chiara ferragni e la bambola di trudi

NON C’È PACE PER CHIARA FERRAGNI: DOPO IL PANDORO E LE UOVA, ORA NEL MIRINO DEI PM MILANESI FINISCE LA BAMBOLA DELLA TRUDI - NEL MAGGIO 2019 L’INFLUENCER LA SPONSORIZZÒ SOSTENENDO CHE TUTTI I PROFITTI SAREBBERO ANDATI A “STOMP OUT BULLYING”, UN’ORGANIZZAZIONE NO PROFIT PER COMBATTERE IL CYBERBULLISMO - UN COPIONE GIÀ NOTO AGLI INQUIRENTI CHE ORA VOGLIONO VEDERCI CHIARO SU COME E SE I RICAVATI SONO FINITI ALL’ASSOCIAZIONE - LA MOGLIE DI FEDEZ PROVA A RIPARTIRE SUI SOCIAL PUBBLICANDO FOTO CON I FIGLI, MA IL GIORNO DELL’INIZIO DEI SALDI IL SUO NEGOZIO DI MILANO ERA DESERTO. E CONTINUA LA FUGA DELLE AZIENDE CHE NON VOGLIONO ESSERE ASSOCIATE AL SUO MARCHIO...

Estratto dell'articolo di Fabio Amendolara e Giacomo Amadori per “La Verità”

 

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«Occhioni azzurri e sguardo sognante». Su Amazon è ancora in vendita. Il prezzo è sceso da 34,99 euro a 24,99 (non sappiamo se lo sconto sia dovuto alle polemiche), ma la presentazione della Trudi-limited edition della bambola alta 34 centimetri di Chiara Ferragni resta degna di nota: «La bambola più dolce e morbida dei social, tessuti morbidi e velour soffici al tatto, dettagli di cotone e finta pelle, mini dress azzurro fiordaliso».

 

Non c’è nulla che, di primo acchito, possa apparire più innocuo e coccoloso, ma i pm milanesi e la Guardia di finanza che indagano sulla presunta truffa del pandoro Pink Christmas sfornato dalla Balocco e dell’uovo di Pasqua della Dolci preziosi con effigie e logo dell’influencer hanno messo gli occhi anche su questa iniziativa del maggio 2019, avviata poche settimane prima che il marchio Trudi entrasse a far parte del gruppo Giochi Preziosi.

 

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Un’idea lanciata così dalla stessa Ferragni sui suoi canali social: «Visto che molti di voi hanno amato la bambola Chiara Ferragni che creammo per il nostro matrimonio (con il rapper Fedez, nome d’arte di Federico Leonardo Lucia, ndr) abbiamo deciso di creare un’edizione limitata della Chiara Ferragni Mascotte: si vende ora su The Blonde Salad e tutti i profitti andranno a Stomp out bullying, un’organizzazione no profit per combattere contro il cyberbullismo, un argomento molto vicino al mio cuore».

L’associazione si occupa anche di lotta all’omofobia, alla discriminazione Lgbtq, al razzismo e all’odio.

 

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[...] agli investigatori è venuta voglia di controllare come sia andata la redistribuzione dei denari incassati anche dalla bambolina. Le ipotesi su cui si lavora sono [...] truffa e frode in commercio.

 

Lunedì dovrebbe essere un giorno cruciale per le indagini. Infatti il procuratore aggiunto Eugenio Fusco e la Guardia di finanza dovrebbero stilare il primo bilancio delle indagini, all’esito delle quali potrebbe essere decisa l’iscrizione sul registro degli indagati della Ferragni e di chi ha lavorato a questi progetti.

 

[...] Ma in quest’attività di analisi del contesto in cui è esploso il pandoro-gate, a quanto risulta alla Verità, verranno effettuati approfondimenti anche su iniziative che, apparentemente, non dovrebbero configurare la fattispecie di reato evidenziata da Codacons, ma che certamente interessano l’aspetto reputazionale. Infatti, anche se non si parla di vendite associate ad opere pie, gli investigatori stanno analizzando tutte le occasioni in cui le parole charity e Ferragni siano state accomunate e se questo sia stato fatto correttamente.

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Per esempio verrà certamente approfondito se il cachet elargito dalla Rai per consentire alla fashion blogger di propinarci il pistolotto su come lei ce l’abbia fatta (e gli altri no) sia effettivamente stato devoluto in beneficenza. Il sito Buonenotizie esultò: «È recente l’annuncio di Chiara Ferragni che ha deciso di devolvere il suo cachet come co-conduttrice del Festival di Sanremo alla rete nazionale antiviolenza D.i.Re. (Donne in Rete contro la violenza). Ancora una volta la famosissima influencer ha dimostrato il suo impegno sociale e la sua sensibilità». Il cachet sembra ammontasse a 100.000 euro e qualcuno obiettò che la beneficenza si fa in silenzio. La presidente di D.i.Re, Antonella Veltri, spiegò: «Con il gruppo Ferragni abbiamo condiviso la nostra idea e siamo liete del sostegno economico, che ci consentirà di offrire a sempre più donne strumenti di empowerment fondamentali perché raggiungano l’autonomia economica e finanziaria».

 

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La prima a cercare la Rete sarebbe stata proprio l’influencer che, secondo la presidente, avrebbe garantito a D.i.Re un notevole ritorno di immagine, aumentando «esponenzialmente» i suoi follower. Gli investigatori non sanno ancora se la Rai abbia devoluto direttamente l’importo o se abbia pagato quanto stabilito nel contratto all’imprenditrice e poi sia stata la Ferragni a dirottare la cifra.

Si tratta comunque di soldi dei contribuenti e i dirigenti della tv di Stato potrebbero aver accettato di pagare l’ingente compenso anche per la buona causa a cui era destinato. Per questo è assai probabile che anche questo beau geste finisca sotto osservazione.

 

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[...] Il suo mondo tutto reel e storie di Instagram, però, si sta sgretolando: ieri, nel primo giorno di saldi, il suo negozio, a due passi da corso Como e piazza Gae Aulenti, era vuoto. All’interno c’erano solo due commesse, vestite in total look Ferragni, che si muovevano un po’ annoiate tra gli scaffali dorati. La storiaccia della beneficenza con i pandori Balocco ha prima prodotto la fine della collaborazione con l’azienda di occhiali Safilo [...] E ora la Coca-Cola ha congelato lo spot con la influencer [...]

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