mirko pellegrini lavori stradali roma appalti

CHI MEGLIO DI UN “ESPERTO DI MAZZETTE” PER DISCUTERE DI APPALTI IN SENATO? – MIRKO PELLEGRINI, L’IMPRENDITORE A PROCESSO PER AFFARI CON LE COSCHE CALABRESI E SOTTO INCHIESTA PER LE GARE PILOTATE PER IL RIFACIMENTO DELLE STRADE DI ROMA, PARTECIPÒ NEL DICEMBRE DEL 2023 A UN TAVOLO TECNICO A PALAZZO MADAMA SULLA REVISIONE DEI PREZZI PREVISTA DAL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI – GLI INQUIRENTI INDAGANO SU ALTRE COMMESSE E AFFIDAMENTI DIRETTI DA PARTE DEI MINISTERI DI GIUSTIZIA E DIFESA ALLA GALASSIA DI SOCIETÀ DI PELLEGRINI…

Estratto dell’articolo di Valentina Errante per “il Messaggero”

 

mirko pellegrini

Aveva relazioni di alto livello Mirko Pellegrini, l'imprenditore a processo per affari con le cosche a Palmi, perquisito la scorsa settimana dalla Guardia di Finanza e indagato a Roma per associazione a delinquere, corruzione, turbativa d'asta e frode in pubbliche forniture. Tanto che pochi giorni prima del Natale del 2023 ha partecipato a un tavolo tecnico a Palazzo Madama sulla revisione dei prezzi prevista dal nuovo codice degli appalti.

 

Gli inquirenti sospettano che l'imprenditore, al quale sarebbero riconducibili 17 società, avesse un giro di affari ben più ampio di quello che gli ha consentito di ottenere le commesse del Comune di Roma, con i fondi del Giubileo, e quelli di Astral, oggetto della perquisizione e ottenute corrompendo i funzionari dell'amministrazione con mazzette e regali.

 

[...]

 

lavori stradali roma

Al centro dell'inchiesta anche il fallimento dei controlli. Soprattutto alla luce del rimpallo di responsabilità tra il Comune, l'Anac e la Prefettura di Roma, che ha sottolineato come una sola delle società di Pellegrini fosse nella "White list". E adesso, oltre a cercare di stabilire dove abbia fallito il sistema delle verifiche, gli inquirenti guardano anche ad altri appalti ottenuti dall'imprenditore e dalla sua galassia di srl.

 

Come quelli del ministero della Giustizia (fondi del Pnrr) per i lavori di copertura dei terrazzi della cittadella giudiziaria di Roma, del Viminale, con la commessa per le opere nella scuola per le forze di polizia in via di Priscilla a Roma, ma anche dall'ottavo reparto del ministero della Difesa.

 

AULA DI PALAZZO MADAMA - SENATO

"La Fenice", la holding del gruppo Pellegrini, ha infatti ottenuto dall'VIII reparto Infrastrutture l'affidamento a Viterbo per l'intervento di bonifica delle superfici scoperte nella caserma "Saloni" e a Roma ha ottenuto, per affidamento diretto, la commessa per le opere nella Scuola sottufficiali dell'Esercito di piazzale delle Medaglie d'Oro. Poi i lavori di ripristino delle condizioni igienico sanitarie dei locali interni allo stabilimento balneare militare di Fregene.

 

lavori stradali roma

La stessa azienda ha vinto come capogruppo mandataria di un'associazione di imprese anche l'appalto di quasi due milioni di euro per la trasformazione della vecchia palazzina in nuovi uffici nel Centro di intelligence interforze di Ponte Galeria a Roma.

 

[...]

 

GUARDIA DI FINANZA - PERQUISIZIONI

L'ipotesi della procura e della Guardia di Finanza, che hanno intercettato gli indagati, è che oltre alle mazzette, almeno diecimila euro per ogni "favore" ricevuto dalle ditte di Pellegrini, i pubblici ufficiali corrotti ricevessero anche utilità. E infatti, anche in questo senso, le ricerche sono orientate, si va orologi, a Rolex e Patek Philippe e ancora macchine, Bmw, Audi, Renault. Poi cassaforte, contanti, liquidità, titoli, fondi, investimenti, busta, carburante, mangiare, cene e carta aziendale.

lavori stradali

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)