twitter

MA HA ANCORA SENSO CAZZEGGIARE SU TWITTER? - IN ITALIA SONO SEMPRE MENO GLI UTENTI A "CINGUETTARE" - PASSATA L'ILLUSIONE CHE SERVISSE A FAR CIRCOLARE LE NOTIZIE (NON SIAMO MICA IN AMERICA!), L'APP E' DIVENTATA UNA TRIBUNA PER HATERS, SOLONI SFIGATI, EGOMANI DEL GIORNALISMO E COMMENTATORI DI REALITY SHOW...

Matteo Flora per AGI

 

Le news sul fatto che Twitter stia morendo sono forse un po' allarmiste, come anche quelle secondoché l'utilizzo stia declinando velocemente. Non si può però nascondere che, statistiche alla mano, Twitter non abbia più di un problema e principalmente questi siano legati alla traction: la piattaforma, infatti, non cresce più al ritmo che soleva avere, con una sorta di "plateau" intorno ai 300-350 milioni di utenti unici al mese.

 

twitter

Che in un mondo di piattaforme in continua ascesa, e soprattutto in un mondo ancora basato sul monopolio dei Social Network ad opera della cordata Facebook (rappresentata dal conglomerato di Facebook stesso, Instagram e WhatsApp)  che conta oltre 1.8 miliardi di utenti solo per il Social principale, oltre a 600 milioni solo per Instagram, significa che la incapacità di crescere costantemente sia equiparabile ad un declino, per lo meno nell'essere "top of mind" negli utenti.

 

Il fatto di avere spannometricamente la metà degli utenti attivi di un social considerato più di nicchia come Tumblr non aiuta sicuramente. E con il "declino" (che, permettetemi, userò impropriamente al posto di "mancata crescita") appaiono ovviamente le prime ritrosie all'utilizzo e la fatidica frase: "Ma su Twitter vale ancora la pena di esserci?"

 

twitter 2

Domanda tutt'altro che scontata e, soprattutto, tutt'altro che semplice a cui dare una risposta esaustiva e soprattutto corretta, ancora di più se andiamo a parlare del panorama autarchico di vedere cosa succede "a casa nostra", dove i numeri hanno altre percentuali e Facebook si attesta a circa 30 milioni di utenti mentre Twitter pare fermo a circa 6.9 milioni.

 

Partiamo dal principio: 7 milioni di utenti è un numero tutt'altro che disprezzabile, soprattutto ricordando che supera di oltre 2 milioni di utenti unici attivi i numeri del primo quotidiano italiano online (La Repubblica) e duplica quelli di moltissime altre testate (Il Fatto Quotidiano, L'Espresso, Il Corriere della Sera, Huffington Post, Il Messaggero...) e solo questi dati potrebbero già essere più che sufficienti a giustificare l'investimento che andremmo a fare, ma forse non abbastanza per non optare su altre piattaforme che probabilmente già ora danno più audience complessiva in Italia come Instagram con i suoi 14 milioni di utenti o Linkedin con 8 milioni. Lì la scelta si fa probabilmente un po' più complessa e servono dati aggiuntivi.

twitter 3

 

E quindi? E quindi dipende. Dipende anche e soprattutto dallo scopo che ci prefiguriamo per la nostra presenza sulla piattaforma e dal settore in cui operiamo. Ma anche, vedremo, da quali stakeholder vogliamo ingaggiare nella nostra comunicazione.

 

Una parte importante di queste considerazioni possono essere ritrovate nello Studio ed Ebook pubblicato come The Fool nello scorso anno, e che insieme a esperti del calibro di Giuliano Ambrosio, Giovanni Boccia Artieri, Paola Bonini, Davide Casalini, Stefano Chiarazzo, Daniele e Riccardo Luna delineava le grandi macro-categorie della discussione.

Lasciando la spiegazione complessiva all'ottimo sommario presente sul sito dell' AGI possiamo notare una grande affezione per i temi che vengono discussi in tempo reale, dove ancora Twitter la fa da padrone, e che comprendono gli sport (calcio in primis), la Social TV, gli eventi che aggregano persone (concerti e manifestazioni) e la politica, soprattutto come commentario.

 

social

Ma se vogliamo veramente comprendere cosa sta succedendo la vera risposta è quella dell'editoriale di Riccardo Luna, ancora più che mai attuale, che ci ricorda come Twitter sia davvero ancora la piattaforma Leader delle news: dalle catastrofi naturali alle informazioni di servizio, dalle grandi stragi alle dichiarazioni bomba, dalle breaking news ai comunicati stampa dei VIP, sino alla cassa di risonanza della Amministrazione Trump (come abbiamo esposto approfonditamente nello studio presente nell'ebook su "I primi 100 giorni di Trump") è Twitter la piattaforma che ancora le persone, e soprattutto i giornalisti, hanno delineato e ancora delineano ed eleggono come quella deputata a raccontare il mondo come accade.

 

social datischermata 2017 12 13 alle 15.07.59

 

 

 

Ed il nostro studio trova conforto anche e soprattutto dalle ricerche (e dal Dottorato) di Alecia Swasy, Donald W. Reynolds Chair in Business Journalism alla Washington & Lee University, autrice di "How Journalists Use Twitter: The Changing Landscape of U.S. Newsrooms", opera interessante e completa che racconta incontrovertibilmente il rapporto tra giornalisti e Twitter, rapporto sicuramente di mutua stima ma anche, forse, un rapporto che ha travalicato il limite della simbiosi e che è (irrimediabilmente?) correlato.

 

twitter giornalismo

Twitter è diventato la fonte primaria di informazioni non solamente in tempo reale, non solamente disintermediate e spesso direttamente da parte dei soggetti coinvolti (pensiamo a Trump), ma anche e soprattutto continue ed in evoluzione, una storia sempre "in fieri" e pronta per essere analizzata e "consumata" nelle news e nel loro lavoro di tutti i giorni. Twitter come imprescindibile fonte informativa per i giornalisti e, di conseguenza, fonte primaria delle notizie che passano proprio sulle news.

 

twitter e trump

Internet come possibilità di outlet di news diretto e disintermediato non più solamente su scala nazionale, ma su scala internazionale, dove i giornali (ed i giornalisti) dovevano affidarsi ai contatti dei corrispondenti ed alle preconfezionate news delle agenzie internazionali e dove invece oggi possono "competere" su una scala globale con "armi pari" rispetto alle controparti.

 

Twitter come strumento di informazione per i giornalisti, tanto da necessitare di percorsi di insegnamento specifici per i giornalisti all'interno del prestigioso Advanced Media Institute della UC Berkeley e corsi di aggiornamento dedicati per Giornalisti in tutti gli Stati Uniti.

 

Twitter quindi come media per contattare i (ed essere contattati da) giornalisti non solamente italiani ma anche esteri, come luogo per poter rilanciare comunicati direttamente e senza necessità di intermediazione, per poter divenire "uffici stampa" della propria azienda direttamente a contatto con chi le news le crea e le diffonde.

 

amore twitter

Quindi alla domanda "Ma su Twitter vale ancora la pena di esserci?" la risposta potrebbe non essere semplice, ma se il Brand (o la persona) lavorano nell'intrattenimento, nello sport, negli eventi in tempo reale o se c'è necessità di contattare la stampa o da questi essere contattati e soprattutto se si trovano vantaggi nella disintermediazione delle informazioni, beh allora la risposta è (per ora) ancora semplice: "Non si può non esserci".

 

Non ancora, per lo meno.

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)