GANG E SANGUE - ADDOSSO AI PISCHELLI DELLA GANG DEI “LATIN KING” ARRESTATI A MILANO, OLTRE A PISTOLE E MACHETE, C’ERA UN OPUSCOLO CON LE REGOLE DEL CLAN - RITO DI “INIZIAZIONE”? RESISTERE A UN PESTAGGIO DI QUATTRO MINUTI

Paola Fucilieri per "il Giornale"

Regole di comportamento, codici d'onore, segni e linguaggi convenzionali che solo loro potevano conoscere, svelare e che rappresentavano sia un modo per distinguersi che per celarsi agli estranei ma imporre anche la propria supremazia, li avevano sempre avuti.

Ora, però, i Latin King - la gang latinoamericana nata a Chicago nel 1940 e poi impostasi a livello internazionale per dare una mano e solidarizzare con gli immigrati sudamericani - coltivano ambizioni di grandezza e potrebbero voler espandere i loro confini finora così strettamente etnici.

Allargandosi a un mondo, il nostro, che affrontano sì con prosperidad, libertad a través del Amor come scrivono su un opuscolo di regole redatto a computer e suggellato dalla loro effigie della corona a cinque punte ritrovato casualmente nei giorni scorsi in un giardinetto nella zona centrale Sant'Agostino da una pattuglia del commissariato Porta Genova in servizio di controllo sul territorio.

Tutto questo senza mai disdegnare, però, spaventosi machete (1) coltelli dalle affilate e lunghissime lame (3) e persino una pistola caricata con 7 proiettili, una Beretta calibro 7.65 rubata nel 2011 e nascosta in una delle scarpe dell'unico arrestato tra i sette giovani individuati, che è anche il solo italiano del gruppo, un 21enne con precedenti penali. Un'apertura, verso soggetti «nostrani» che già un'altra gang, i Trevor, anni fa, aveva anticipato proprio a Milano.

I poliziotti l'altra sera hanno notato quei 7 giovani nell'area verde che confina con il Museo della Scienza e della Tecnica. Insieme al mini arsenale che si portavano addosso, l'opuscolo per suggellare la loro iniziazione ai Latin King che non consta sempre o, comunque, semplicemente nel ben noto e ormai folkloristico «3.60», i quattro minuti in cui, due o quattro componenti della pandilla (banda) devono picchiare e «iniziare» il nuovo aspirante. Bensì tutta una serie di ammonimenti, precetti che se non rispettati, anche in un solo caso, determineranno vere e proprie punizioni.

Così, dopo l'arresto dell'italiano con la pistola rubata, la denuncia a piede libero di un ecuadoriano e di un dominicano rispettivamente di 20 e 17 anni che tenevano il machete e i coltelli e la semplice identificazione degli altri quattro giovani (di cui uno è minore) l'attenzione della squadra guidata dal dirigente Alessandra Simone si è concentrata sul «libretto».

Che impone, ad esempio, di osservare il codice del silenzio durante le riunioni; di rispettare uomini e donne ma anche gli ufficiali della gang e la corona proprio come si fa nei confronti di re e regine; di vestirsi in maniera decente e ordinata; di dimostrare amore, lealtà e rispetto alla propria gang, difendendo i colori (giallo e nero) con la mente, con il corpo e l'anima per non permettere che nulla distrugga la gang numericamente o distrugga la corona.

Non obbligare infine nessuno e in nessun modo a entrare nella gang; aver cura che la gente prenda coscienza dei problemi sociali e politici e della condizione a cui è assoggettata; promuovere prosperità e libertà per tutte le persone oppresse; costruire una organizzazione legale e forte finanziariamente diventando un esempio per i giovani.
Seguono le prescrizioni, meno teoriche e più materiali.

Ad esempio: saltare una riunione senza giustificazione comporta una multa e un castigo; arrivare in ritardo a una riunione senza una giustificazione comporta un castigo fisico a 360 gradi; non arrivare ubriaco o drogato a qualunque attività della gang; ogni fratello deve versare una quota settimanale; per assentarsi a una riunione è necessario avere una giustifica. Infine: tutti i fratelli devono essere in regola con gli obblighi e la quota e l'accesso è negato a chi fuma, beve, ruba o commetta atti vandalici.

Saltare una riunione senza giustificazione comporta una multa, ma anche un castigo
Tutti i fratelli devono avere un aspetto fisico e igienico impeccabile. Non arrivare drogati o ubriachi
I latinos devono rispettare sempre la madre e il padre «perché ti misero al mondo»
Negato l'accesso nell'organizzazione a chi fuma, beve, ruba oppure commenta atti vandalici
Tutti i fratelli devono essere in regola con gli obblighi e con la quota dell'iscrizione

 

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