UN ESPRESSO CON LO SQUALO? - NEL DISASTRATO ORIZZONTE DELL’EDITORIA ITALIANA, SI STA MATERIALIZZANDO L’IMPENSABILE - SI RINCORRONO LE VOCI (SMENTITE) DI UN’ALLEANZA FRA SKY E IL GRUPPO ESPRESSO - IL NUOVO CANALE SARÀ SUL TASTO 9 DEL TELECOMANDO, AGCOM PERMETTENDO - MURDOCH METTERÀ COSÌ LE MANI SUL DIGITALE TERRESTRE E DE BENEDETTI AVRÀ MODO DI RAGGIUNGERE MILIONI DI PERSONE - IL COLPACCIO D CDB SARÀ IL COLPO DI GRAZIA PER MEDIASET?...

1 - VOCI DI ALLEANZA CON LA TV DI SKY
Luca Fornovo per "La Stampa"

La suggestiva ipotesi di un'alleanza nei media per mettere insieme contenuti e frequenza tra lo Squalo, Rupert Murdoch e l'Ingegnere, Carlo De Benedetti, scatena gli investitori a Piazza Affari, che stanno comprando a tutto spiano azioni del gruppo editoriale l'Espresso.

Sulla Borsa milanese il titolo corre. Dopo varie sospensioni per eccesso di rialzo, sull'onda delle indiscrezioni di stampa riguardo a un possibile accordo con Sky, il gruppo Espresso chiude a +3,80%. Secondo Mf è allo studio un'alleanza con Sky per il digitale terrestre, con i contatti tra i due gruppi giunti ormai «a buon punto». L'Espresso al momento non commenta l'indiscrezione del quotidiano finanziario. Fonti finanziarie fanno notare che tra le due società ci sono da tempo normali rapporti commerciali, ma che al di là di questo tipo di relazioni al momento non ci sarebbero allo studio joint venture.

Tra i due gruppi c'è già una reciproca collaborazione: Sky ha sul digitale terrestre il canale Cielo che trasmette grazie alla banda che viene fornita dall'Espresso, i cui canali Capital Tv e Dj Tv sono nella piattaforma di Sky. Nel frattempo la Consob, l'organo di vigilanza sui mercati, ha acceso un faro per controllare l'andamento dell'Espresso in Borsa e la diffusione delle indiscrezioni sull'ipotesi di alleanza Murdoch-De Benedetti che si susseguono sulla stampa. In base al nuovo articolo 66 del regolamento emittenti della Consob, l'Espresso (in quanto società quotata) non ha più l'obbligo di commentare i rumors.

Intanto sempre nel settore editoriale prosegue la corsa di Rcs (+14,79%), che ha ceduto la casa editrice francese Flammarion per 239 milioni e ha guadagnato nella vigilia il 35% a Piazza Affari.


2- LO SCOOP DI "MF" DI IERI: PROVE D'INTESA TRA SKY ED ESPRESSO
Di Roberto Sommella per "MF-Milano Finanza"


Gli staff di Murdoch e De Benedetti studiano una joint venture sul digitale terrestre.
Il dossier ipotizza un'alleanza in cui i due gruppi metterebbero insieme contenuti e frequenze. Target, il tasto 9 sul telecomando.

Per anni è stato considerato un matrimonio impossibile seppur desiderato in qualche modo dagli stessi protagonisti, lo Squalo e l'Ingegnere. Ora, complice anche la crisi economica che sta sovvertendo tutte le strategie aziendali, potrebbe concretizzarsi un'alleanza clamorosa, destinata ad avere l'effetto di una bomba lanciata nello stagno del mondo editoriale: Rupert Murdoch e Carlo De Benedetti, secondo quanto filtra da autorevoli fonti pubblicitarie, stanno per convolare a nozze in un'impresa televisiva destinata a far discutere, e molto, la politica così come i salotti buoni della finanza.

Come è in grado di rivelare MF-Milano Finanza, sarebbero a buon punto i contatti tra gli uomini del gruppo Espresso e quelli di Sky Italia per avviare una fortissima e inedita collaborazione nel settore della televisione digitale terrestre. Tra i due gruppi si sta studiando la nascita di un'alleanza che avrebbe come fine quello di sbarcare in pompa magna sulla nuova piattaforma tv che ormai è irradiata, pur se tra molti problemi, in tutta Italia e raggiunge quasi 20 milioni di famiglie.

L'operazione in sé sarebbe molto semplice: una joint venture 50% Sky e 50% Espresso che prenderebbe corpo nel settore multimediale e avrebbe come veicolo la già esistente società con cui il colosso dell'ingegnere controlla i suoi multiplex televisivi, cioè le frequenze digitali tv, e che finora ha utilizzato poco, arrivando a ridurre la programmazione di Repubblica Tv.

In questo contenitore verrebbero conferiti, sempre che vengano confermate le voci che si sono diffuse nelle ultime ore e che prevedono ovviamente, nel caso di buon esito della trattativa, una comunicazione ufficiale alle autorità competenti per il via libera all'operazione, gran parte dei contenuti editoriali del braccio armato italiano di NewsCorp (si tratta di una sconfinata teca di programma tv, film e materiale d'archivio) che troverebbe come partner uno dei principali editori italiani, da sempre affascinato dal business televisivo tanto da essere arrivato nel 2011 a corteggiare la Telecom Italia di Franco Bernabè affinché gli cedesse il piccolo gioiello de La7.

Quali sarebbero le motivazioni che spingono i due tycoon a mettersi in affari è presto detto. E sono diverse, salvo per il comune obiettivo di cogliere i frutti che cadranno dall'albero Mediaset, il gruppo del nemico di sempre Silvio Berlusconi, in fase di profonda ristrutturazione.

Da una parte, De Benedetti otterrebbe finalmente un partner di contenuti per avviare sul digitale una vera avventura televisiva che possa raggiungere milioni di spettatori, un business irto di difficoltà ma che l'Ingegnere vuole coltivare anche per dare fiato alle sue iniziative editoriali cartacee; dall'altra Sky, che sta affrontando la saturazione del mercato satellitare tv in Italia dovuto anche alla crisi economica, ha assoluta necessità di sbarcare sullo schermo in chiaro, sia per presentarsi compiutamente a quei milioni di italiani che ancora non conoscono il colosso del magnate australiano sia per trovare una giusta collocazione sul telecomando di quelle famiglie che la squadra guidata da Andrea Zappia vuole ancora raggiungere. E quel posto gli sarebbe garantito proprio dal tasto 9, che oggi è appannaggio di Dee Jay Tv del gruppo Espresso.

Sul deal pende però un'incertezza non di poco conto. È infatti di pochi giorni fa la sentenza del Consiglio di Stato sul sistema Lcn, l'assegnazione dei numeri sul telecomando digitale alle varie emittenti televisive. La sentenza del massimo grado di giustizia amministrativa ha un po' rimesso in discussione la delibera dell'Autorità per le Comunicazioni che aveva diviso in decine, dai generalisti classici nazionali ai semigeneralisti per finire agli specialisti e alle tv locali, gli aventi diritto alla casella numerata sul telecomando: secondo la decisione dei giudici, l'Agcom, come comunicato dalla stessa autorità guidata da Angelo Marcello Cardani, dovrà rivedere i criteri ma questa decisione non dovrebbe intaccare la già avvenuta assegnazione del tasto 9 al gruppo Espresso.

E proprio quel numero magico ha attirato gli appetiti di Sky, tanto da indurre gli uomini di Murdoch ad avviare un'alleanza di ferro con De Benedetti: un conto è trasmettere Cielo dal numero 26, quello originariamente assegnato dall'Agcom, un altro è irradiare i propri programmi e SkyTg24 dall'ultimo tasto disponibile sui telecomandi delle famiglie italiane.

Una differenza che può produrre subito decine di milioni di euro in più di pubblicità in un comparto che non aspetta altro per rialzare la testa e rivedere un po' di luce in fondo al tunnel. Evidentemente, e questo è stato detto chiaramente dagli uomini di Sky Italia, laddove l'Autorità per le Comunicazioni dovesse invece rivedere le sue decisioni e in qualche modo non assegnare più il tasto 9 al gruppo Espresso, tutto l'impianto del pre-accordo finirebbe in alto mare, fino a un esito non positivo della trattativa.

La possibile nuova alleanza Sky-Espresso avrà poi un effetto deflagrante sui riassetti in tutto il sistema editoriale italiano (in questi giorni alcuni gruppi stanno mettendo a segno in borsa rialzi molto consistenti, a cominciare dai titoli dell'Ingegnere per finire a Rcs), a partire proprio dalla decisione di Telecom Italia di cedere la rete che ha ormai tra i suoi uomini di punta gente come Enrico Mentana, Gad Lerner e Michele Santoro. È infatti ormai partito lo sprint finale per la vendita di La7. Sul tavolo di Telecom Italia, azionista di controllo della rete televisiva, sono arrivate all'inizio dell'estate una quindicina di manifestazioni di interesse.

Aperta una data room ai partner interessati, si stanno stringendo i tempi ed entro il 24 settembre saranno formalizzate le offerte vincolanti. In corsa ci sono, secondo le indiscrezioni, una serie di operatori di settore tra cui Al Jazeera, Liberty Media, Discovery Channel e appunto Sky Italia, oltre a una serie di fondi tra cui Clessidra di Claudio Sposito assieme a Marco Bassetti. Molti degli operatori istituzionali sarebbero interessati soprattutto al business delle frequenze.

 

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