daniela barcellona

LA REGINA DELLA LIRICA CHE CANTA EN TRAVESTI - CHI E’, CHI NON E’, CHI SI CREDE DI ESSERE DANIELA BARCELLONA, IL CELEBRE MEZZOSOPRANO SPECIALIZZATA IN RUOLI MASCHILI: “SOGNAVO DI DIVENTARE TENORE. HO IMPARATO A MUOVERMI COME UN UOMO, CON LA BARBA NON MI RICONOSCONO. MI FISSANO CON UN’ARIA: CHI È QUESTO?” – VIDEO

 

 

 

daniela barcellona

Valerio Cappelli per www.corriere.it

 

La gioiosa follia del canto? A Daniela Barcellona capita di tirare di scherma in salotto e, posato il fioretto, di afferrare il mestolo e preparare la cena. La sua «specialità»? Fingere sulla scena di essere un uomo. Non è solo il mezzosoprano che canta ovunque, la voce di Rossini: è la regina dei ruoli en travesti: «Ne ho una ventina in repertorio». In Semiramide, che sta per uscire in cd , deve fare un doppio salto di genere. Perché il «lui» che interpreta, Arsace, stava per sposare sua madre.

Arsace, bella capriola…

«Torna in patria, chiamato dalla madre: lei non riconosce il figlio, lui non riconosce la madre. L’incesto, l’ambiguità, non manca nulla».

 

Una domanda da uomo a quasi uomo, lei è se stessa nei panni maschili?

«No, non posso avere svenevolezza e malizia, e c’è un grande dispendio di energia mentale. E la fisicità è diversa, si usano muscoli diversi. Ho dovuto imparare a camminare e a muovermi da uomo. Hai bisogno di sentire la gravità sul pavimento, di essere più stabile. Alla mia prima Semiramide mi misero dei pesi alle caviglie e dopo tanti anni di danza classica…».

 

Chi l’ha aiutata?

daniela barcellona

«Pier Luigi Pizzi e i registi anglosassoni, col loro approccio cinematografico. Mi ispiro a Glenn Close in Albert Nobbs dove è un uomo, e a Kenneth Branagh, l’eleganza, la gestualità mai esagerata. Mi è servito Il Gladiatore, anche se non ha nulla di rossiniano».

Gli abiti?

«Bé, indosso giacca e cravatta, porto corazze. In un Sigismondo ambientato in un ospedale psichiatrico mi misero un camice bianco, se non altro è neutro. Con le parrucche risulto sempre essere un po’ femminile. Il problema è la barba. Lì mi sento davvero strana, quando esco dal camerino non mi riconoscono e non mi salutano più: mi fissano con un’aria: chi è questo?».

 

Da uomo avrà tanti duelli.

«Andai da un istruttore di scherma per la Lucrezia Borgia alla Scala, con mio marito Alessandro Vitiello, che fu mio insegnante di canto, mi allenavo col fioretto in casa. La sera tornavo ai fornelli».

 

I fan dei ruoli en travesti?

«Ci sono, alcuni diventano amici di famiglia. Un’avvocatessa, una scrittrice, un addetto all’aeroporto che si mette in ferie per seguirmi…».

Giulio Cesare di Händel, il capo del mondo en travesti, concetto forte da dominare.

Daniela Barcellona

«Tanta gente meno dentro al teatro va per il titolo, quando vedono che una donna canta da uomo li vedi disorientati, non se lo aspettano. In passato una donna non poteva fare teatro, ci sono bravi colleghi controtenori più vicini al gusto dell’epoca. A Rossini non piacevano i castrati (per cui scrisse un solo ruolo), trovava più espressiva la voce di donna come uomo».

 

L’importante è essere credibili.

«Per quanto mi riguarda, io sognavo di diventare tenore. La mia carriera è stata una battaglia, gli inizi furono duri, le audizioni non andavano mai bene, una volta mi dissero che avevo la voce monocorde. Mio padre era carabiniere, in casa uno stipendio solo, eppure mi ha sempre aiutata.

 

Per racimolare qualche soldo cantavo nel coro di Trieste, da adolescente ai matrimoni, avevo un’estensione vocale che potevo fare la Regina della notte di Mozart, l’organista si emozionò e sbagliò le note, con un accompagnamento molto moderno. Fu il Rossini Opera Festival a lanciarmi: Pesaro, 1999, Tancredi, regia di Pizzi. Il finale tragico, sublime, travolgente, dove tutto si spegne, la vita, la voce, l’orchestra, le luci in sala. Ora, dopo sette anni, torno al Rof».

 

Altro giro en travesti, Orfeo e Euridice con Muti.

«Successe una cosa incredibile, per un calo di tensione la luce si abbassò, lui creò all’istante qualcosa di più etereo, ci capimmo senza parlarci, con uno sguardo».

Con Riccardo Muti riaprì la Scala, L’Europa Riconosciuta, ancora un ruolo da uomo.

«Isseo. Muti mi mandò lo spartito quasi due anni prima con i segni in cui spiegava ciò che voleva. Lui prima studia e poi insegna. Il Maestro. Nulla viene lasciato al caso, epperò crea al momento. A Salisburgo mi chiamò per una recita di Aida per il ruolo di Amneris, che canterò di nuovo in marzo al Teatro Real di Madrid».

Finalmente una donna.

daniela barcellona

Ride: «Sì! Come sempre io gli davo del lei, mentre lui una volta dice: Dimmi Barcellona, dopo aggiunge: Mi dica Daniela». Dal tu al lei, all’opera anche le parole si travestono.

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”