ariston sanremo

QUANDO A SANREMO ERANO ANCORA PIU' CANI DI OGGI - DAL "FESTIVALBAU" AI DIECI CHIHUAHUA DI SCANU, 40 ANNI DI ARISTON RACCONTATI DAI PROPRIETARI DEL TEATRO - IL “TERRORE” QUANDO SUONARONO GLI AC/DC - NEL 1988 DUEMILA PRETI INVASERO IL PALCO

Teatro AristonTeatro Ariston

Michele Masneri per “www.lettera43.it” 

 

“Tutto comincia nel 1977. E la musica arriva per sbaglio. Quando dal Casinò il Festival si trasferisce qui, all’Ariston”. Parlano i fratelli Vacchino, Walter e Carla, terza generazione di armatori del palazzetto più amato dagli italiani,  la Grande Chiesa che va da Elton John a madre Teresa.

ARISTONARISTON

 

Nati cinematografari, la canzonetta come destino. “Al casinò, dove si erano tenute le prime edizioni, si era rotta una vetrata e per indicazioni della prefettura lo spostarono qui. Non se ne sono mai andati, viviamo in felice provvisorietà da quarant’anni” dice Walter. “Con una parentesi, nel 1990, quando il festival si spostò al Palafiori, per inaugurarlo, ma faceva freddo, non era adatto”. 

 

Una domanda che ci attanaglia da molti anni. Ma c’entrate qualcosa con gli elettrodomestici bianchi? Anche il marchio pare simile. “No, l'Ariston venne fondato nel 1953 da mio padre Aristide. Credo che gli elettrodomestici nacquero dopo" dice Carla.

 

VACCHINOVACCHINO

"Però una volta giù in biglietteria ho ricevuto una telefonata di una signora che chiedeva informazioni su un modello di lavatrice” dice la nipote Chiara, che sta facendo una tesi di laurea in architettura sul teatro (con sculture e interventi di Luzzati e altri, in sala stampa enorme altorilievo metallico di un Giovanni Ceccarelli, “una carta geografica dei sentimenti e degli stati d’animo”, secondo la fondamentale pubblicazione “I quaderni dell’Ariston”. Ma i giornalisti ci appoggiano i piedi e gli zaini", la signora Carla).

 

Ariston per sogni anche consumistici. “Il complesso nasce come centro commerciale e cinema integrato, il primo in Italia", dice Walter. "Al primo piano le sette sale, per un totale di 1900 posti, e al piano terra la Standa. All’ufficio marketing del gruppo della grande distribuzione non ne volevano sapere di mettere un  supermercato dentro un cinema, ma poi per anni è stata la filiale che faceva il più alto fatturato d’Italia”. Adesso c'è l'Ovs, per entrare si passa per manichini e intimo. Ma il business rimane sempre teatro e cinema.

ARISTON BAUDO CAVALLO PAZZOARISTON BAUDO CAVALLO PAZZO

 

Quando il festival finisce, l’Ariston rilancia con  spettacoli di Virginia Raffaele, Gianna Nannini, Enrico Brignano. E poi pellicole, ecco naturalmente Zalone. “Un successo pazzesco, abbiamo fatto 1.600 ingressi il 2 gennaio, abbiamo dovuto aprire la galleria che di solito non apriamo mai” dice la signora Carla. La stessa galleria da cui si calavano i vari cavalli pazzi per protestare nelle epoche Baudo. “Che paura”. 

 

ARISTON BAUDO SUICIDAARISTON BAUDO SUICIDA

Intanto qui si fabbrica anche cinema a chilometri zero. “Appena finito il Festival, cominciano a girare qui dentro il film su Tenco e Dalida, una coproduzione italofrancese con Riccardo Scamarcio, Vincent Perez, Sveva Alviti che fa Dalida e Alessandro Borghi che fa Tenco”, dice sempre Carla.

 

Ma poi l’Ariston contiene tutto, e tutto tiene: “un concerto degli Ac/Dc, la platea era piena di fumo, di sigarette o altro, il pubblico cantava e ballava in piedi sulle nostre poltrone, noi eravamo terrorizzati che devastassero tutto. Poi le abbiamo dovute cambiare”. Seriosi convegni, un“Nobel Day, a metà anni Novanta, con trentatrè premiati dall’accademia di Svezia", a battere il palco di Rita Pavone.

ARISTONARISTON

 

Addirittura “una settimana liturgica, nel 1988, con 1900 tra preti, suore, monsignori e cardinali. L’Ariston fu completamente consacrato in ogni angolo, e ogni mattina prima dell’inizio dei lavori si faceva la messa sul palco, concelebrata da duecento sacerdoti”. 

 

ARISTON PECOREARISTON PECORE

Oltre le famiglie arcobaleno, l'Ariston accoglie tutte le creature del signore: “due anni fa lo spot del Festival della Rai con le pecore sul palco, vennero fatte venire dall’entroterra, e i pastori stavano sottopalco a controllare che i loro animali fossero trattati bene”, sempre Carla.

 

Altri animali: c’è stato persino un Festivalbau “condotto da Edwige Fenech e Lino Banfi nel 1995. Una giuria composta da giudici italiani e stranieri dell'Enci, Ente cinofilo italiano, esaminava i 56 cani concorrenti; e dopo un'accurata selezione sceglieva sette finalisti.  Poi col televoto si arrivava a scegliere il Telecane dell'anno".  Valerio Scanu, coi suoi dieci chihuahua che si è portato in Riviera, è avvisato.

CARLA VACCHINOCARLA VACCHINO

Festival-di-Sanremo-2011-Sala-Stampa-Ariston-Roof-.jpgFestival-di-Sanremo-2011-Sala-Stampa-Ariston-Roof-.jpgSanremo-2013-Sala-Stampa-Roof-Ariston-in-allestimento-.jpgSanremo-2013-Sala-Stampa-Roof-Ariston-in-allestimento-.jpgARISTON SANREMOARISTON SANREMO

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