predappio marcia su roma benito mussolini fascisti

BENE, BENISSIMO, BENITO! – OLTRE CINQUECENTO “TESTE DI FASCIO” HANNO CELEBRATO LA MARCIA SU ROMA CON IL “CARNEVALE NERO” A PREDAPPIO, UN CORTEO FINO ALLA TOMBA DI MUSSOLINI – NON C'È STATO IL SOLITO  “PRESENTE” CON LE BRACCIA TESE AL DUCE, MA UN MINUTO DI SILENZIO. COSÌ HANNO VOLUTO LE PRONIPOTI ORSOLA E VITTORIA MUSSOLINI – DUE ANNI FA L’EVENTO DEL CENTENARIO DELLA MARCIA DELLE CAMICIE NERE COINCISE CON IL DEBUTTO DEL GOVERNO MELONI…

https://www.repubblica.it/politica/2024/10/28/news/predappio_marcia_roma_carnevale_nero_nascita_fascismo-423582679/?ref=RHLF-BG-P11-S1-T1

 

Estratto dell’articolo di Paolo Berizzi per www.repubblica.it

 

commemorazione marcia su roma a predappio

Non più il “presente” con le braccia tese al duce, ma un minuto di silenzio, così hanno voluto le pronipoti Orsola e Vittoria Mussolini. Come in un sussulto di prudente sublimazione, un passaggio del nostalgismo dallo stato solido allo stato aeriforme. Eppure la celebrano. Lo hanno fatto anche quest’anno, ed erano centinaia a Predappio, domenica. Cinquecento o seicento o settecento, tanti in camicia nera, non solo anzianotti o reduci, anzi.

 

In corteo lungo la direttrice statale che porta al cimitero di San Cassiano dove, nella cripta di famiglia, è sepolto Benito Mussolini. A Predappio il carnevale nero che commemora la marcia su Roma – ovvero l’inizio del fascismo – non è certo una novità: va in scena ogni anno da anni, a prescindere dal colore dei governi in carica e dal segno politico delle amministrazioni di Predappio e Forlì (in entrambi i Comuni la destra si è riconfermata).

 

commemorazione marcia su roma a predappio

E anche al netto del balletto di sentenze della magistratura, chiamata a pronunciarsi sulla violazione o meno delle leggi Scelba e Mancino per i ripetuti saluti romani delle scorse edizioni. […]

 

Nella democrazia repubblicana nata dall’antifascismo c’è una destra che continua a esibire la propria nostalgia per il regime mussoliniano. Che se ne fa vanto, con sempre meno pudore e, anzi, con fierezza e orgoglio, “tana liberi tutti”.

 

Una destra che - citiamo l’ultima sentenza di non luogo a procedere con la quale lo scorso 13 settembre il tribunale di Forlì ha assolto dodici imputati tra cui due genitori che nella sfilata di Predappio avevano vestito il figlio da Balilla – rivendica un senso di appartenenza e un legame indissolubile ad un passato che non passa.

 

statua di benito mussolini a predappio

Per semplificare: un “evidente riferimento all’ideologia fascista”. Fino all’evoluzione di Fiuggi e dunque all’abbandono – poi gradualmente tradito dal ripristino dei fratelli e delle sorelle d’Italia – di ogni riferimento ideologico al fascismo, quel Movimento Sociale Italiano fondato dai reduci del Pnf e di Salò celebrava la marcia su Roma in quanto appuntamento liturgico e identitario. Un fatto a suo modo fondativo, collegato in modo per nulla periferico alle “radici che non gelano”, locuzione cara agli eredi ideologici del fascismo oggi al governo del Paese.

 

Per una strana congiuntura del destino, due anni fa, a Predappio, l’evento imponente del centenario della marcia delle camicie nere guidata dai quadrumviri nel 1922, coincise con il debutto del governo Meloni. Tra i duemila scesi in piazza con fez, stendardi e bandiere, si respirava un’aria di soddisfazione e di “rivincita”. Se e quanto c’entrasse, in quell’entusiasmo, il “noi non tradiremo” proferito dalla premier appena vinte le elezioni di settembre 2022, o il “sogno una nazione nella quale chi ha dovuto abbassare la testa possa finalmente rialzarla”, è impossibile dimostrarlo con la scienza.

 

commemorazione marcia su roma a predappio

Ma in questa stagione politica “favorevole” una cosa è certa: la destra nostalgica che ogni anno si ritrova a Predappio, a maggior ragione, è ancora lì, viva e vegeta e ringalluzzita, e anche da lì annusa e si gusta l’odore del revanscismo. La spinta revisionista del “cambio di narrazione”, dell’“allora i comunisti?”, una botta di equiparazionismo e una di riduzionismo e dunque si sfila, tutti insieme appassionatamente, gli “Arditi” di Mirco Santarelli e le pronipoti Orsola e Vittoria custodi della tomba dei Mussolini, i neri in orbace di ieri e quelli col bomber di oggi.

 

 

Destra “di strada” e destra “di governo” si sovrappongono. Il 28 ottobre 2019 – appena cinque anni fa, non è trascorsa un’era glaciale – FdI la marcia su Roma la ricordò con una cena-evento a Acquasanta Terme, in provincia di Ascoli Piceno, presente lo stato maggiore marchigiano del partito, tra cui il governatore Francesco Acquaroli, con tanto di fascio littorio e simbolo della fiamma sul menù. Dalle Marche all’Emilia Romagna.

 

commemorazione marcia su roma a predappio

Si esalta l’inizio del fascismo anche perché – così scrivono su Predappio i giudici di Forlì - se pure “la manifestazione risulta da un lato di per sé connotata da un evidente riferimento all’ideologia fascista”, dall’altro lato “è apparsa priva di quella complessiva valenza discriminatoria richiesta dalla norma”. E dunque: “ne discende che le manifestazioni del pensiero e dell’ideologia fascisti non sono vietate in sé, stante la libertà di espressione e di libera manifestazione del pensiero costituzionalmente garantite”. […]

predappio, corteo degli arditi per il centenario marcia su roma 35predappio, corteo degli arditi per il centenario marcia su roma 3predappio, corteo degli arditi per il centenario marcia su roma 2predappio, corteo degli arditi per il centenario marcia su roma 21

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...