2022cannes

LA CANNES DEI GIUSTI - QUA SEMBRA CHE PIACCIA TUTTO E TUTTO FUNZIONI BENISSIMO. SI CONTANO I MINUTI DEGLI APPLAUSI.  SEMBRA CHE ABBIA IL RECORD “CLOSE” DI LUKAS DHOLT, CHE FA PIANGERE L’INTERA SALA LUMIÈRE CON LA SUA STORIA DI AMICIZIA E DI IDENTITÀ DI GENERE. C’È CHI LO DÀ PER SICURO COME PALMA D’ORO - SUI PREMI C’È UNA GRANDE CONFUSIONE. “VARIETY” PONE COME FAVORITO “TORI E LOKITA” DEI DARDENNE, CHIEDENDOSI PERÒ SE POSSONO I DARDENNE VINCERE PER LA TERZA VOLTA LA PALME D’OR. TROPPO, NO? – VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

close di lukas dhont.

Cannes. Qua sembra che piaccia tutto e tutto funzioni benissimo.  Si contano i minuti degli applausi in sala.  Sembra che abbia il record “Close” di Lukas Dholt, il regista dello strepitoso “Girl”, che vinse la Camera d’Or nel 2018, per la prima volta in concorso, che fa piangere l’intera sala Lumière con la sua storia di amicizia e di identità di genere. Grandi voti dai critici.

 

close di lukas dhont.

“Broker” di Hirokazu Kore Eda, una garanzia, col suo cast di attori coreani, Lee Ji-eun, Song Kang-ho, Bae Doona, finisce per fare lo stesso film di sempre costruito sul concetto di famiglia che te la ricostruisci da solo ma spostato in Corea del Sud. Non bello come “Shoplifter” per molti, ma comunque di gran classe e lancia la stella della protagonista Lee Ji-eun.

 

pacifiction

“Pacifiction” del regista catalano Albert Serra, quello di “Liberté”, “La mort de Louis XIV”, “Historia de mi muerte”, che fortunatamente avevo visto al Marché, con un fenomenale Benoit Magimel è un complesso lavoro di grande eleganza visiva, con un widescreen da vecchio cinema americano, dedicato a una seria riflessione sul colonialismo europeo, in particolare francese perché stanno a Tahiti, e su come gli intrighi politici abbiano minato il paradiso naturale polinesiano.

 

 

broker di hirokazu kore eda

In mezzo a whisky, locali non poco ambigui, bellezze del posto di ogni genere. Il tutto Serra lo fa con un tipo di cinema che i fan di Fassbinder e Schroeter ben conoscono, grandi costruzioni di tableaux dove far circolare i personaggi e l’orrore che portano con sé. Benoit Magimel è un diplomatico francese che si ritrova a gestire corruzione locale, esperimenti nucleari, a parlare con gli abitanti di Tahiti e a rappresentare il peggio di un paese alle prese col proprio colonialismo. I critici più oltranzisti lo hanno molto amato.

showing up

 

Oggi passano gli ultimi titoli del concorso, “Showing Up” di Kelly Reichardt e “Mother and Son” di Leonor Serraille, a dimostrazione di quanto Cannes abbia aperto le porte alle registe donne in questi ultimi anni dopo le Cannes appaltate al potente orco Harvey Weinstein, che ben ci ricordiamo tutti. O no?

 

broker di hirokazu kore eda 2

Quanto ai premi c’è una grande confusione a leggere i giornali internazionali specializzati. “Variety” pone come favorito il bel film dei Dardenne sui due ragazzi africani in Belgio, “Tori et Lokita”, chiedendosi però se possono i Dardenne vincere per la terza volta la Palme d’Or. Troppo, no?

 

tori e lokita 3

Pone come seconda scelta “il thriller iraniano con serial killer di prostitute “Holy Spider” di Ali Abbasi, il regista di “Border”, premiato nel 2018 a Un Certain Regard. Il film potrebbe anche vincere per i due migliori attori. E gran parte della critica spinge il sofisticatissimo noir di Park Chan Wook, “Decision to Leave”.

 

pacifiction

Ma c’è chi dà per sicuro “Close” di Lukas Dholt, o “Broken” di Hirokazu Kore Eda, mentre una Palm d’Or trasgressiva potrebbe essere quella per “Pacifiction” di Albert Serra, che molto spinge anche il suo protagonista, Benoit Magimel. Intanto è arrivato un premio vero alla Quinzaine, l’Europa Cinema Label Award, vinto da “Un beau matin” di Mia Hanson Love con Léa Seydoux protagonista. 

close di lukas dhont i fratelli dardennered carpet close di lukas dhont broker di hirokazu kore eda tori e lokita. 2red carpet pacifiction mother and son

Ultimi Dagoreport

donald trump volodymyr zelensky

DAGOREPORT – A CHE PUNTO È L’ACCORDO SULLE RICCHE RISORSE MINERARIE UCRAINE TRA TRUMP E ZELENSKY? IN ALTO MARE - LA CASA BIANCA CONTINUA A FORZARE LA MANO: “SE ZELENSKY DICE CHE L'ACCORDO NON È CHIUSO, ALLORA LA SUA VISITA DI VENERDI'  A WASHINGTON È "INUTILE" - IL LEADER UCRAINO INSISTE SULLE “GARANZIE DI SICUREZZA”, VALE A DIRE: LA PRESENZA DI TRUPPE  USA AI CONFINI CON LA RUSSIA (NON BASTANO LE FORZE EUROPEE O NATO) – E SULLE ''TERRE RARE", IL TRUMPONE DOVREBBE ACCONTENTARSI DI UN FONDO GESTITO AL 50% TRA USA E UCRAINA – LA MOTOSEGA DI MUSK TAGLIA I CONSENSI: IL 70% DEGLI AMERICANI NON APPROVA L’OPERATO DI MR. TESLA, CHE NESSUNO HA VOTATO MA FA CIO' CHE VUOLE - CHE ACCORDO (D'AFFARI) HA FATTO CON TRUMP? PERCHÉ NESSUNO DENUNCIA L’ENORME CONFLITTO DI INTERESSI DI MUSK? A CAPO DEL ''DOGE'', FIRMA CONTRATTI MILIARDARI CON IL PENTAGONO...

elon musk steve bannon village people donald trump

KITSCH BUSSA ALLA NOSTRA PORTA? – LA MOTOSEGA DI MUSK, I SALUTI ROMANI DI BANNON, IL BALLO DI TRUMP COI VILLAGE PEOPLE: FARSA O TRAGEDIA? - VINCENZO SUSCA: ‘’LA CIFRA ESTETICA DELLA TECNOCRAZIA È IL KITSCH PIÙ SFOLGORANTE, LOGORO E OSCENO, IN QUANTO SPETTACOLARIZZAZIONE BECERA E GIOCOSA DEL MALE IN POLITICA - MAI COME OGGI, LA STORIA SI FONDA SULL’IMMAGINARIO. POCO IMPORTANO I PROGRAMMI POLITICI, I CALCOLI ECONOMICI, LE QUESTIONI MORALI. CIÒ CHE IMPORTA E PORTA VOTI, PER L’ELETTORE DELUSO DALLA DEMOCRAZIA, TRASCURATO DALL’INTELLIGHÈNZIA, GETTATO NELLE BRACCIA DI TIK TOK, X, FOX NEWS, È EVOCARE NEL MODO PIÙ BRUTALE POSSIBILE LA MORTE DEL SISTEMA CHE L'HA INGANNATO”

friedrich merz ursula von der leyen manfred weber giorgia meloni

DAGOREPORT - CON LA VITTORIA IN GERMANIA DELL’ANTI-TRUMPIANO MERZ E IL CONTENIMENTO DEI NAZI DI AFD NELLE FILE DELL’OPPOSIZIONE, TUTTO È CAMBIATO - E DAVANTI A UN’EUROPA DI NUOVO IN PIEDI, DOPO IL KNOCKOUT SUBITO DAL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA, PER LA ‘DUCETTA’ SI PREPARANO GIORNI ALL’INSEGNA DELLE INVERSIONI A U – L’ITALIA HA VOTATO CON L'EUROPA LA RISOLUZIONE SULL'INTEGRITÀ TERRITORIALE DI KIEV, CONTRO GLI STATI UNITI – CHI HA CAPITO L’ARIA NUOVA CHE TIRA, E' QUEL “GENIO” DI FAZZOLARI: “LA VOGLIA DI LIBERTÀ DEL POPOLO UCRAINO CHE È STATA PIÙ FORTE DELLE MIRE NEO IMPERIALI DELLE ÉLITE RUSSE” - SE NON AVESSE DAVANTI QUELL’ANIMALE FERITO,  QUINDI PERICOLOSO, DI SALVINI, LA STATISTA DELLA GARBATELLA FAREBBE L’EUROPEISTA, MAGARI ALL’ITALIANA, CON UNA MANINA APPOGGIATA SUL TRUMPONE – MA ANCHE IN CASA FDI, C’È MARETTA. IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI EDMONDO CIRIELLI HA IMPLORATO MERZ DI FARE IL GOVERNO CON I POST-NAZI DI AFD…

veronica gentili alessia marcuzzi roberto sergio giampaolo rossi myrta merlino

A LUME DI CANDELA - “QUESTO PROGRAMMA NON È UN ALBERGO”: AI PIANI ALTI DI MEDIASET SI RUMOREGGIA PER LE FREQUENTI ASSENZE DI MYRTA MERLINO A “POMERIGGIO CINQUE” (LE ULTIME RICHIESTE: DUE GIORNI A MARZO E PONTE LUNGHISSIMO PER PASQUA E 25 APRILE) – VERONICA GENTILI ALL’ISOLA DEI FAMOSI: È ARRIVATA LA FUMATA BIANCA – IL NO DI DE MARTINO AGLI SPECIALI IN PRIMA SERATA (HA PAURA DI NON REPLICARE IL BOOM DI ASCOLTI) – CASCHETTO AGITATO PER LE GAG-ATE DI ALESSIA MARCUZZI - LO SHAMPOO DELLA DISCORDIA IN RAI - IL POTENTE POLITICO DI DESTRA HA FATTO UNA TELEFONATA DIREZIONE RAI PER SOSTENERE UNA DONNA MOLTO DISCUSSA. CHI SONO?

donald trump paolo zampolli

DAGOREPORT - LA DUCETTA SUI TRUMP-OLI! OGGI ARRIVA IN ITALIA IL MITICO PAOLO ZAMPOLLI, L’INVIATO SPECIALE USA PER IL NOSTRO PAESE, NONCHÉ L’UOMO CHE HA FATTO CONOSCERE MELANIA A DONALD. QUAL È IL SUO MANDATO? UFFICIALMENTE, “OBBEDIRE AGLI ORDINI DEL PRESIDENTE E ESSERE IL PORTATORE DEI SUOI DESIDERI”. MA A PALAZZO CHIGI SI SONO FATTI UN'ALTRA IDEA E TEMONO CHE IL SUO RUOLO SIA "CONTROLLARE" E CAPIRE LE INTENZIONI DELLA DUCETTA: L’EQUILIBRISMO TRA CHEERLEADER “MAGA” E PROTETTRICE DEGLI INTERESSI ITALIANI IN EUROPA È SEMPRE PIÙ DIFFICILE – I SONDAGGI DI STROPPA SU PIANTEDOSI, L’ATTIVISMO DI SALVINI E LA STORIA DA FILM DI ZAMPOLLI: FIGLIO DEL CREATORE DELLA HARBERT (''DOLCE FORNO''), ANDÒ NEGLI STATES NEGLI ANNI '80, DOVE FONDÒ UN'AGENZIA DI MODELLE. ''TRA LORO HEIDI KLUM, CLAUDIA SCHIFFER E MELANIA KNAUSS. PROPRIO LEI…”