remy daillet-wiedemann

“È INVITABILE UN IMMINENTE ROVESCIAMENTO POPOLARE” - SCOPERTA IN FRANCIA UNA RETE CLANDESTINA DI 300 PERSONE CHE STAVA PIANIFICANDO UN COLPO DI STATO – IL CAPO ERA IL GURU COMPLOTTISTA RÉMY DAILLET-WIEDEMANN - IL PIANO PREVEDEVA LA CONQUISTA DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE, IL SENATO E IL MINISTERO DELLA DIFESA. MA NEL MIRINO C’ERA ANCHE IL PALAZZO PRESIDENZIALE, LA DISTRUZIONE DI CENTRI VACCINALI ANTI-COVID E...

Filippo Limoncelli per www.blitzquotidiano.it

 

Remy Daillet-Wiedemann

In Francia, una rete clandestina di 300 persone, pianificava un colpo di Stato e l’assalto all’Eliseo. A capo del folle progetto, svelato da Le Parisien e da Bfmtv che hanno avuto accesso a un fascicolo dei servizi segreti, c’era Rémy Daillet-Wiedemann, 55 anni, guru complottista estradato lo scorso giugno dalla Malesia, con un passato da dirigente regionale dell’Udf, il partito centrista di François Bayrou, e adesso indagato per rapimento di minorie associazione criminale a scopo terroristico.

Remy Daillet-Wiedemann

 

Colpo di stato sventato in Francia

Secondo la Direzione generale della sicurezza interna (DGSI), l’azione terroristica  era arrivata all’ultimo stadio di realizzazione. Il piano prevedeva la conquista dei punti nevralgici dello Stato, dall’Assemblea Nazionale, il Senato e il ministero della Difesa. Nel mirino anche il Palazzo presidenziale. Nei piani anche l’occupazione di una stazione radiofonica e televisiva per divulgare le notizie dei golpisti.

Remy Daillet-Wiedemann

 

Chi era il capo del gruppo complottista

Rémy Daillet-Wiedemann era la mente dell’ imminente assalto ai palazzi delle istituzioni. Tra le azioni pianificate anche la distruzione di centri vaccinali anti-Covid, di antenne 5G e il rapimento di bambini con l’aiuto dei suoi numerosi sostenitori e di una grande organizzazione paramilitare, come riportato da Le Parisien e Bfmtv.

 

Remy Daillet-Wiedemann

Il 12 aprile scorso, Daillet-Wiedemann inviò a diversi deputati e senatori, una mail firmata dicendo che “la Repubblica non è più l’idea dominante”, che “è tempo di bilanci ed è invitabile un imminente rovesciamento popolare”. In quel momento nessuno prestò troppa attenzione a queste affermazioni e si pensò ad uno scritto “delirante”.

Remy Daillet-Wiedemann

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