blackhat di michael mann -102

IL CINEMA DEI GIUSTI - "BLACKHAT" DEL MAESTRO MICHAEL MANN È UNO DEI PIÙ GRANDI FLOP DEGLI ULTIMI ANNI. MA È ANCHE UNO DEGLI ACTION MOVIE PIÙ INTERESSANTI DELLA STAGIONE, CON SCENE DALLO STILE PERFETTO CHE VALGONO DA SOLE IL BIGLIETTO

Marco Giusti per Dagospia

 

blackhat di michael mann  108blackhat di michael mann 108

Blackhat di Michael Mann.

 

Fermi tutti. Anche se in America e in quasi ogni altra parte del mondo è stato accolto nella più completa indifferenza e la Legendary Pictures ha perso qualcosa come 90 milioni di dollari, questo cyber-thriller, Blackhat, diretto da un maestro come Michael Mann, autore di Collateral e Heath, già definito uno dei più grandi flop degli ultimi anni, 70 milioni di dollari di budget e solo 7 di incasso in Usa, è uno degli action movie più interessanti della stagione. Facevamo bene a non fidarci troppo dei critici americani, anche se Manohla Dargis su “The New York Times”, lo aveva difeso con vigore. Non è facilissimo spiegare il perché di un insuccesso così vasto, anche perché il film è costruito per un pubblico internazionale, soprattutto asiatico.

blackhat di michael mann  107blackhat di michael mann 107

 

E almeno lì, insomma, si sperava che andasse bene. Va detto che quando vedi un pirata informatico all’opera vedi solo un tizio davanti a un computer, e questo non è il massimo dell’interesse e dell’azione al cinema. Ma non basta lo stesso a spiegare un rifiuto così totale da parte del pubblico. Anche perché il protagonista è il superfusto australiano Chris Hemsworth, cioè il Thor dei film Marvel, che viene fatto uscire di prigione, dove scontava una pena di 15 anni per una megatruffa di carte di credito, proprio perché unico in grado di capire chi manovra un’azione di cyber-criminalità internazionale che potrebbe portare a disastri tipo 11 settembre.

blackhat di michael mann  106blackhat di michael mann 106

 

Chi lo ha fatto uscire a tutti i costi è un suo vecchio amico di cyber-scherzi giovanili, Chen Dawai, interpretato dalla star cinese Leehonn Wang al suo primo film americano, ora tenente di polizia, che è stato mandato dai suoi superiori in America per capire, assieme alla poliziotta Carol Barrett, cioè Viola Davis, chi possa aver provocato un assalto informatico così pericoloso e perché.

 

blackhat di michael mann  105blackhat di michael mann 105

Chen riuscirà a fare uscire dal gabbio il suo vecchio amico Nick Hathaway, cioè Chris Hemsworth, in camicia per tutto il film, neanche uno spazzolino e una valigetta, e inizieranno subito una specie di caccia al criminale internazionale che dall’America ci porterà rapidamente a Hong Kong, poi in Malesia e infine a Jacarta. Il modello è quello del thriller bondiano con un piccolo gruppo di eroi alla caccia di una misteriosa banda di cattivi e di un loro fantomatico capo che stanno provocando una serie di disastri in varie parti del mondo. Boom! Esplosioni a catena.

 

blackhat di michael mann  104blackhat di michael mann 104

Apparentemente senza senso. Mettiamoci anche che la sorella di Chen, la bella Wei Tang, anche lei al suo primo film americano, e come Leehonn Wang scoperta da Ang Lee in Lussuria, si innamora subito del fusto Nick Hathaway. E mettiamoci che i cattivi, agli ordini di un pericoloso libanese interpretato da Ritchie Coster (non male), sono davvero senza pietà. I buoni, anche se vanno avanti nella loro ricerca, non fanno che perdere uomini per tutto il film. Un disastro.

 

blackhat di michael mann  103blackhat di michael mann 103

Ci sono varie scene da antologie degne del nome e della fama del regista che non vi racconterò per non spoilerare troppo, ma che valgono da sole il biglietto. Michael Mann, che ha scritto il film assieme a un ex-montatore, Morgan Davis Foehl, ma solo questo è accreditato nei titoli, tiene insieme con grande ritmo un racconto davvero complesso. Inoltre supermontato, con bella musica di Atticus e Leopold Ross oltre che di Harry Gregson Williams, che pur accreditato nei titoli di testa non ha riconosciuto il suo lavoro a film finito.

blackhat di michael mann  102blackhat di michael mann 102

 

Diciamo che è un thriller tecnicamente di grandissimo stile con riprese notturne paurose, oltre a essere anche il primo film di Mann girato interamente in digitale, e quasi totalmente in Asia. Per molti critici il problema maggiore è che c’è appunto troppo stile, troppa ricerca tecnica e poco interesse per la storia.

 

blackhat di michael mann  101blackhat di michael mann 101blackhat di michael mann  100blackhat di michael mann 100

Magari non è neppure così accattivante puntare sul mercato asiatico con un film costruito su una complicata storia degli attacchi ai sistemi informatici. Mann sostiene di essersi ispirato alla storia della Stuxnet, un vero attacco che nel 2010 fece crollare un quinto della potenza nucleare iraniana. Aspettiamo il film a una rilettura critica, magari tra una decina d’anni. Comunque da vedere. In sala dal 12 marzo.  

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...