1. QUANTA IPOCRISIA SUI LIGRESTOS IN GALERA (NON SI MINACCIANO LE BANCHE IMPUNEMENTE) 2. DOPO AVER AVUTO DON SALVATORE NELL’AZIONARIATO DI VIA SOLFERINO PER ANNI, DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE, IL CORRIERE DELLE BANCHE CREDITRICI MOLLA IL CLASSICO CALCIO DELL’ASINO A LIGRESTI, ORMAI INVISO A MEDIOBANCA E UNICREDIT. COSÌ, NEL GIORNO DEGLI ARRESTI, SI SCOPRE “QUELL’ANOMALIA TUTTA ITALIANA DI ‘MISTER 5%’ 3. IL GOVERNINO DI LETTANIPOTE SI SALVERÀ ANCHE QUESTA VOLTA, MA DI ORA IN ORA LA DIFENDIBILITÀ DEL VICEPREMIER ALFANEYEV APPARE SEMPRE PIÙ COMPLICATA. VEDIAMO CHE DIRÀ OGGI RE GIORGIO, CHE SULLO SCANDALO KAZAKO FINORA NON HA MONITATO

a cura di Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota)

1 - UNA REPUBBLICA FONDATA SUL "NULLA SACCIO"
I figli di Ligresti firmavano bilanci e ritiravano premi, "ma loro non c'entrano niente". Parola di don Salvatore dagli arresti domiciliari. Il ministro per mancanza di prove Alfaneyev nulla sapeva del pasticciaccio kazako e, in assenza della segretaria e dell'autista, scarica tutto sul capo di gabinetto e sulla polizia intera.

E' proprio vero, la classe digerente di questa disgraziata Repubblica è specializzata nel cumulare gli onori e nello scaricare gli oneri, sulla base di un solo principio: fanno tutto i miei sottoposti, che sono pagati per questo. A tutti i livelli. Ma se è così, allora tanto vale affidare governo, aziende, banche e assicurazioni a un bel plotone di prestanome e poi godersi lo spettacolo dalle Cayman. Dove stavano per scappare i Ligrestos.

2 - QUANTA IPOCRISIA SUI LIGRESTOS (NON SI MINACCIANO LE BANCHE)
Repubblica si gode la retata torinese: "Fonsai, arrestati i Ligresti e gli ex manager del gruppo, ma Paolo in Svizzera si salva. L'accusa: bilanci falsi. Salvatore: ‘I miei sono innocenti'. "Cavalli, borse e appartamenti di lusso. Per gli hobby dei figli conto da record". "Per la fuga pronti un aereo e 14 milioni di euro'. I giudici fermano l'ultima beffa ai risparmiatori. ‘Spaccato inquietante di un'azienda piegata agli interessi di famiglia" (pp. 12-13).

Bagnato il naso alla procura di Milano, tanto per la cronaca. Impietosa la Stampa, dopo i lunghi anni di rispetto e amicizia con il gruppo Sai: fotona in prima pagina dell'intero clan di Paternò sotto il titolo "Ligresti, una famiglia in manette". Dentro, Francesco Manacorda si sfoga: "Don Salvatore, una vita tra mattoni, alta finanza e guai con la giustizia.

Condannato due volte, è stato un pilastro dei ‘salotti buoni'. Dalla tutela di Cuccia allo scontro finale con Mediobanca. Legato fin dagli anni 60 alla famiglia La Russa, poi al Psi e a Berlusconi" (p. 9). Sul Cetriolo Quotidiano, Gianni Barbacetto ricorda: "Erano tutti pazzi di don Salvatore. Da Craxi a Cuccia, da Berlusconi a Geronzi, usato e sempre protetto in ogni salotto. Da costruttore di area socialista a perno dei poteri forti: Mediobanca affidò alla sua obbedienza il gioiello Fondiaria" (p. 7).

Dopo avercelo avuto nell'azionariato per anni, direttamente o indirettamente, il Corriere delle banche creditrici molla il classico calcio dell'asino a don Salvatore, ormai inviso a Mediobanca e Unicredit. Così, nel giorno degli arresti, si scopre "Quell'anomalia tutta italiana di ‘mister 5%'. La stagione dei debiti e degli affari di relazione" (p. 13, il vicedirettore in persona). E sempre sul Corriere, Giusy Fasano parla con gli avvocati dei Ligrestos e ci regala uno struggente virgolettato del patriarca dagli arresti domiciliari: "I miei figli non hanno mai avuto il ruolo che gli danno nell'ordinanza e non si meritano quello che gli sta succedendo. Nessuno di loro ha mai fatto nulla di illegale" (p. 11).

Mentre la figlia Giulia si presenta come una crocerossina: "Io a rischio fuga? Sono tornata ora da Gaza. Avvocato, le raccomando i miei figli". Fuori linea Littorio Feltri, con il suo editoriale sul Giornale ("La leggenda di Don Salvatore, il Ligresti che mi piace", p. 1). Meglio furbi che ipocriti.

4 - ULTIME DA KAZAKILANDIA
Il governino di Lettanipote forse si salverà anche questa volta, ma di ora in ora la difendibilità del vicepremier Alfaneyev appare sempre più complicata. Vediamo che dirà oggi Re Giorgio, che sullo scandalo kazako finora non ha ancora monitato. Per il Corriere, "La ‘strana coppia' serra i ranghi per non far cadere il governo". Loro sono Enrichetto e Angelino. "Il titolare dell'Interno: coinvolti in una cosa più grande di noi". Il governo? "E ora il Quirinale mette a punto la rete di protezione" (p. 4). Pompieri in azione sul Messaggero: "Napolitano chiede chiarimenti: ma niente rischi per l'esecutivo" (p. 3). Sarà, ma non sembra tanto.

Al piddìmenoelle hanno sempre le idee chiare: "Il Pd in rivolta contro Alfano. La segreteria avverte: ‘Niente sfiducia ma il ministro è in discussione. Renzi: ‘Non paghi solo la polizia'. Letta: lui non ha colpe" (Repubblica, p. 2). Il Rottamatore si fa intervistare dalla Stampa e dice: "Sono stufo del partito ma non voglio far cadere questo governo". Sublime il passaggio in cui racconta: "Dalla cancelliera sono andato a parlare delle nostre aziende che sono ancora forti" (p. 3). Adesso lavora anche all'Ice?

Sul fronte dell'inchiesta, curiosa la storia della società di investigazioni private israeliana che faceva pedinare Ablyazov in Italia. La racconta Davide Frattini sul Corriere: "Il detective israeliano e l'attrice che doveva sedurre il religioso. L'investigatore è stato coinvolto come testimone nell'indagine sul ricatto a un uomo d'affari ultraortodosso. L'ammissione di Amit Forlit: "Io ho assunto i tre 007 italiani per seguire Ablyazov...Non voglio dire altro" (p. 7). Finalmente uno serio in tutta questa vicenda. Il Giornale, per ovvie ragioni, è l'unico a valorizzare un minimo la storia del Mortadella da esportazione: "Quando Prodi flirtava con il leader kazako. Altro che regime, per l'ex premier ‘sta per diventare un Paese altamente sviluppato" (p. 6).

5 - BUNGA BUNGA DA ESPORTAZIONE (NON SPETTINATE BONAIUTI)
L'ex deputato di Fli Claudio Barbaro legge della presa di distanza del Banana dal caro Nazarbayev, gli girano i santissimi e allora chiama Alessandro Ferrucci per raccontargli una storia fantastica ("Vieni nella Dacia, portati il pigiama", p. 4). In un incontro ufficiale con un incolpevole papavero australiano, Papy Silvio si dilungò su una festa con trenta ragazze "vestite di metallo" messe a disposizione dal satrapo kazako in occasione del suo viaggio ad Astana. Lui naturalmente si astenne dal bunga bunga, ma Valentino Valentini e Paolo Bonaiuti sparirono per qualche ora. E il secondo riapparve più tardi "con gli occhiali storti e le lenti appannate". Intervista tutta da leggere.

6 - L'ONORE DI MORI
Le sentenze si commentano e si rispettano, quindi onore al generale Mori e al suo braccio destro Obinu che sono stati assolti da accuse infamanti. "Mori non favorì Provenzano'. Assoluzione dopo cinque anni. Trasmesse alla Procura le deposizioni di Ciancimino jr. In tribunale esponenti delle Agende rosse gridano contro i giudici: ‘Vergogna! Si dimostra che lo Stato non processa se stesso" (Corriere, p. 16). Per Giovanni Bianconi "è un colpo che fa vacillare le tesi sulla Trattativa".

7 - FREE MARCHETT
"Lapo sulle orme del bisnonno Giovanni, premio a Detroit per la sua creatività. Ha contribuito a innovare il marchio Fiat prima di mettersi in proprio come imprenditore". Comico pezzullo sulla Repubblica (p. 24), dal quale si apprende anche che Lapone è negli States per grandi affari: "Nei prossimi giorni potremmo rendere noto un accordo importante". Qualcuno lo avvisi che adesso Italia Independent è quotata in Borsa e non è che uno apre bocca e ci dà fiato.
colinward@autistici.org

 

 

I VERTICI DI FONDIARIA - LA FAMIGLIA LIGRESTIzt03 famiglia ligresti giulia salvatore jonellaFAMIGLIA LIGRESTI ligresti salvatorejonella e salvatore ligrestiALBERTO NAGEL E SALVATORE LIGRESTISalvatore LigrestiGiulia Ligresti ALFANO ENRICO LETTA Giorgio Napolitano e Angelino Alfano

Ultimi Dagoreport

funerale di papa francesco bergoglio

DAGOREPORT - COME È RIUSCITO IL FUNERALE DI UN SOVRANO CATTOLICO A CATTURARE DEVOTI E ATEI, LAICI E LAIDI, INTELLETTUALI E BARBARI, E TENERE PRIGIONIERI CARTA STAMPATA E COMUNICAZIONE DIGITALE, SCODELLANDO QUELLA CHE RESTERÀ LA FOTO DELL’ANNO: TRUMP E ZELENSKY IN SAN PIETRO, SEDUTI SU DUE SEDIE, CHINI UNO DI FRONTE ALL’ALTRO, INTENTI A SBROGLIARE IL GROVIGLIO DELLA GUERRA? - LO STRAORDINARIO EVENTO È AVVENUTO PERCHÉ LA SEGRETERIA DI STATO DEL VATICANO, ANZICHÉ ROVESCIANDO, HA RISTABILITO I SUOI PROTOCOLLI SECOLARI PER METTERE INSIEME SACRO E PROFANO E, SOPRATTUTTO, PER FAR QUADRARE TUTTO DENTRO LO SPAZIO DI UNA LITURGIA CHE HA MANIFESTATO AL MONDO QUELLO CHE IL CATTOLICESIMO POSSIEDE COME CULTURA, TRADIZIONE, ACCOGLIENZA, VISIONE DELLA VITA E DEL MONDO, UNIVERSALITÀ DEI LINGUAGGI E TANTE ALTRE COSE CHE, ANCORA OGGI, LA MANIFESTANO COME L’UNICA RELIGIONE INCLUSIVA, PACIFICA, UNIVERSALE: “CATTOLICA”, APPUNTO - PURTROPPO, GLI UNICI A NON AVERLO CAPITO SONO STATI I CAPOCCIONI DEL TG1 CHE HANNO TRASFORMATO LA DIRETTA DELLA CERIMONIA, INIZIATA ALLE 8,30 E DURATA FINO AL TG DELLE 13,30, IN UNA GROTTESCA CARICATURA DI “PORTA A PORTA”, PROTAGONISTI UNA CONDUTTRICE IN STUDIO E QUATTRO GIORNALISTI INVIATI IN MEZZO ALLA FOLLA E TOTALMENTE INCAPACI…- VIDEO

andrea orcel gaetano caltagirone carlo messina francesco milleri philippe 
donnet nagel generali

DAGOREPORT - COSA FRULLAVA NELLA TESTA TIRATA A LUCIDO DI ANDREA ORCEL QUANDO STAMATTINA ALL’ASSEMBLEA GENERALI HA DECISO IL VOTO DI UNICREDIT A FAVORE DELLA LISTA CALTAGIRONE? LE MANGANELLATE ROMANE RICEVUTE PER L’OPS SU BPM, L’HANNO PIEGATO AL POTERE DEI PALAZZI ROMANI? NOOO, PIU' PROBABILE CHE SIA ANDATA COSÌ: UNA VOLTA CHE ERA SICURA ANCHE SENZA UNICREDIT, LA VITTORIA DELLA LISTA MEDIOBANCA, ORCEL HA PENSATO BENE CHE ERA DA IDIOTA SPRECARE IL SUO “PACCHETTO”: MEJO GIRARLO ALLA LISTA DI CALTARICCONE E OTTENERE IN CAMBIO UN PROFICUO BONUS PER UNA FUTURA PARTNERSHIP IN GENERALI - UNA VOLTA ESPUGNATA MEDIOBANCA COL SUO 13% DI GENERALI, GIUNTI A TRIESTE L’82ENNE IMPRENDITORE COL SUO "COMPARE" MILLERI AL GUINZAGLIO, DOVE ANDRANNO SENZA UN PARTNER FINANZIARIO-BANCARIO, BEN STIMATO DAI FONDI INTERNAZIONALI? SU, AL DI FUORI DEL RACCORDO ANULARE, CHI LO CONOSCE ‘STO CALTAGIRONE? – UN VASTO PROGRAMMA QUELLO DI ORCEL CHE DOMANI DOVRA' FARE I CONTI CON I PIANI DELLA PRIMA BANCA D'ITALIA, INTESA-SANPAOLO…

donald trump ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - UN FACCIA A FACCIA INFORMALE TRA URSULA VON DER LEYEN E DONALD TRUMP, AI FUNERALI DI PAPA FRANCESCO, AFFONDEREBBE IL SUPER SUMMIT SOGNATO DA GIORGIA MELONI - LA PREMIER IMMAGINAVA DI TRONEGGIARE COME MATRONA ROMANA, TRA MAGGIO E GIUGNO, AL TAVOLO DEI NEGOZIATI USA-UE CELEBRATA DAI MEDIA DI TUTTO IL MONDO. SE COSÌ NON FOSSE, IL SUO RUOLO INTERNAZIONALE DI “GRANDE TESSITRICE” FINIREBBE NEL CASSETTO, SVELANDO IL NULLA COSMICO DIETRO AL VIAGGIO ALLA CASA BIANCA DELLA SCORSA SETTIMANA (L'UNICO "RISULTATO" È STATA LA PROMESSA DI TRUMP DI UN VERTICE CON URSULA, SENZA DATA) - MACRON-MERZ-TUSK-SANCHEZ NON VOGLIONO ASSOLUTAMENTE LA MELONI NEL RUOLO DI MEDIATRICE, PERCHÉ NON CONSIDERANO ASSOLUTAMENTE EQUIDISTANTE "LA FANTASTICA LEADER CHE HA ASSALTATO L'EUROPA" (COPY TRUMP)...

pasquale striano dossier top secret

FLASH – COM’È STRANO IL CASO STRIANO: È AVVOLTO DA UNA GRANDE PAURA COLLETTIVA. C’È IL TIMORE, NEI PALAZZI E NELLE PROCURE, CHE IL TENENTE DELLA GUARDIA DI FINANZA, AL CENTRO DEL CASO DOSSIER ALLA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (MAI SOSPESO E ANCORA IN SERVIZIO), POSSA INIZIARE A “CANTARE” – LA PAURA SERPEGGIA E SEMBRA AVER "CONGELATO" LA PROCURA DI ROMA DIRETTA DA FRANCESCO LO VOI, IL COPASIR E PERSINO LE STESSE FIAMME GIALLE. L’UNICA COSA CERTA È CHE FINCHÉ STRIANO TACE, C’È SPERANZA…