eleonora lovo lustrascarpe

UNA DONNA AI NOSTRI PIEDI - LA STORIA DI ELEONORA, 43 ANNI, PROFESSIONE LUSTRASCARPE: “LE COSE BELLE SONO STATE GIA’ FATTE: PER QUESTO BISOGNA PRENDERSENE CURA. LE SCARPE CON ME ENTRANO IN UNA BEAUTY FARM. LA LORO PELLE È DA TRATTARE COME QUELLA DEL VISO"

ELEONORA LOVO LUSTRASCARPEELEONORA LOVO LUSTRASCARPE

Antonella Mariotti per “la Stampa”

 

«Mi chiamo Eleonora, ho 43 anni e faccio la lustrascarpe. E questo mestiere lo sento cucito addosso, come un tailleur su misura». Eleonora è una bella donna con occhi grandi dietro grandi occhiali, che scrutano le tue scarpe con passione e l' attenzione di un chirurgo.
 

Lei, come tutte le donne, ama le scarpe, ma quelle a cui si dedica come un collezionista a oggetti rari sono quelle da uomo. «Sono un' esteta, mi piace vestirmi in modo particolare, però sono attratta dal mondo della moda maschile.
 

Amo gli uomini e tutto ciò che li fa belli. Loro si confidano con me, mentre mi dedico alle loro scarpe. E quale uomo non vorrebbe avere una donna ai suoi piedi?». Eleonora Lovo scherza sul suo mestiere rivisitato e per il quale ha coniato uno slogan, quando va in tournée: «Shoeshine event». E questo, manco a dirlo, rievoca lo sciuscià di Vittorio De Sica, il piccolo lustrascarpe del dopoguerra più famoso del mondo.
 

ELEONORA LOVO LUSTRASCARPEELEONORA LOVO LUSTRASCARPE

Eleonora è un po' dandy e un po' hipster. Tanto che ha seguito un corso per barbiere.
Barbiere? «Sì, perché oltre al servizio di lustrascarpe posso anche fare il barbiere - sottolinea con fierezza -. Ho frequentato le lezioni di Bulfrog a Milano. Un maestro e una persona straordinaria: ero l' unica donna. Lui mi ha insegnato la filosofia della barba».
 

Ma a lustrare le scarpe come Eleonora, o Laleo, come la chiamano a Verona, non si insegna. Il mestiere lo si «ruba». «Eh sì, ho provato a frequentare qualche calzolaio italiano, ma sono tutti molto abbottonati - sospira -. Non ti dicono niente e così ho lavorato da qualcuno di loro, sono andata anche all' estero per trovare prodotti per le scarpe che qui in Italia non si trovano, oltre a segreti che nessuno ti vuole dire».
 

ELEONORA LOVO LUSTRASCARPEELEONORA LOVO LUSTRASCARPE

Poi c' era anche un altro problema, la diffidenza. «Mi guardavano come per dire: "Ma tu che sei donna perché vuoi fare questo mestiere qui?"». Adesso Eleonora ha un sito web preparato da Stefania Scaradozzi che le ha dato parecchia visibilità, con la partecipazione a molti eventi. «Volevo aprire un negozio.
 

Avevo contatti con due signori, uno di loro è un barbiere, ma ho imparato che gli uomini sono meno concreti delle donne. Così lavoro a casa. Per i calzolai che non forniscono la pulizia, per i clienti degli hotel o per grandi eventi».
 

Come? «Metto il mio banchetto da lustrascarpe e offro il mio lavoro agli invitati di congressi e convegni». Il «banchetto» in realtà è una perla, una piccola opera d' arte di falegnameria del compagno di Eleonora, Paco, che «non è geloso, mi segue e mi aiuta in tutto e crede molto in quello che faccio». Già, perché Laleo, quando fa la lustrascarpe, ha per le mani dei veri gioielli che riporta a splendere.
 

Sul suo sito i «prima e dopo» si sprecano e paiono il catalogo di un chirurgo da star.
«Le scarpe con me entrano in una beauty farm. La loro pelle è da trattate come quella del viso. Mi è capitato di pulire scarpe da oltre mille euro - racconta - . Le cose belle sono già state fatte e bisogna prendersene cura. Io guardo al passato e mi ispiro».

 

ELEONORA LOVO LUSTRASCARPEELEONORA LOVO LUSTRASCARPE

Per diventare una «lustrascarpe 2.0» Laleo ha impiegato sei anni, ha frugato ovunque per il mondo, «quando Internet non ti dava così tanti spunti» a cercare prodotti e ispirazione: «Per lavorare uso cose nuove e della tradizione. Ma ora sono io a non dire cosa uso.
Ora sono io ad avere i miei segreti del mestiere».

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