anna masera

“LA STAMPA” DEDICA UN ARTICOLO ALLE CONCERTISTE SEXY E UNA DELLE CRONISTE DEL QUOTIDIANO, ANNA MASERA, INSORGE COME LORENA BOBBIT CON L’AUTORE DEL PEZZO, SANDRO CAPPELLETTO, E CON IL DIRETTORE MOLINARI: "SOSTENERE CHE L'UOMO SCEGLIE DI COMPRARE UN CD PERCHÉ IN COPERTINA C'È UNA DONNA SVESTITA SEMBRA UN RAGIONAMENTO DATATO, SPECIALMENTE VISTO CHE IL SERVIZIO È STATO PROPOSTO AL PUBBLICO NON COME ARTICOLO DI COSTUME, MA COME 'INCHIESTA': CHE COSA INDAGA?"

Anna Masera per “la Stampa”

 

 

ANNA MASERA

Il servizio intitolato «Le concertiste sexy mettono la minigonna e la musica classica scala le classifiche» pubblicato ieri su «La Stampa» a firma di Sandro Cappelletto è stato oggetto di un' accesa discussione in redazione e non solo. E come al solito i confronti fanno bene e ci indicano la direzione giusta. «Certo bastano una minigonna e uno sguardo ammiccante, a che cosa servono secondo le migliaia di ore di studio. Invece di guardare la minigonna, guardate l' espressione e la tecnica!» commenta amareggiata via Twitter una lettrice musicista (Fiorella, di Torino).

 

khatia buniatishvili 21

Il servizio parla di un fenomeno noto di questi tempi dove l' apparire è più importante dell' essere. Sottolinea i ragionamenti di marketing per vendere e rendere più pop un genere musicale «alto» dietro l' abbigliamento delle concertiste, ma forse sarebbe stato utile sottolineare che anche nella musica classica le donne ritengono di potersi vestire come vogliono.

 

khatia buniatishvili 35

Sostenere che l' uomo sceglie di comprare un cd perché in copertina c' è una donna svestita sembra un ragionamento datato, specialmente visto che il servizio è stato proposto al pubblico non come articolo di costume, ma come «Inchiesta» di primo piano: che cosa indaga? E' arricchito da grafici in cui i numeri riguardano la percentuale di ascoltatori di musica classica e di donne musiciste, ma l' articolo descrive il Ìook delle concertiste, non affronta il tema delle scelte di marketing delle maggiori etichette discografiche. Non dice che cosa succede se una musicista talentuosa non rientra nei canoni estetici del suddetto marketing.

alice sara ott 23

 

Forse, se al servizio avesse partecipato anche una giornalista donna, la diversità di genere avrebbe contribuito ad apportare una diversità di visione: dopotutto il fenomeno di marketing che punta sull' aspetto - tutt' altro che nuovo - riguarda anche i musicisti maschi, che posano a loro volta mettendo il fisico in risalto su giornali e riviste in cerca del successo di pubblico. Non si tratta di una battaglia per tutelare la sensibilità femminile, ma per un giornalismo in sintonia con i nostri tempi.

 

maurizio molinari premio e' giornalismo 2018

Abbiamo posto la questione all' autore e al direttore. «La lettrice di Torino ha ragione: bisogna ascoltare con le orecchie, non con gli occhi. Ho cercato di dire proprio questo, ma forse il messaggio non è arrivato e mi scuso se ho offeso la vostra sensibilità» risponde Cappelletto, che a 67 anni si autodefinisce un maschio italiano «tardo-adulto» secondo i parametri Istat. Per Maurizio Molinari «i cambiamenti del costume vanno conosciuti e discussi, anche al prezzo di sollevare contrasti».

 

alice sara ott 22

CHI SALVERÀ LA MUSICA CLASSICA? LE MUSICISTE BONE – DALLA BOMBASTICA LOLA ASTANOVA ALLA CINESE YUYA WANG, PASSANDO PER LA GEORGIANA KHATIA BUNIATISHVILI, LE CONCERTISTE POSANO IN ABITI SUCCINTI SU INSTAGRAM – MIGLIAIA DI CLIC E NON SOLO, ANCHE LA DEUTSCHE GRAMMOPHON SI ADEGUA: SUL SITO DELL’AUSTERA ETICHETTA DISCOGRAFICA LE BELLE RAGAZZE SI ALTERNANO COME SU UNA RIVISTA DI MODA… – FOTOGALLERY HOT + VIDEO

https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/chi-salvera-musica-classica-musiciste-bone-ndash-207379.htm

ANNA MASERAanna masera

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