ivano stellati

“QUELL’UOMO È MIO MARITO MA ORA VOGLIO SOLO CHE FIRMI IL DIVORZIO” - PARLA GIUSEPPINA GIOACCHINO, LA MOGLIE DI IVANO STELLATI, L’UOMO SPARITO 25 ANNI FA E "RIAPPARSO" IN LIGURIA SENZA DOCUMENTI (PER L'ANAGRAFE NON ESISTE) - ALL’ORIGINE DELLA FUGA DELL'UOMO NON CI SAREBBERO PROBLEMI CON LA LEGGE MA LE DONNE: "NON E' MAI RIUSCITO A METTERE LA TESTA A POSTO"

Federico Gente per “la Stampa

 

IVANO STELLATO E GIUSEPPA GIACCHINO

«Voglio solo che Ivano venga un giorno a Torino per mettere una firma sulle carte del divorzio. Non chiedo soldi, né che si assuma le responsabilità di padre verso il figlio, che ha abbandonato quando aveva nove anni». Giuseppina Giacchino di anni ne ha 53. Sul tavolo della cucina c' è un foglio di giornale: è l'articolo del «La Stampa» che giusto una settimana fa raccontava la storia di un uomo-fantasma.

 

Nato e cresciuto a Torino, che di fatto vive in Liguria ma per l'anagrafe non esiste da almeno 25 anni. Nessuna carta d' identità, nessuna tessera sanitaria, nessun telefono, nessuna patente. Niente di niente.

 

ivano stellati

La donna, però, non ha il minimo dubbio. «Quell'uomo è mio marito. Si chiama Ivano Stellato, è nato il 25 aprile del 1963. Ci siamo sposati il 2 luglio di 35 anni fa». Tra le mani la donna stringe il libretto di matrimonio. Parrocchia Madonna di Campagna, Torino.

Ci sono i dati anagrafici dei coniugi e un'immagine che li ritrae uno accanto all' altro, giovani e sorridenti in abiti nuziali. La signora Giacchino mostra ancora un piccolo album di fotografie. Ricordi di famiglia, il battesimo di quel bimbo che oggi ha 35 anni e del padre, dopo tutto questo tempo, non vuole più nemmeno sentirne parlare.

 

GIUSEPPA GIACCHINO

«Ha sofferto tanto, adesso vuole solo dimenticare» spiega la madre. Nelle sue parole non c' è alcun rancore, ma la voglia di riprendere in mano la propria vita a distanza di così tanto tempo. «Quello che voglio è la mia libertà. E solo Ivano me la può restituire. Lui racconta di essere stato in Inghilterra, ma non certo negli Anni 70, quando era appena un bambino. È partito nell' 84, un anno dopo il nostro matrimonio, per fare il cameriere. E ritornato sei mesi dopo. È rimasto con noi ancora due anni e poi se ne è andato. Io adesso ho da tempo un nuovo compagno. Vorremmo sposarci».

 

Secondo la donna, all'origine della fuga di Ivano Stellato, o se preferite Roberto Regonini, oppure ancora Ivano Stellati, Ivano Pisano, Roberto Bevilacqua, Roberto Belotti, non ci sarebbero i problemi con la legge del fratello - che esiste davvero e in passato ha avuto guai con la giustizia per storie di droga - e una brutta malattia della madre. I problemi del signor Ivano sarebbero stati sempre e solo di natura sentimentale. «La madre di mio marito gode ancora oggi di ottima salute. Lui è scappato da Torino per la stessa ragione che ha portato alla fine burrascosa della nostra relazione: le donne. E lui, evidentemente, non è mai riuscito a mettere la testa a posto».

ivano stellati

 

Così, una volta ritornato dal Regno Unito e poi approdato in Liguria, ad Albenga, Stellato ha provato a ricominciare da zero. Pochi soldi in tasca, nessuna identità spendibile per aver un lavoro ufficiale o prendere una casa in affitto, si è arrangiato come giardiniere. Non solo: «Si è messo con un'altra signora - prosegue la moglie - Che evidentemente ha creduto alla sua storia di fantasma, lo ha accolto nella sua casa e da cui ha avuto anche un figlio». E questo, lei, come lo sa? «Non ho mai interrotto i rapporti con la sua famiglia. Ivano a Torino ha anche due sorelle. Di tanto in tanto le andava a trovare e i familiari a loro volta mi aggiornavano sulle sue nuove avventure. Speravo che questa nuova compagna riuscisse a farlo ragionare, in modo che si decidesse a chiudere il legame che, almeno sulla carta, ancora ci tiene uniti. Invece, passato un po' di tempo, lui è scappato.

ivano stellati

Ancora una volta».

 

Adesso il nuovo amore di Ivano, la versione reale del Mattia Pascal pirandelliano, si chiama Tea. La donna che la mattina del 29 marzo gli aveva prestato la Panda, coinvolta in un incidente al casello di Recco. Lui, pur ferito e non avendo alcuna colpa, era scappato per ripresentarsi poi con lei.

 

La polizia aveva svolto gli accertamenti del caso e aveva riconosciuto l' uomo. Non certo per il nome, ma per le impronte digitali e quella cicatrice che porta sul petto. Giacchino, che ieri si è rivolta ai carabinieri per essere aiutata a rintracciare il marito, conferma: «La ricordo bene: si era ustionato quando era piccolo. Pur non conoscendola, adesso mi spiace per quella donna. Anche lei si fida di Ivano. E anche lei, un giorno, si ritroverà delusa e abbandonata».

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