pistola sparo armi

UN NUOVO CASO ALEX POMPA? - A BOVALINO, IN PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA, IL 21ENNE GIUSEPPE MARANDO E SUO FRATELLO ANTONIO (MINORENNE) HANNO UCCISO IL LORO PADRE, IL 54ENNE FRANCESCO. IL MOTIVO? "ERA DIVENTATO TROPPO VIOLENTO" -GIUSEPPE HA INVITATO IL PADRE A CASA E GLI HA SPARATO ALLA NUCA E, INSIEME AL FRATELLO, HA PORTATO IL CADAVERE IN CANTINA - LA PARENTELA TRA FRANCESCO MARANDO E IL BOSS GIUSEPPE NIRTA - IL CASO DI ALEX POMPA, ASSOLTO DOPO AVER AMMAZZATO IL PAPA' PER DIFENDERE LA MAMMA...

 

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Estratto dell'articolo di Carlo Macrì per il "Corriere della Sera"

 

PISTOLA

«Ho ucciso mio padre perché era diventato troppo violento. Con mia madre, ma anche con noi figli». La confessione di Giuseppe Marando, 21 anni, figlio di Francesco, 54 anni, ex commerciante di San Luca, non ha colto di sorpresa i carabinieri. Già da domenica 12 gennaio, giorno del ritrovamento del cadavere dell’uomo in un condominio di Bovalino, gli inquirenti erano certi che si trattasse di un parricidio: i medici del 118 dopo aver esaminato il cadavere, si erano accorti della presenza di alcuni fori dietro la nuca e avevano chiamato i carabinieri. [...]

 

Proprio lui, durante i primi interrogatori, aveva riferito di essere sceso in cantina, quel pomeriggio, e di aver trovato il padre morto, disteso su un bancale di legno. Una versione crollata di fronte ai primi risultati degli accertamenti, tanto che il figlio maggiore della vittima è stato fermato con l’accusa di omicidio in concorso con il fratello minore, Antonio. E, Giuseppe, ha già confessato: l’11 gennaio, con una scusa, aveva invitato il padre a casa, dove vive con il fratello minorenne e la madre, separata dal papà, che abitava ancora a San Luca.

PISTOLA

 

Il commerciante probabilmente non aveva sospettato cosa potesse accadere quel giorno, anche se i rapporti in famiglia erano da tempo molto tesi, incandescenti con liti a ripetizione. Il figlio Giuseppe invece qualche giorno prima si era procurato una pistola calibro 9. Le indagini cercheranno di capire da chi. E mentre il padre era in cucina gli aveva sparato alla nuca. Poi, insieme al fratello Antonio, l’aveva portato dal terzo piano fino alla cantina. Distendendolo a faccia in giù su un bancale di legno.

 

Nel frattempo i due figli hanno fatto scomparire l’arma, le munizioni e l’auto del padre. Ritrovate dai carabinieri una settimana dopo, su indicazione dello stesso omicida. E il giorno successivo il delitto Giuseppe ha tentato di depistare ogni tipo di accertamento. Sceso in cantina, ha chiamato il 118 spiegando di aver trovato il padre morto. E al nonno Antonio Maria, che abita al primo piano dello stabile, ha detto:

 

TASER CARABINIERI

«Papà aveva deciso di andare a dormire nel sotterraneo. Forse è morto di freddo». Il pensionato, svegliato domenica pomeriggio (12 gennaio) dal rumore di ambulanza, elisoccorso e dai mezzi dei carabinieri, crede alla versione fornita dal nipote: «Mio genero era depresso da un anno, da quando i carabinieri di San Luca gli hanno chiuso il ristorante». [...]

 

Francesco Marando viveva a San Luca con la madre Teresa Nirta, sorella di Giuseppe, superboss della ‘ndrangheta morto nel 2023 a 83 anni nell’ospedale del carcere di Parma dov’era rinchiuso al 41 bis. Teresa è quindi zia di Giovanni Luca Nirta, marito di Maria Strangio, assassinata a San Luca, davanti casa, per errore, la sera di Natale del 2006. [...]

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