NOI NON SIAMO CHARLIE HEBDO: IN CECENIA UN MILIONE DI MUSULMANI IN PIAZZA: “GIÙ LE MANI DALL’ISLAM, BASTA OFFENDERE MAOMETTO” - IL DITTATORE KADYROV SI É DETTO PRONTO A MORIRE PER PUNIRE CHI INSULTA IL PROFETA MA NEL PAESE CRESCE LA PAURA DELL’ISIS

Lucia Sgueglia per “la Stampa”

 

LA NUOVA COPERTINA DI CHARLIE HEBDO CON UNA VIGNETTA SU MAOMETTOLA NUOVA COPERTINA DI CHARLIE HEBDO CON UNA VIGNETTA SU MAOMETTO

Non solo Niger, Mauritania, Pakistan: il nuovo fronte delle proteste anti-Charlie è a Grozny, Cecenia, nella Russia di Putin erede dell’Urss atea, che ha visto quasi un milione di persone sfilare sotto gli slogan «We love Muhammad», «No alle offese al Profeta!», «Giù le mani dall’Islam!», tra cuori rossi e bandiere verdi, «Allah Akbar!» e preghiera collettiva finale.

 

In un Paese non musulmano ma dove l’Islam, una delle 4 fedi ufficiali, conta un 15% della popolazione, e il terrorismo resta un problema irrisolto. Putin ha condannato l’attentato di Parigi, ma il garante ha avvertito i media: pubblicare le vignette viola la legge russa sull’«estremismo», e alcuni manifestanti pro-Charlie sono stati arrestati. 
 

z maometto vignetta Charlie Hebdoz maometto vignetta Charlie Hebdo

Protesta anti-Occidente
Un meeting contro la violenza e «moderato», ma senza condanna della strage francese. Anzi: Ramzan Kadyrov, il dittatore ceceno patron dell’evento che ha islamizzato la repubblica ma lotta contro la guerriglia islamista radicale, ha definito le vignette «volgari e immorali», e in tv si è detto «pronto a morire per punire chi insulta il Profeta».
 

CECENIA - MANIFESTAZIONE CONTRO LE VIGNETTE SU MAOMETTO 5CECENIA - MANIFESTAZIONE CONTRO LE VIGNETTE SU MAOMETTO 5

Difficile parlare di un «meeting spontaneo». Ma a sentire gli oratori è soprattutto una protesta contro l’Occidente, in linea con la nuova retorica conservatrice del Cremlino: un imam dal palco definisce la Francia «uno dei Paesi più depravati al mondo», un altro invita a non comprare I-Phone «creati da gay».

 

CECENIA - MANIFESTAZIONE CONTRO LE VIGNETTE SU MAOMETTO 4CECENIA - MANIFESTAZIONE CONTRO LE VIGNETTE SU MAOMETTO 4

Kadyrov, si sa, non fa nulla che Putin non voglia, e a dimostrarlo a Grozny, oltre a uno sceicco yemenita, c’erano i rappresentanti del clero ortodosso russo, uniti nell’invettiva «contro ogni offesa al sentimento religioso» e «l’ateismo militante». «Abbiamo reagito alla vicenda di Parigi come un Paese islamico», lamenta lo scrittore Boris Akunin.
 

L’incubo jihadisti
Ma a Mosca il Comune nega il permesso a una manifestazione analoga temendo «provocazioni». Un pastiche che rivela l’imbarazzo russo sul caso Charlie: le tv di Stato mettono in dubbio il concetto di libertà d’espressione «occidentale», «strumento di distruzione» per un ideologo pro-Cremlino, e Putin ora non può permettersi di toccare l’Islam «leale».

CECENIA - MANIFESTAZIONE CONTRO LE VIGNETTE SU MAOMETTO 3CECENIA - MANIFESTAZIONE CONTRO LE VIGNETTE SU MAOMETTO 3CECENIA - MANIFESTAZIONE CONTRO LE VIGNETTE SU MAOMETTOCECENIA - MANIFESTAZIONE CONTRO LE VIGNETTE SU MAOMETTOCECENIA - MANIFESTAZIONE CONTRO LE VIGNETTE SU MAOMETTO CECENIA - MANIFESTAZIONE CONTRO LE VIGNETTE SU MAOMETTO

 

Dietro c’è la paura dell’Isis: Kadyrov giura di non temerlo, ma diversi leader e militanti di Al-Baghdadi hanno origine cecena o daghestana. A fine anno i ribelli che vogliono un Califfato nel Nord Caucaso hanno rialzato la testa con un attacco a Grozny, e diversi «emiri» locali hanno giurato fedeltà allo Stato Islamico. Dopo gli arresti in Europa di jihadisti anche ceceni, l’allarme è altissimo.

 

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