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IL DIVANO DEI GIUSTI/1 - CHE VEDIAMO STASERA? DEVO DIRE CHE MIRIAM LEONE IN “MISS FALLACI" MAGARI NON SOMIGLIA MOLTO A ORIANA MA FA UN GRAN LAVORO SUL PERSONAGGIO - SU NETFLIX AVETE UNA NUOVA SERIE ITALIANA, “STORIA DELLA MIA FAMIGLIA”, DA VEDERE PERCHÉ LE SERIE ITALIANE VANNO VISTE - SU SKY TROVATE IL CURIOSO “AM I OK?”, OPERA PRIMA DELLA COPPIA LESBO MILITANTE STEPHANIE ALLYNE & TIG NOTARO, E’ UNA PICCOLA COMMEDIA INDIPENDENTE MOLTO DELICATA, PARTICOLARMENTE ADATTA IMMAGINO A CHI NON HA ANCORA CAPITO LA PROPRIA SESSUALITÀ… - VIDEO

miss fallaci 5

Marco Giusti per Dagospia

 

Che vediamo stasera? Devo dire che Miriam Leone in “Miss Fallaci”, miniserie di Rai Uno in onda ieri e oggi anche su Rai Play, magari non somiglia molto a Oriana Fallaci, non è toscana e perfetta per il ruolo come lo era Vittoria Puccini ("L'Oriana"), ma fa un gran lavoro sul personaggio. Cerca di parlar toscano, di fumare come una turca (sempre sigarette col filtro di oggi, però), di battere i tasti sulla macchina da scrivere, anzi sulla Lettera 22, come si faceva tutti noi che si scriveva per giornali e riviste.

miss fallaci 4

 

Io ho ancora in una scatolina il filo di ricambio della Olivetti e la cartuccia del nastro di seta inchiostrato. Certo, nessun giornalista del tempo si sarebbe messo la macchina da scrivere sulla pancia a letto provando a scrivere. Non è un computer. Ma almeno la cameretta dove scrive a New York è divertente. E poi i contatti con “L’Europeo”, gloriosa testata per la quale ho scritto due tre anni prima che l’arrivo di Feltri uccidesse per sempre la rivista, i giornalisti maschi che se la tirano…

miss fallaci 7

 

Occhio a Maurizio Lastrico che è bravissimo e merita ruoli di primo piano. Entrare all’Europeo o all’Espresso, negli anni ’70 era vincere un terno al lotto, figurarsi negli anni ’50. Per una ragazza, poi… Il disastro, ma era inevitabile, è la ricostruzione della Hollywood anni ’50 con tanto di feste per ricchi e per star. Con Miriam Leone che parla italiano perché siamo su Rai uno e tutti questi attori americani un po’ di serie B doppiati per farci capire cosa dicono. Boh… Il finto Orson Welles lo salvo perché un po’ somiglia, ma la festa di Hollywood piena di star sembra una festa allo stabilimento di Ostia.

storia della mia famiglia

Su Netflix avete una nuova serie italiana, da vedere perché le serie italiane vanno viste. “Storia della mia famiglia” diretta da un bravo regista, Claudio Cupellini, scritta da Filippo Gravino, interpretata da Eduardo Scarpetta, Vanessa Scalera, ormai star maggiore della nostra fiction, Cristiana Dell’Anno, Aurora Giovinazzo, Massimiliano Caiazzo e Antonio Gargiulo. Ieri mi sono visto su Sky il curioso “Am I OK?”, opera prima della coppia lesbo militante Stephanie Allyne & Tig Notaro, scritto da Lauren Pomerantz con Dakota Johnson e Sonoya Mizuno come due amiche del cuore, Lucy e Jane, che vivono in non so quale paesone americano e si trovano di fronte a un doppio problema.

 

am i ok?

Jane, la Mizuno, sta per trasferirsi a Londra per lavoro. Lucy, la Johnson, a trentanni si sta rendendo conto di essere gay. Ma non lo sa di sicuro, deve capire e provare. E Lucy, che è etero, con fidanzato nero accudente, cerca di spingerla a capire chi è. Solo che Lucy è timida sia nel rapporto coi maschi che in quello con le ragazze. E ogni contatto diventa un disastro. Non male il quiz su internet che ti dice se sei gay o no.

am i ok?

 

E’ una piccola commedia indipendente molto delicata, particolarmente adatta immagino a chi non ha ancora capito la propria sessualità. E le due protagoniste sono bravissime. La Johnson, ancora segnata dalla Anastasia Steele di “50 sfumature di grigio”, a costruirsi un personaggio del tutto diverso dal solito, e la Mizuno a buttarsi sulla commedia. Da vecchio spettatore maschio, mezzo addormentato sul divano, volevo capire come andava a finire e, soprattutto, quale fosse il lieto fine…

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am i ok?

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