alcool giappone

UN FIASCO PER IL FISCO - I GIOVANI GIAPPONESI NON BEVONO COME I LORO GENITORI E L'AGENZIA DELLE ENTRATE NIPPONICA HA PERSO IL 3,3% DEL GETTITO TOTALE. PER QUESTO, IL FISCO DI TOKYO HA CHIESTO PROPRIO A LORO DI TROVARE UNA SOLUZIONE. COME?  INVENTANDOSI INIZIATIVE PROMOZIONALI PER SPINGERE AL BANCONE I GIOVANI CHE ALZANO TROPPO POCO IL GOMITO (CON TANTI SALUTI ALLA LORO SALUTE...)

alcool nel mondo

Da www.tgcom24.mediaset.it

 

In Giappone, i giovani bevono meno alcolici rispetto alle precedenti generazioni. Per questo l'Agenzia delle Entrate (Nta), fortemente penalizzata dal repentino e progressivo calo dei consumi dato il conseguente declino delle entrate fiscali, ha indetto un concorso: "Sake Viva".

 

La competizione si rivolge ai giovani tra i 20 e i 39 anni chiedendo loro di ideare progetti e iniziative promozionali per convincere i loro coetanei a bere di più (che si tratti di sakè, whisky, birra o vino) e, di conseguenza, rivitalizzare l'industria duramente colpita.

GIOVANI ALCOOL2

 

Le entrate fiscali derivanti dalle tasse sull'alcol si sono ridotte nel corso degli anni. Secondo il quotidiano The Japan Times, nel 1980 si aggiravano intorno al 5% delle entrate totali, mentre nel 2020 si assestavano all'1,7%. Troppo poco per un Paese che ha un deficit di bilancio cronico e un debito pubblico equivalente a più del doppio del prodotto interno lordo.

 

martini cocktail

Le nuove abitudini - in parte dovute alla pandemia di Covid - e l'invecchiamento della popolazione (con quasi il 30% sopra i 65 anni di età) hanno portato a un calo delle vendite di alcolici. In base alle statistiche della Nta, il consumo di alcol in Giappone è sceso dai 100 litri pro-capite del 1995, ai 75 litri nell'anno fiscale 2020, provocando il maggior declino delle entrate fiscali in oltre 30 anni.

gin tonic

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