termoscanner

C’E’ UNA PISTOLA PUNTATA OGNI GIORNO SULLE NOSTRE TEMPIE. SI CHIAMA TERMOSCANNER: PECCATO CHE LO STRUMENTO SIA “IMPRECISO, INAFFIDABILE E INEFFICACE” - GLI ESPERTI DIMOSTRANO COME TALI MEZZI FINORA ABBIANO FATTO BEN POCO IN TERMINI DI PREVENZIONE. A PARTE CHE IL RIALZO DELLA TEMPERATURA DI PER SE' NON CERTIFICA IL CONTAGIO DA COVID, C'E' DA DIRE CHE LE DONNE HANNO TEMPERATURE CORPOREE LEGGERMENTE PIÙ ALTE...

Tommaso Montesano per “Libero quotidiano”

 

termoscanner 27

A tutti è capitato e capita ogni giorno. Prima di entrare al ristorante, di accedere ai binari dell'Alta velocità o di varcare l'ingresso del supermercato. Senza il via libera del termoscanner - con il quale gli addetti dell'esercizio commerciale, o del servizio, cui vogliamo accedere misurano la nostra temperatura corporea - non si passa. Del resto la febbre, ci è stato raccontato, è il principale sintomo dell'infezione da Covid-19.

 

Da qui la "pistola" puntata quotidianamente sulle nostre tempie. Peccato che si tratti di uno strumento - e l'esito è tutt' altro che sorprendente - «inaffidabile, impreciso e inefficace». Così, almeno, l'hanno definito due esperti statunitensi - William Wright della John Hopkins university e Philip Mackowiak dell'università del Maryland - in uno studio di 11 pagine, pubblicato su Oxford Academic, intitolato semplicemente

TERMOSCANNER 1

 

«Perché lo screening della temperatura ai fini del Covid-19 con il termometro a infrarossi senza contatto non funziona». «Le letture ottenute con il termometro a infrarossi senza contatto sono influenzate da numerose variabili umane, ambientali e delle apparecchiature, che possono influenzare la loro accuratezza», mettono nero su bianco Wright e Mackowiak.

 

Al netto del fatto che l'alterazione della temperatura - soprattutto d'estate, magari dopo essere stati esposti al sole una mezz' oretta - di per sé non certifica il contagio da Covid-19, numeri alla mano gli esperti dimostrano come i termoscanner finora abbiano fatto ben poco in termini di prevenzione. Il rapporto cita i dati del Centro per il controllo e la diffusione delle malattie (Cdc) americano, che insieme al dipartimento della Salute ha monitorato quanto accaduto negli aeroporti.

 

TERMOSCANNER

Ebbene, a partire dal 21 aprile 2020 sono stati sottoposti a screening circa 268mila passeggeri. E solo 14 di loro sono poi risultati positivi al virus. «L'unico modo per misurare in modo affidabile la temperatura interna, richiede il cateterismo dell'arteria polmonare, che non è né sicuro né pratico come test di screening», scrive Wright.

 

Lo studio ricorda come vi sia una diversità tra quella che è considerata febbre a livello di "impostazione sanitaria" - 37,8° - e la temperatura che secondo le linee guida certifica l'alterazione - tale da far scattare l'allarme - in un ambiente esterno non sanitario, come ad esempio un aeroporto: 38°. Temperatura da rilevare con i termoscanner, appunto. «Sfortunatamente», rilevano gli esperti, «i programmi di screening della temperatura destinati a identificare le persone sono, nella migliore delle ipotesi, marginalmente efficaci, perché quasi la metà delle persone infette non ha mai sviluppato la febbre».

termoscanner in aeroporto

 

Figurarsi cosa può accadere con strumenti soggetti ad essere influenzati - perché senza contatto corporeo - «da numerose variabili umane e ambientali», comprese «l'età, il sesso del soggetto e i farmaci» assunti (in particolare i farmaci antipiretici). Ad esempio: le donne hanno temperature corporee leggermente più alte rispetto agli uomini, così come gli afroamericani rispetto ai caucasici. Poi c'è la differenza dell'ora in cui avviene il rilevamento: tradizionalmente, le temperature mattutine sono più basse rispetto a quelle serali.

 

E non è tutto: il termoscanner risente della capacità umana di emettere calore ed è influenzato pure dal trucco o dalla quantità di sudore emesso dalla persona sottoposta al controllo. Per non parlare della distanza rispetto al sensore e dell'umidità dell'ambiente.

termoscanner trigoria termoscannertermoscanner a pechino termoscannertermoscanner al centro commerciale porta di romacontrolli termoscanner coronavirustrigoria termoscannerTERMOSCANNER PER I CONTROLLI ANTI COVID IN AEROPORTOtermoscanner romaTERMOSCANNER 2

Ultimi Dagoreport

vespa meloni berlusconi

DAGOREPORT - VABBE’, HA GIRATO LA BOA DEGLI 80 ANNI, MA QUALCOSA DI GRAVE STA STRAVOLGENDO I NEURONI DI "GIORGIA" VESPA, GIA' BRUNO - IL GIORNALISTA ABRUZZESE, PUPILLO PER DECENNI DEL MODERATISMO DEMOCRISTO DEL CONTERRANEO GIANNI LETTA, CHE ORMAI NE PARLA MALISSIMO CON TUTTI, HA FATTO SOBBALZARE PERFINO QUELLO SCAFATISSIMO NAVIGATORE DEL POTERE ROMANO CHE È GIANMARCO CHIOCCI – IL DIRETTORE DEL TG1, PRIMO REFERENTE DELLA DUCETTA IN RAI, E’ RIMASTO BASITO DAVANTI ALL’”EDITORIALE” DEL VESPONE A "CINQUE MINUTI": "DAZI? PER IL CONSUMATORE ITALIANO NON CAMBIA NULLA; SE LA PIZZA A NEW YORK PASSERÀ DA 21 A 24 EURO NON SARÀ UN PROBLEMA". MA HA TOCCATO IL FONDO QUANDO HA RIVELATO CHI È IL VERO COLPEVOLE DELLA GUERRA COMMERCIALE CHE STA MANDANDO A PICCO L’ECONOMIA MONDIALE: È TUTTA COLPA DELL’EUROPA CON “GLI STUPIDISSIMI DAZI SUL WHISKEY AMERICANO’’ - VIDEO

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI,

IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DELLA "TESLA DI MINCHIA" POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI BUSCARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...