aragozzini amadeus

“AMADEUS? INESISTENTE A SANREMO. SCARTO’ DUE PEZZI FORTISSIMI CHE GLI AVEVO PROPOSTO. ORA CI RIPROVO CON CARLO CONTI SPERANDO SIA DIVERSO DA LUI” – ADRIANO ARAGOZZINI, MANAGER TRA GLI ALTRI ANCHE DI DOMENICO MODUGNO, SVELENA SULL’EX DIRETTORE ARTISTICO DEL FESTIVAL: “GLI STO ANTIPATICO. E IN QUEL PERIODO SI SENTIVA DIO” – "I RAPPER? È IL FESTIVAL DELLA CANZONE ITALIANA. SE NE POSSONO PRENDERE DUE O TRE SIGNIFICATIVI, NON DI PIÙ. PERCHÉ POI NON SI PUÒ LASCIAR FUORI UNO COME AL BANO” – "DE MARTINO E CATTELAN? IL NUMERO UNO RESTA BAUDO - ANNALISA? VUOL FARE LA SEXY, MA LE MANCA IL…”

Rosanna Scardi per bari.corriere.it

 

 

aragozzini

«Domenico Modugno è il più grande artista italiano di sempre». Sono le parole di Adriano Aragozzini, per trent’anni impresario del grande cantante, nato a Polignano a Mare nel 1928 e che sarà omaggiato, mercoledì 27 novembre, su Rai Uno, alle 21.30, dal documentario «Domenico Modugno. L’italiano che incantò il mondo» scritto e diretto da Maite Carpio. Ad aprire il film è proprio lo storico manager romano.

 

Aragozzini, davvero nessuno può essere paragonato a Modugno?

«Nessuno. Ci sono stati grandi artisti come Lucio Battisti, Nico Fidenco, Edoardo Vianello, Gianni Morandi, Claudio Baglioni, Renato Zero… Ma Mimmo era unico, il migliore degli showman, con le sue canzoni ha rotto ogni schema. Il principe non può che essere lui».

 

 

AMADEUS E FIORELLO LASCIANO SANREMO IN CARROZZA

(...)

Lei è stato il patron di Sanremo dal 1989 al 1993. Oggi spopolano rapper e trapper. Cosa ne pensa?

«Possono piacere o no, ma è il festival della canzone italiana. Se ne possono prendere due o tre significativi, non di più. Perché poi è ovvio che, dovendo fare un cast di rapper e trapper, lasci fuori uno come Al Bano, straordinario cantante e autore».

 

Cosa pensa di Amadeus?

«Lo giudico inesistente».

aragozzini

 

Perché?

«Nelle ultime edizioni aveva scartato due pezzi fortissimi che gli avevo proposto. Uno era di Maurizio Fabrizio, interpretato dal tenore napoletano Giuseppe Gambi, che Amadeus aveva lodato in un altro programma; un altro era un brano scritto da Luis Bacalov, Premio Oscar per la colonna sonora del film “Il postino”. Brano che ora sarà cantato da Celine Dion».

 

Che spiegazione si è dato?

«Gli sto antipatico. E in quel periodo si sentiva Dio».

arbore aragozzini

 

Ci ritenta con Carlo Conti?

«Sì, sperando sia diverso da Amedeus».

 

Stefano de Martino le piace?

adriano aragozzini compleanno sandra carraro

«Sì è bravo, non immaginavo che riuscisse subito a entrare nel meccanismo dei pacchi ad “Affari tuoi”. E’ un dato concreto che abbia battuto Amadeus negli ascolti».

 

E Cattelan?

«Anche lui è bravo, ma il numero uno è Baudo, appartiene a un altro mondo rispetto ai signori che ci sono adesso».

 

Se le dico Mara Venier…

amadeus 3

«Un’istituzione, nel suo libro ha scritto che è arrivata a “Domenica in” grazie a me. Ci parliamo da amici, non da manager e artista. La chiamo e lei corre e viceversa».

 

Gina Lollobrigida?

«Una donna intelligente fino alla fine. Ho preso le difese di Andrea Piazzolla (l’assistente che le aveva fatto da cameriere e infermiere) perché me lo ha chiesto Gina. Lei gli era grata. Anche se forse un po’ se ne è approfittato».

fiorello in giorgio armani e amadeus in gai mattiolo

 

Cosa guarda in tv?

«I tg, Vespa e qualche film».

 

Chiambretti ha celebrato il matrimonio di sua figlia Gioia.

«Gioia si è laureata e lavora a Miami, dove ha conosciuto un milanese; per rispetto nei miei confronti si è sposata a Roma. Volevo delle nozze allegre e ho chiesto a Piero “Vuoi sposare mia figlia?”. La sua risposta è stata: “Va bene che sono scapolo, però prima fammela conoscere”».

 

Lei, invece, negli anni ‘70 ha acceso le cronache rosa per la sua storia con Tina Turner.

«E’ stata una storia intensa, durata due anni e finita perché la mia prima moglie, da cui mi stavo separando, mi aveva bloccato i conti in banca e il passaporto e non riuscivo a vederla».

 

L’artista più capriccioso?

fiorello amadeus 2

«Gabriella Ferri. Durante un tour, a metà anni ’70, a Buenos Aires, chiese tre volte di cambiare stanza in hotel. Un giorno uscì e tornò con sette chili di vernice: dipinse i muri a strisce con qualche fiore qua e là; due giorni dopo incendiò la camera, ma siccome non c’era la prova, il direttore dell’hotel disse che l’importante era che la portassimo via».

 

Il più bravo dei giovani di oggi?

«Elodie».

 

E Annalisa?

«Vuol fare la sexy, ma le manca il manager giusto…».

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