MARACANÀ? MAVACAGÀ! - IL PROGRAMMA PALLONARO VOLUTO DA ANDREA VIANELLO NAUFRAGA PRIMA ANCORA DI INZIARE

Marco Castoro per "la Notizia giornale"

Doveva essere il programma cult della stagione sportiva. Il fiore all'occhiello del nuovo corso di Raitre. Alla fine è diventato un flop prima ancora di cominciare. Ogni riferimento a Maracanà non è casuale. Anzi è voluto. La trasmissione non si farà. Almeno per questa stagione. Rimanda oggi e rimanda domani si è arrivati alla decisione che è meglio rinunciare all'idea. Anche sulla scelta dei conduttori erano circolati più nomi che hanno intorbidito le idee. Polito, Geremicca e soci. E chi più ne ha più ne metta.

Dove siano finiti nessuno lo sa. La seconda serata del lunedì è la migliore collocazione per ottenere ascolti, visto che coinvolge milioni di appassionati del bar sport in tv. I due neo direttori delle testate sportive di Rai e Mediaset, Mauro Mazza e Claudio Brachino, hanno puntato subito a occupare lo spazio canonico. Su Italia 1 sta andando molto bene Tiki Taka con Pierluigi Pardo. Mentre Raisport ha rispolverato il Processo del lunedì, un brand storico della Rai, affidato alla conduzione di Enrico Varriale, un figlioccio di Aldo Biscardi.

Per scelta del direttore Mazza il Processo parte in prima serata e viene trasmesso da Raisport 1, il canale digitale che ancora, almeno dal punto di vista degli ascolti, è ben lontano dai generalisti. Seppure il Processo sia la trasmissione più vista della rete se si escludono gli eventi in diretta. Il problema è la prima serata.

Mazza ha deciso di partire subito perché altrimenti avrebbe preso la linea in seconda serata con lo 0,1 di share. Mentre così la media complessiva arriva intorno allo 0,7-0,8% di share con una seconda serata che cresce continuamente fino a varcare la soglia dell'1% poco dopo le 23 per arrivare a 230 mila spettatori (1,2% di share) che fanno salire la media a 140 mila. Guardando i dati viene da mordersi le mani.

Se il Processo andasse in onda su Raitre o su Raidue nella seconda serata del lunedì gli ascolti sicuramente sarebbero migliori e la concorrenza con Tiki Taka sarebbe più affascinante. Non a caso la puntata che ha fatto più ascolti del Processo di quest'anno è stata quella andata in onda in seconda serata dopo una partita dell'Under 21. Traino ideale per il calciofilo tv. Anche il fatto di avere 4-5 break pubblicitari e un milione di contatti in ogni trasmissione rappresentano buoni attestati di stima per il programma condotto da Varriale.

Intanto è partita ufficialmente la programmazione di Sport 1, il nuovo canale edito dal gruppo LT Multimedia dedicato al calcio che ha sostituito Sportitalia. Michele Criscitiello e Alfredo Pedullà ci sono ancora alla guida del programma di punta che si chiama Football Clan. La trasmissione va in onda ogni sera, dal lunedì al venerdì, dalle ore 23 alle ore 24, si occupa di calciomercato e sembra la fotocopia di quella che andava in onda su Sportitalia.

NOMINE, ECCO I VICEDIRETTORI RAI FICTION. FICO BOCCIA IL CONTRATTO COL MEETING DI CL
Come già anticipato da La Notizia in Rai è tempo di nomine di assestamento. Le poltrone che girano sono quelle della Radiofonia e di Isoradio. La prima dovrebbe andare a Nicola Sinisi, che prenderebbe il posto di Bruno Socillo (destinato alla presidenza di Rai World).

La seconda a Danilo Scarrone. Poi ci sono da nominare i quattro vicedirettori di RaiFiction voluti dal direttore Eleonora Andreatta. Tre dovrebbero essere nuovi e uno confermato (Paolo Bistolfi). Sembrano sicuri di ricevere la nuova mansione Luca Milano e Francesco Nardella. Per il terzo nome si pescherà nella rosa degli attuali (o ex) di Raiuno.

Intanto in Vigilanza non è andato giù il contratto di sponsorizzazione che Viale Mazzini sta per stipulare con il Meeting di Rimini di Cl. «Ho presentato in commissione il quesito sull'offerta di 700 mila euro (per 3 anni) che la Rai avrebbe fatto a Comunione e Liberazione per ottenere l'esclusiva del Meeting estivo di Rimini - ha detto il presidente Roberto Fico - Chiedo ai vertici Rai se l'accordo esiste e quali sono le ragioni che hanno portato l'azienda a presentare questo tipo di offerta agli organizzatori dell'evento.

Se il contratto già esistesse, sarebbe da stracciare. È assurdo che vengano stanziati soldi pubblici per seguire eventi di questo genere. Allora anche i partiti o le associazioni di categoria potrebbero richiedere di essere pagati per garantire il libero accesso ai giornalisti nelle convention».

 

 

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