IL CINEMA DEI GIUSTI - UN RAPPER ALLA REGIA, CON L’APPROVAZIONE DI ELI ROTH E TARANTINO: “L’UOMO CON I PUGNI DI FERRO”

Marco Giusti per Dagospia

Ci risiamo. In quel di Jungle Village volano gli stracci. Teste, mani, braccia che saltano, belle ragazze fulminate con cerbottane che sparano veleno, scontri tra lanciatori di coltelli e uomini di bronzo, armi mortali forgiate dal fabbro nero del posto vengono distribuite tra clan rivali come se fossimo nel mondo di Sergio Leone. Nel Pink Blossom, il bordello di lusso di Lucy Liu, cioè la luciferina Madame Blossom, il nuovo venuto Jack Knife ("Voi potete chiamarmi Jack"), un Russell Crowe gonfio e grasso, dopo aver affettato con un coltello-apriscatole il cicciosissimo Crazy Hippo che aveva messo gli occhi su una bella ragazza, lo consegna alla cucina: "Datelo in pasto ai cani, saranno più saporiti quando li servirete a tavola".

E' una divertente cazzatona per bambini cresciuti questo assurdo, quasi incomprensibile, ma scatenato "L'uomo con i pugni di ferro", opera prima della super star del rap RZA (cioè Bobby Fitzgerald Diggs), già fondatore del Wu Tang Clan e grande fan di Sartana-Lee Van Cleef, che lo ha scritto assieme a Eli Roth, il regista di "Hostel", tenendo presente solo il punto di vista dei fanatici più pazzi del kung fu e dello spaghetti western, e riempiendo così ogni buco della storia con personaggi assurdi da vestire e muovere come Toys dei due diversi generi.

Il tutto approvato e presentato dal maestro Quentin Tarantino, ovvio, col quale RZA ha una lunga serie di collaborazioni musicali, che gli avrà fatto sicuramente togliere qualche strafalcione, visto che il film era lungo quattro ore e RZA non sapeva cosa togliere. Insomma, siamo in una Cina ottocentesca da film di kung-fu ultraclassico. In città è in arrivo un carico d'oro imperiale che fa gola a troppi.

Ci sono clan rivali, come i Wolf e i Lion, comandati da Silver Lion, cioè Byron Mann, e Bronze Lion, cioè Cung Le, un eroe buono armato di coltelli in cerca di vendetta, Rick Yune, il terribile e cattivo Brass Body, interpretato dal gigantesco wrestler David Bautista, che all'occasione diventa di bronzo, i Killer Gemini, una coppia di spadaccini che si uniscono per diventare una sola arma, un inglesemisterioso, Jack Knife, che osserva e controlla dalla sua camera d'albergo come il Clint Eastood di "Per un pugno di dollari", e un fabbro nero che forgia armi per tutti, interpretato dallo stesso RZA, innamorato di una ragazza del Pink Blossom, Lady Silk, la bella Jamie Chung, che è arrivato lì dopo una storia alla "Django Unchained" (segue flashback con apparizione di Pam Grier).

Mettere tutto questo insieme in un film con un senso logico è il giochino di RZA e di Eli Roth. Non sempre le cose funzionano, e i critici americani infatti hanno massacrato il film ("lunatico, assolutamente violento, terribilmente recitato, incomprensibile", "scritto da un ragazzino di 13 anni"), ma alla fine c'è un bel po' di divertimento per tutti. Specie quando, dopo una terribile battaglia in una locanda, che ha lasciato stecchiti decine di persone, Russell Crowe chiede come se nulla fosse il piatto forte del posto, "Costolette di maiale brasato", e il padrone non può rifiutarsi.

Ora capiamo come ha fatto a ingrassarsi così tanto. O come quando duetta con Lucy Liu, sempre grandissima, che lo riempie di mignotte e di cibo ma è pronta a stritolargli le palle con un colpo. Quanto ai pugni di ferro, non si può rivelare nulla, ma certo ci sarà uno scontro tra l'uomo di bronzo e l'uomo coi pugni di ferro. Già in sala.

 

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