
FINALMENTE IL "MACRO" HA UN NUOVO DIRETTORE: È CRISTIANA PERRELLA - CLASSE 1965, PERRELLA È GIÀ STATA DIRETTRICE DEL "CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI" DI PRATO ED È DOCENTE ALLO "IED" DI ROMA - LA CURATRICE È STATA SCELTA NELLA ROSA DI SEI CRITICI D'ARTE, DOPO CHE IL MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA DI ROMA È RIMASTO SENZA VERTICE PER TRE MESI - PERRELLA È STATA SPOSATA CON LUCA BEATRICE, IL CRITICO D'ARTE SCOMPARSO A GENNAIO, ED È LA MADRE DI SUA FIGLIA GIULIA...
Estratto dell’articolo di Valentina Muzi per www.artribune.com
È stato Charlemagne Palestine (Brooklyn, 1945) a chiudere la mostra Post Scriptum. Un museo dimenticato a memoria lo scorso 16 febbraio, ultimo atto ospitato al MACRO di Roma firmato dall’ex direttore Luca Lo Pinto, il cui mandato è scaduto alla fine del 2024.
Da dicembre a oggi il museo romano gestito dall’Azienda Palaexpo (e di proprietà comunale) è rimasto decisamente in stallo, in attesa di una nuova direzione artistica che è tardata ad arrivare per colpa – probabilmente – di una volontà politica che ha lasciato sguarnito il museo di una programmazione strutturata.
Dopo tre mesi di attesa, la giuria approntata dall’Azienda Speciale Palaexpo (che gestisce per la Sovrintendenza capitolina, il MACRO, oltre al Palazzo delle Esposizioni e Mattatoio) ha deciso di nominare Cristiana Perrella come nuova direttrice del polo museale di Via Nizza, selezionandola nella rosa di sei critici d’arte di calibro internazionale.
roberto gualtieri cristiana perrella
Il bando per selezionare il nuovo direttore artistico – a cui affidare un incarico di durata triennale – era stato pubblicato all’inizio di agosto 2024, con la richiesta ai candidati di proporre progetti fondati su accessibilità, sperimentazione e partecipazione. Tra le candidature giunte spiccano i nomi dei critici IUNO (ovvero Ilaria Gianni e Cecilia Canziani), Maria Alicata, Florence Derieux, la coppia Johanne Affricot e Lucrezia Cippitelli e, sempre in coppia, Annamaria Cestelli Guidi e Lorenzo Romito.
Nata a Roma nel 1965, Cristiana Perrella è curatrice e critica d’arte, e ha vestito il ruolo di direttrice del Centro Pecci di Prato fino al 2023; nello stesso anno ha curato anche la terza edizione della rassegna Panorama a L’Aquila e, da dicembre 2024 le è stata assegnata la curatela del nuovo spazio d’arte Conciliazione 5, inaugurato nel 2025 da lavori inediti di Yan Pei-Ming. Dal 1998 al 2008 ha curato il Contemporary Arts Programme di The British School at Rome. Dal 2007 al 2009 ha ideato e curato per RISO – Museo d’arte contemporanea della Sicilia, l’attività di un’agenzia per lo sviluppo dell’arte giovane (SACS – Sportello per l’Arte Contemporanea in Sicilia).
Dal 2010 cura la sezione arte della Fondazione Golinelli di Bologna. Come curatrice indipendente ha collaborato con istituzioni Italiane e internazionali, tra cui il MAXXI, per cui ha curato nel 2010 una delle mostre inaugurali, proseguendo poi la collaborazione con altri progetti espositivi. Dal 2004 al 2010 ha insegnato Fenomenologia dell’arte contemporanea all’Università di Chieti. Attualmente è docente allo IED di Roma. Ha pubblicato numerosi testi e monografie, tra cui, la più recente, quella dedicata a Francesco Vezzoli, uscita a febbraio 2016 per Rizzoli International.
“Sono felice di tornare a lavorare per un museo, e farlo nella mia città”, spiega Perrella. “Voglio realmente costruire una relazione importante. Il MACRO è un museo civico che ha un’ambizione internazionale: grazie al lavoro di chi mi ha preceduto non si tratta solo di un’ambizione, ma di una base da cui partire perché l’unica istituzione in città che nel corso degli anni ha avviato un percorso sperimentale possa proseguire il suo lavoro.
È un po’ presto per parlare di un programma, viste le tempistiche date, ma il mio progetto è di tipo sistemico, perché secondo me è fondamentale partire dall’organismo dell’istituzione. Credo che i primi appuntamenti partiranno in autunno, secondo un programma multidisciplinare che seguirà la linea sperimentale del MACRO con un’attenzione al territorio e alle diverse generazioni”.
Ma la relazione con il territorio non è stata minata da tanta attesa? “Non credo che questa attesa abbia disinnescato il legame con la comunità”, sottolinea la neodirettrice. “Ho vissuto molto il MACRO in questi ultimi anni e l’ho sempre visto affollato di persone giovani ed è un’eredità che non voglio perdere. Io credo fermamente che il tema da interrogare e approfondire sia l’accessibilità museale, non solo in termini fisici ma anche emotivi”.
E per ciò che concerne la collezione? “Altro tema molto dibattuto. Quello che vorrei fare è creare un percorso ‘educativo’ con le opere in collezione, creando un ponte per capire il passato recente e il presente”. A farle eco, in tal senso, è il presidente di Palaexpo, Marco Delogu: “Abbiamo previsto per il futuro programmi per valorizzare la collezione permanente del MACRO; e sempre in nome di un rapporto più intenso con la comunità vorremmo aprire come ente autonomo la Biblioteca del museo accessibile da Via Emilia”.
cristiana perrella, direttrice del museo pecci
Va dato atto all’amministrazione capitolina, nonostante i ritardi, di aver condotto la selezione con criterio, dimostrando – al contrario di quanto sempre più spesso sta avvenendo a livello nazionale – che quando c’è un concorso è opportuno che a vincerlo sia la persona più titolata, in termini di esperienza e curriculum, ad assolvere un ruolo delicato.