leonardo dicaprio brad pitt quentin tarantino once upon a time in hollywood c'era una volta a hollywood

PER QUENTIN NON È SOLO RESSA MA ANCHE RISSA - NON C’È DUBBIO CHE DI TUTTI I FILM VISTI FINORA A CANNES, IL TARANTINO È SICURAMENTE QUELLO CHE PIACERÀ DI PIÙ E INCASSERÀ DI PIÙ. PERÒ IL FILM DIVIDE: UNA DISCUSSIONE AL CAFFÈ FRA GLI INVIATI DI DUE PRESTIGIOSI QUOTIDIANI ITALIANI È FINITA A URLA E INVETTIVE (DIMOSTRAZIONE DEL DIVARIO SEMPRE PIÙ AMPIO FRA CRITICA E PUBBLICO)

tarantino pitt

Alberto Mattioli per La Stampa

 

Tarantolati da Tarantino. Il day after è isterico come quello della proiezione del film. Anzi, una ne è stata aggiunta oggi a furor di popolo, specie degli accreditati-paria che non hanno il pass del colore giusto (si va dal paradiso del bianco all’inferno del giallo, infatti subito paragonato alla stella d’infame memoria dai soliti esagerati) e che erano rimasti a Tarantino asciutto.

 

E poi: file interminabili e code e spintoni per entrare alla conferenza stampa, anche perché, Quentin a parte, Brad e Leo sono in grado di alzare alquanto la temperatura della sala, come si era del resto visto alla prima proiezione quando Pitt si è tolto la t-shirt e si è sentito un sospiro collettivo (per i maschietti non gay - qualcuno ci sarà pure - segnalo comunque la protagonista femminile, Margot Robbie, che è talmente perfetta da non sembrare nemmeno umana).

once upon a time in hollywood

 

Però Tarantino non ha fatto l’unanimità. Se i tarantiniani di stretta osservanza sono “aux anges”, più in estasi della santa Teresa del Bernini, in realtà il film divide. Nella stampa francese, che peraltro oggi è solo sul web perché il consueto sciopero dei distributori ha impedito l’uscita dei giornali di carta, e chissà se qualcuno se n’è accorto, di “C’era una volta a Hollywood”, al solito, “Libération” parla male e “Le Figaro” parla bene, ma è normale perché non c’è argomento sul quale i due quotidiani concordino e non si capisce perché possa essere il cinema. Si aspetta comunque il verdetto di “Le Monde”.

leonardo di caprio e brad pitt 1

 

Gli italiani sono mediamente dubbiosi, con una certa prevalenza di “no”. Di certo, Tarantino non lascia indifferenti e, raccontano, una discussione al caffè fra gli inviati di due prestigiosi quotidiani italiani è finita a urla e invettive, insomma per Quentin non è solo ressa ma anche rissa. E in ogni caso il suo film è la dimostrazione palmare (anche se forse non palmabile, da quel che si sussurra) del divario sempre più ampio fra critica e pubblico, fra quello che piace nel fortino autoreferenziale del Palais e quel che piace al resto del mondo.

brad pitt e leonardo dicaprio sul red carpet di cannes 5

 

Non c’è dubbio infatti che di tutti i film visti finora a Cannes, il Tarantino è sicuramente quello che piacerà di più e incasserà di più. Però molti addetti ai lavori l’hanno trovato un Tarantino minore nel migliore dei casi o un film tout court non riuscito nel peggiore. Qualcosa non quadra. Però Peter Bradshaw, il critico del “Guardian” più seguito da chi legge l’inglese, gli ha dato cinque stelle. Sicché se il film non piace ai critici italiani, pazienza.

trailer once upon a time in hollywood 3trailer once upon a time in hollywood 5 once upon a time in hollywood 2once upon a time in hollywood 3trailer once upon a time in hollywood 1

 

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