giornale piccolo ma cattivo, e se Mark Watts ha imparato qualcosa da Murdoch è fare di tutto per lo scoop, anche pubblicare le conversazioni trafugate che affossano un vecchio datore di lavoro. Se potesse, il maestro applaudirebbe.

 

RUPERT E WENDI DENG MURDOCHRUPERT MURDOCH rupert murdochMARK WATTS Rupert Murdoch

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