giovanni allevi a sanremo

“ALL'IMPROVVISO MI È CROLLATO TUTTO. OGGI VOGLIO ACCETTARE IL NUOVO GIOVANNI” – ALLEVI COMMUOVE SANREMO: SALE SUL PALCO, SI TOGLIE IL CAPPELLINO PER MOSTRARE I RICCIOLI BIANCHI E SI METTE AL PIANOFORTE DOPO DUE ANNI DI ASSENZA PER CURARSI DA UN MIELOMA – “IL DOLORE MI HA PORTO ANCHE DEGLI INASPETTATI DONI. QUANDO TUTTO CROLLA, RESTA SOLO L'ESSENZIALE. NON POTENDO PIÙ CONTARE SUL MIO CORPO, SUONERÒ CON TUTTA L'ANIMA” – LO SFOGO PRIMA DELL'ESIBIZIONE: “È COME SE AVESSI STRAPPATO ALLA MIA FINE UNA MANCIATA DI ANNI…” VIDEO

 

1. GIOVANNI ALLEVI FA COMMUOVERE TUTTI: “NON POTENDO PIÙ CONTARE SUL MIO CORPO, SUONERÒ CON LA MIA ANIMA”

Estratto dell’articolo di Riccardo Cristilli per www.gazzetta.it

 

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Giovanni Allevi regala emozioni a Sanremo 2024 con un intenso monologo [...]

"All'improvviso mi è crollato tutto" ha iniziato così il suo monologo a Sanremo 2024 Giovanni Allevi. "Non suono più un pianoforte davanti a un pubblico da quasi due anni. All'ultimo concerto alla Concert House di Vienna il dolore alla schiena era così forte che all'applauso finale non riuscivo ad alzarmi dalla sedia.

 

E non sapevo ancora di essere malato. Poi è arrivata la diagnosi, pesantissima, ho guardato il soffitto con la sensazione di avere la febbre a 39 per un anno consecutivo. Ho perso molto, il mio lavoro, i miei capelli ma non la speranza e la voglia di immaginare"

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E dopo il racconto della malattia, Giovanni Allevi guarda alla speranza e al futuro. "Era come se il dolore mi porgesse anche degli inaspettati doni. Quali? Vi faccio un esempio. Non molto tempo fa prima che accadesse tutto questo durante un concerto in un teatro pieno ho notato una poltrona vuota, mi sono sentito mancare eppure all'inizio ho suonato con 10-15 persone in una sala vuota ed ero felicissimo.

 

Oggi non so che darei per suonare davanti a 15 persone. I numeri non contano. Sembra paradossale detto da qui (ride, ndr.) Perchè ognuno di noi e voi è unico e irripetibile e a suo modo infinito.” I doni della malattia sono stati anche fargli scoprire la bellezza del creato "le sfumature di alba e tramonti con il rosso che cambia" a seconda che ci siano o meno le nuvole.

 

Ringrazia poi il personale sanitario facendo partire un fragoroso applauso dalla platea. Poi chiama l'applauso per i tanti pazienti grandi e piccoli come lui che chiama "guerrieri, magari troviamo un altro termine ma a me viene solo guerrieri". Si commuove pensando ai genitori dei piccoli guerrieri: "Come promesso vi ho portato tutti con me qui sul palco, anime splendenti esempio di vita autentica”.

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Ancora un dono, ma quanti sono..., quando tutto crolla e resta solo l'essenziale, il giudizio che arriva dall'esterno non conta più E come intuisce Kant alla fine della Critica della ragion pratica, il cielo stellato può continuare a volteggiare nelle sue orbite perfetto possono essere immerso in una condizione di continuo mutamento eppure in me c'è qualcosa che permane ed è ragionevole pensare che permarrà in eterno. Io sono quel che sono e se è così, cosa sarà un giudizio esterno. Voglio accettare il nuovo Giovanni “ e si toglie il cappello mostrando i capelli ricci brizzolati.

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Mentre il pubblico grida "bellissimo" dalla platea si emoziona. "Per ringraziarvi, e per dare speranza a tutti quelli che stanno lottando, suonerò di nuovo il pianoforte davanti al pubblico”. Amadeus si riavvicina sottolineando l'emozione vissuta. Il maestro avverte come "Però come dissi in quell'ultimo concerto a Vienna suonerò con tutta l'anima". Si esibisce con Tomorrow “perché domani per tutti noi ci sia sempre ad attenderci un giorno più bello”. E tutti applaudono alla fine della sua emozionante esibizione.

 

1. «HO UNA MANCIATA DI ANNI VOGLIO VIVERLI CON INTENSITÀ»

Estratto dell’articolo di Andrea Laffranchi per il "Corriere della Sera"

La risata è sempre quella. Un po’ sgangherata e infantile. Nonostante tutto. I riccioli ci sono ancora, ma sono grigi. Proprio per quel tutto. Oplà, via il cappellino di lana nera e Giovanni Allevi svela la trasformazione della sua chioma. Il tutto è un mieloma, una neoplasia cronica, asettici sinonimi per dire tumore al sangue, che lo ha tenuto lontano dalle scene per quasi due anni, passati dentro e fuori dall’Istituto Tumori di Milano, dolori alle schiena e tremori alle mani, settimane intere di febbre a 39.

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Il pianista e compositore squarcia la ritualità festivaliera del «dirige l’orchestra il maestro» e commuove la platea dell’Ariston che gli tributa una standing ovation. Un anticipo di occhi lucidi c’era stato nel tardo pomeriggio in sala stampa. «È come se avessi strappato alla mia fine una manciata di anni e voglio viverli più intensamente possibile. Ho una neoplasia cronica: non si vince mai questa battaglia».

 

Allevi porta la sua testimonianza in diretta, dopo aver raccontato la malattia via social arriva il momento del contatto con il pubblico in carne e ossa. «All’improvviso mi è crollato tutto. Non suono più il pianoforte davanti ad un pubblico da quasi due anni.

 

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Nel mio ultimo concerto, a Vienna, il dolore alla schiena era talmente forte che sull’applauso finale non riuscivo ad alzarmi dallo sgabello. E non sapevo ancora di essere malato». Arriva la diagnosi, «pesantissima».

«Ho perso molto, il mio lavoro, i miei capelli, le mie certezze, ma non la speranza e la voglia di immaginare». Proprio in ospedale, aveva raccontato prima di salire sul palco, ha scritto il brano che ha eseguito ieri per la prima volta. «Tomorrow» come domani, il futuro. […]

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