iwao hakamada

GIUSTIZIA PER IWAO HAKAMADA - ASSOLTO IL PUGILE GIAPPONESE 88ENNE CHE HA PASSATO OLTRE 50 ANNI DI CARCERE PER DEGLI OMICIDI CHE NON AVEVA COMMESSO - HAKAMADA FU ARRESTATO NEL 1966 CON L'ACCUSA DI AVER UCCISO L'AMMINISTRATORE DELEGATO DELL'AZIENDA PER CUI LAVORAVA, ASSIEME ALLA MOGLIE E DUE DEI LORO FIGLI - IL GIUDICE HA AFFERMATO CHE SI È VERIFICATA "UNA FABBRICAZIONE DI PROVE" - LE SCUSE DEL CAPO DELLA POLIZIA DELLA PREFETTURA DI SHIZUOKA...

Giappone Iwao Hakamada rilasciato dopo anni di carcere BIG

(ANSA) - È definitiva, da oggi, l'assoluzione dell'ex pugile giapponese Iwao Hakamata, accusato di un quadruplice omicidio nel 1966, dopo la rinuncia all'appello da parte dei pubblici ministeri. E' stata scritta così la parola fine alla decennale lotta della famiglia, in primis l'anziana sorella 91enne, che ha sempre cercato di ottenere giustizia per l'uomo riconosciuto come il condannato a morte più longevo al mondo.

 

Hakamata - che oggi ha 88 anni - era già stato assolto dalla Corte distrettuale di Shizuoka il 26 settembre scorso dopo aver trascorso quasi mezzo secolo in carcere, prima che nuove prove portassero al suo rilascio nel 2014. Il suo caso ha segnato la quinta volta dal Dopoguerra che un nuovo processo in Giappone si sia concluso con l'assoluzione dopo l'applicazione della pena di morte. Ognuna di queste e sentenze si è conclusa senza appello da parte dei pubblici ministeri.

 

iwao hakamada 4

"Siamo dispiaciuti che il signor Hakamata sia stato posto in uno stato giuridico instabile per lungo tempo", ha dichiarato Takayoshi Tsuda, capo della polizia della prefettura di Shizuoka. Un commento che segue la dichiarazione rilasciata dal procuratore generale Naomi Unemoto, il quale si è scusato con Hakamata, anticipando una revisione della gestione delle procedure adottate nell'ultimo processo.

 

L'ex pugile professionista era un dipendente di un'azienda produttrice di miso quando fu arrestato nel 1966 per aver presumibilmente ucciso l'amministratore delegato dell'azienda per cui lavorava, assieme alla moglie e due dei loro figli. I quattro furono trovati morti per ferite da arma da taglio nella loro casa nella prefettura di Shizuoka, che venne bruciata. Incriminato per omicidio, rapina e incendio doloso, la sua condanna a morte venne dichiarata definitiva nel 1980.

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