scioperi e ritardi negli aeroporti

IL TREND 2022: LE FERIE SI FANNO IN AEROPORTO - LA RABBIA DEI TURISTI RIMASTI BLOCCATI A FIUMICINO A CAUSA DELLO SCIOPERO DEI DIPENDENTI DELLE COMPAGNIE LOW COST: SOLO NELLO SCALO ROMANO SONO STATI CANCELLATI 50 VOLI, MENTRE MOLTI ALTRI SONO PARTITI CON RITARDI MOSTRUOSI - I SINDACATI: "LE LOW COST PAGANO POCHISSIMO E CARICANO I DIPENDENTI DI LAVORO. NON RICONOSCONO IL CONGEDO PARENTALE. CI DISPIACE CREARE DISAGI ALLA GENTE, MA LA COLPA NON È NOSTRA, È LORO…"

Francesco Grignetti per “la Stampa”

 

SCIOPERI E RITARDI NEGLI AEROPORTI

Gli occhi puntati sul tabellone elettronico, sezione partenze. Fuori un caldo boia. È un tipico pomeriggio del luglio romano. Saranno almeno 35 gradi. Dentro l'aeroporto di Fiumicino, invece, c'è il gelo e non solo per l'aria condizionata al massimo. È quel gelo che ti attraversa la schiena perché oggi volare è una roulette russa: si, no, ni.

 

Dipende dalla fortuna. Tra le 14 e le 18, scioperano quasi tutti: gli uomini radar dell'Enav, i dipendenti sindacalizzati delle compagnie low cost come Ryanair o Malta Air, e anche gli ultimi resistenti dell'Alitalia, che ora si chiama Ita, con il comitato «Tutti a bordo». Morale, solo a Fiumicino sono stati cancellati 50 voli sui 450 in partenza. E poteva andare peggio.

SCIOPERI E RITARDI NEGLI AEROPORTI

 

Ecco Antonio, 30 anni circa, marcato accento siciliano, maglietta grigia e zaino. Non è un turista, ma uno che spera di tornare a casa. «Vede - dice, indicando il tabellone - il mio volo per Catania è previsto alle 19. Ma ancora non danno indicazioni, se il volo c'è e quando. Però lo sciopero finisce alle 18, vero?». Ma è presto, sono appena le 16. «Io non mi fidavo e sono venuto presto. E ora sto qua che aspetto. Ho visto che hanno cancellato il volo per Catania delle 17. Quelli che fine fanno?

Non gli daranno mica i nostri posti». E così dicendo, Antonio caracolla verso i gate per informarsi.

 

fiumicino sciopero 3

Una storia, mille storie. È verissimo che di questo sciopero, anzi grappolo di scioperi, si sapeva da giorni. I telegiornali parlavano di bollino rosso per partire. E moltissimi clienti di Ita o di Vueling sono stati avvertiti, via mail o via cellulare, di non presentarsi, ché oggi non è il caso.

Ma come sempre accade, quando si cancellano decine di voli, e restano coinvolti migliaia di passeggeri, tantissimi finiscono in un buco nero.

 

Alle 12 arriva una signora distinta; deve andare a Palermo, ma il suo volo Ryanair non c'è più. Forse l'avranno pure avvisata, ma intanto è qui e si dispera. Per fortuna riceve un voucher che le garantisce una notte in hotel e una cena; ripartirà domani. «Ma io avevo prenotato per una settimana e questo è il mio primo giorno di vacanza», protesta.

 

fiumicino sciopero 2

Poco lontano, si alza un vociare in spagnolo. Un gruppo di almeno dieci croceristi ha lasciato la confortevole cuccetta della nave a Civitavecchia e con un pulmino rapido e fresco, si sono spostati all'aeroporto. Ma per la Spagna, oggi, non c'è più il volo. Una signora abbronzata sventola le fotocopia dei biglietti e parla in uno spagnolo velocissimo a una povera hostess che poco capisce e ancora meno può dire.

scioperi e ritardi in aeroporto

 

«Eravamo in crociera e stamattina eravamo pronti a partire, ma il volo per Madrid è stato cancellato - spiega una sua amica, pescando le parole in inglese - non sapevamo dello sciopero dei controllori ed è stata una brutta sorpresa. Ora pernotteremo a Roma e siamo stati già riprogrammati da Iberia su un volo di domani». La situazione s' è risolta abbastanza facilmente, così fanno retromarcia e vanno alla ricerca di taxi verso la Città Eterna, ma si vede che non l'hanno presa bene.

fiumicino sciopero

 

Sempre dalle parti di Vueling, un padre inglese sui 45 anni, Tom, vigila su due figlie adolescenti che si sono create una specie di capanna con trolley e grandi asciugamani. Troppa aria condizionata per le loro spalle nude. «Siamo arrivati prestissimo, perché dovevamo lasciare l'appartamento», spiega Tom. E si coglie nella voce una certa apprensione perché sa che in tutt' Europa, ormai, viaggiare in aereo è un'avventura. Comunque, il volo per Londra-Gatwick delle 17,30 è confermato. La capanna viene smontata e si mettono in coda per l'imbarco.

 

fiumicino sciopero 4

Ci sono poi quelli che dovevano partire per Lampedusa con la compagnia Wizz che sono rimasti fregati. Due fidanzati, entrambi infermieri, fanno marcia indietro a testa bassa: «Non ci voleva». Ma è peggio il volo cancellato che almeno garantisce una notte pagata in albergo oppure un ritardo mostruoso da passare nei corridoi? Il volo Ryanair per Tel Aviv delle 13,45 partirà alle 18. Lo Swissair per Zurigo delle 15 decolla alle 20,20. Il volo Royal Jordanian per Amman, che sarebbe dovuto partire alle 15,55, è stato riprogrammato per le per le 23,45. Sono davvero tanti e pesanti i ritardi.

 

SCIOPERI E RITARDI NEGLI AEROPORTI

La controprova è nella lunga silente coda al bar «I cioccolati italiani», che dà acqua, panini, birre e dolci ai viaggiatori con il voucher-ritardo. Ci sono qui tre coraggiose cameriere che tengono testa a una grande folla dalle mille lingue e le mille richieste: il passeggero sventola un foglietto, loro spiegano che cosa è pagato e cosa no, preparano il sacchetto e si passa al prossimo. Fuori dalle vetrate, intanto, c'è chi schiaccia un pisolino al caldo, chi si concede una sigaretta, chi sventola la bandiera del suo sindacato. C'è il segretario della Uil-Trasporti, Ivan Viglietti, che ha preso a cuore la situazione dei dipendenti delle low cost.

 

SCIOPERI E RITARDI NEGLI AEROPORTI

«Non gli applicano nemmeno il minimo sindacale previsto dai nostri contratti. Pagano pochissimo, e li caricano di lavoro. Non riconoscono il congedo parentale». Le low cost si fanno forti della sede all'estero, ma dal 2020 ci sarebbe una leggina che impone di rispettare i contratti italiani se una compagnia ha qui «una base operativa stabile». Ma dice Viglietti: «Continuano come prima. E allora noi scioperiamo. Siamo qui fuori a spiegarlo a tutti. Certo che ci dispiace creare disagi alla gente, ma la colpa non è nostra, è loro».

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