carlo calenda vincent bollore

CHE TIM SEI MESSO IN TESTA? - VIVENDI NON VUOLE FARSI CARICO DEI 33 MILIARDI DI DEBITI DI TIM E ALLA CONSOB RIBADIRA’ LA STORIELLA DI NON AVERE IL CONTROLLO SUL GRUPPO DI TLC - E POI BALLA IL POSSIBILE INTERVENTO DEL GOVERNO ITALIANO, TRAMITE “GOLDEN POWER”, CHE CON L'ISTRUTTORIA APPENA AVVIATA POTREBBE METTERE BOCCA SULLA RETE E SU TELECOM ITALIA SPARKLE

Roberta Amoruso per “il Messaggero”

 

BOLLORE' VIVENDIBOLLORE' VIVENDI

Almeno per il momento, i francesi di Vivendi non prendono l'argomento nemmeno in considerazione. Consolidare contabilmente il debito di Tim-Telecom (oltre 33 miliardi di debito lordo a fronte di oltre 25 di indebitamento netto), ormai di fatto tra le controllate del gruppo d'oltralpe, non è una questione che riguarda Vivendi, visto da Parigi. E questo perchè il gruppo d'Oltralpe è convinto che, pur avendo il 23,9%, non esercita un vero controllo (ma solo il controllo di fatto) come descritto nell'art.2359 del codice civile e dal Tuf (art. 93), e dunque non esercita un'influenza dominante su Tim.

 

bollore de puyfontaine assemblea vivendibollore de puyfontaine assemblea vivendi

È questo, in sintesi, quanto ribadirà Vivendi in questi giorni al mercato dietro precisa e ulteriore richiesta della Consob, inoltrata ai francesi tramite l'Amf, la Consob francese, sul tema del controllo. I legali sono ancora al lavoro, anche perchè sono sul tavolo anche valutazioni che comprendoo anche l'eventuale notifica da fare al governo sulla golden power e le informazioni aggiuntive da fare arrivare all'Agcom, allertata su Mediaset.

 

LA TRASPARENZA

consob opa sts hitachiconsob opa sts hitachi

Va detto subito che da sempre la definizione del controllo di fatto solleva problemi interpretativi. Nè la Pirelli di Marco Tronchetti Provera, prima, nè la spagnola Telefonica, ancora prima che il controllo di Tim passasse a Vivendi sono stati costretti a consolidare i conti del gruppo tlc.

 

Senza contare che in questo caso il potere di far scattare l'obbligo di consolidamento è in carico alla francese Amf, uno scenario quantomeno difficile da immaginare, anche considerando il clima maturato tra Italia e Francia sull'affare Fincantieri-Stx. Dunque, «la «trasparenza» vista dalla Consob di Giuseppe Vegas potrebbe essere un po' diversa, nelle interpretazioni dell'Amf.

 

Ma il problema resta per il numero uno dell'Authority che vigila sul mercato. I francesi «hanno detto che la valutazione sull'eventuale consolidamento del debito riguarda la Consob francese. Ma se la direzione e il coordinamento su Tim c'erano anche prima (dell'annuncio del 28 luglio, ndr), allora si pone un problema di trasparenza che riguarda anche noi. Vedremo», ha detto Vegas in un'intervista alla Stampa.

 

CARLO CALENDA PIER CARLO PADOANCARLO CALENDA PIER CARLO PADOAN

Dunque, la questione è complessa e comunque la si veda, solo un'istruttoria più approfondita che tenga conto anche delle prossime mosse strategiche di Parigi potrà chiarire il quadro. Nel frattempo, vale la pena di sottolineare, che, nonostante la convinzione anche dei legali di Vivendi che la questione del consolidamento del debito di Tim non sia nemmeno da porre, un'ipotesi di accollo contabile dei debiti a valle sarebbe una vera grana per l'immagine di Vivendi anche in Borsa.

 

Già, perchè mentre il gruppo italiano ha ancora sulle spalle 33,7 miliardi di debito lordo (l'indebitamento netto è di 25,7 miliardi) il colosso francese disponeva a fine 2016 di una liquidità di oltre un miliardo (erano 6,4 miliardi nel 2015). Non solo. Come ha fatto notare di recente il ceo di Vivendi e presidente di Tim, Arnaud de Puyfontaine, il gruppo francese non ha certo problemi di munizioni vista la grande capacità di indebitamento. Le cose evidentemente cambierebbero se nel bilancio consolidato di Vivendi finisse il fardello di Tim.

telecomtelecom

 

Un altro risvolto del tema del controllo è legato alla golden power, in mano al governo, che con l'istruttoria appena avviata non guarda solo agli obblighi di notifica, ma valuterà se ci sono le condizioni per intervenire quantomeno con «una raccomandazione» destinata a Vivendi e una richiesta di garanzie precise sulla rete e su Telecom Italia Sparkle. Il gruppo di coordimento sulla golden power che si è riunito venerdì a Palazzo Chigi è presieduto dal vicesegretario generale, Luigi Fiorentino.

 

Del gruppo fanno parte un po' di tecnici di vari ministeri. Ma è evidente che per la valutazione sulla golden power sarà cruciale anche la collaborazione con la Consob. Conterà la raccolta delle informazioni sul controllo, ma anche sulla strategia del gruppo francese, compresa la joint venture annunciata tra Tim e Canal plus sui quali anche l'Agcom vuole vederci chiaro. Già venerdì scorso Tim, su richiesta di Consob, aveva dovuto integrare le informazioni date nel comunicato del 28 luglio sull'avvio dell'attività di direzione e coordinamento. Ma non sono bastate.

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...