larry nassar -a-37_1516815113253

LA RETE DI PROTEZIONE DEL DOTTOR MOSTRO – LE GINNASTE VITTIME DI LARRY NASSAR, L’EX MEDICO ACCUSATO DI MOLESTIE SESSUALI, CHIEDONO UN MILIARDO DI DOLLARI DI RISARCIMENTO ALL’FBI PER I RITARDI E LA SUPERFICIALITÀ CHE AVREBBERO CONDIZIONATO LE PRIME INDAGINI: PER LE ATLETE C’È STATO UN SISTEMA CHE PER ANNI SEMBRA “AVER COPERTO” NASSAR - LE PRIME DENUNCE VENNERO FATTE NEL 2015: NASSAR VENNE CONDANNATO IN TOTALE A 300 ANNI DI CARCERE NEL 2017, CHE SI SONO POI RICONVERTITI IN 60 ANNI IN UN CARCERE FEDERALE…

Lorenzo Nicolao per www.corriere.it

 

larry nassar

Un miliardo di dollari. Questa è la cifra che chiedono all’Fbi e al Dipartimento di Giustizia americano come risarcimento le ginnaste e tutte le altre vittime di Larry Nassar, l’ex medico del team nazionale statunitense, per come è stato gestito il caso delle molestie sessuali perpetuate fino al 2015, anno decisivo per le prime denunce. Nomi importanti della disciplina negli Usa e a livello mondiale come Simone Biles, Aly Raisman e McKayla Maroney, insieme a molte altre, sono convinte che le vicende vennero inizialmente sottovalutate e trascurate dalla giustizia americana, tanto da richiedere un significativo compenso in denaro per i ritardi e la superficialità che avrebbero condizionato le prime indagini sui fatti.

 

larry nassar con le atlete

Le lacrime di Biles

Questo non è il primo tentativo da parte delle vittime, perché la prima richiesta di risarcimento, per un valore pari a 130mila dollari, era stata respinta, nonostante Biles e le altre avessero già denunciato pubblicamente un’eccessiva tolleranza nei confronti del loro carnefice da parte degli organi giudiziari. Durante un’audizione davanti alla commissione Giustizia del Senato dedicata proprio alle negligenze dell’Fbi, sono emerse lo scorso settembre le stesse motivazioni, con Biles che in aula è scoppiata in lacrime. Nel mirino la scarsa tempestività dell’agenzia nell’indagine sugli abusi sessuali, oltre ai ritardi dei funzionari e delle strutture federali.

 

dottor larry nassar

Gli abusi e le denunce

Dopo oltre un decennio di abusi, sin dai primi anni Duemila, le prime denunce vennero fatte solo nel 2015, mentre fu nel 2017 che Larry Nassar venne condannato in totale a 300 anni di carcere (per singole condanne dai 40 ai 175 anni), che si sono poi riconvertiti in 60 anni in un carcere federale, al termine di un processo epico, che ha visto testimoniare almeno 160 persone. L’accusa, quella di aver molestato bambine e ragazze per anni, con la scusa di manipolarle per trattamenti medici o massaggi di vario tipo. Alcune di queste avevano solo sei anni, mentre la maggior parte delle vittime erano ginnaste olimpiche.

 

larry nassar accusato

Nassar è stato anche condannato per pedopornografia, con il possesso di almeno 37mila video e immagini di pornografia infantile, comprese fotografie di bambini impegnati in atti sessuali. Gli abusi sono stati ammessi dallo stesso responsabile, almeno per sette vittime, ma a mano a mano che i numeri delle denunce crescevano, sempre più persone che avevano lavorato a stretto contatto con il medico si dimettevano. Come l’allenatrice Maggie Haney, sospesa per maltrattamenti in tutt’altra storia, ma omertosa sul comportamento del medico della squadra nazionale.

larry nassar 1

 

L’allenatrice e i ritardi sospetti

Sulla vicenda, che non sembra avere fine, la stessa pluricampionessa Biles è tornata più volte, approfittando in diverse occasioni delle circostanze pubbliche che l’hanno vista protagonista, non solo per accusare Nassar, ma per sollevare sospetti anche sul sistema che per anni sembra «aver coperto» il suo carnefice. Le domande dei giornalisti in occasione delle conferenze stampa relative al processo, anche dopo l’ultima audizione (non va dimenticato che l’inchiesta non partì dalle aule di tribunale, ma dalle inchieste giornalistiche pubblicate sulle colonne del quotidiano Indianapolis Star) incalzano ancora sulla solita questione: come mai Nassar è arrivato dove è arrivato rimanendo per tanti anni impunito?

larry nassar condannato

 

Perché un coinvolgimento così ampio di persone, in un ambito tanto in vista come la squadra nazionale e la federazione Usa, non è riuscito a far subito chiarezza sulle vicende? Per Biles e le altre non è stata semplice negligenza. Una colpa che merita un risarcimento materiale per il danno morale subito.

larry nassar davanti al giudiceLARRY NASSARlarry nassar in tribunalelarry nassar 2

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)