ana foxxx

“FAI LA SCHIAVA DELLA PIANTAGIONE, PER ME, IL TUO PADRONE BIANCO?” - E’ UNO DEI MESSAGGI CHE RICEVE LA PORNOSTAR ANA FOXXX SU ONLYFANS - IL SUO VERO NOME E’ SAVANNAH MAISAH JOHNSON, FIGLIA DI UN MINISTRO DI CULTO, ED È IN PRIMA FILA NEL COMBATTERE IL RAZZISMO NEL PORNO - BARBARA COSTA: “IL ‘RACE PORN’ NEGLI USA PUNTA A RICREARE FANTASIE RAZZISTE: DONNE NERE ARRESTATE E VESSATE DA POLIZIOTTI BIANCHI, CHE GIRANO PORNO CON BANANE, CHE NELL’ATTO SESSUALE CHIAMANO IL LORO PARTNER DI SCENA BIANCO “PADRONE”, E CON BIANCHI CHE INTERPRETANO I…”

Barbara Costa per Dagospia

 

ana foxxx playboy (2)

“Mi fai la p*rca schiava della piantagione, per me, il tuo padrone bianco? “. “NO”. “Ma così mi viene duro”. “NO, ti ho detto, lasciami perdere”. “Ti pago il doppio”. “NO”. “E allora f*ttiti scimmia!!!”. E lo blocchi. E ti ritorna sotto altro nickname, ma è lui, con la stessa richiesta, cambiano i soldi offerti, sono di più, come aumentano gli insulti se continui a dirgli no, “sei solo una putrida c*gna n*gra!!!”.

 

ana foxxx playboy 1

Ecco a che sono servite le sacrosante lotte degli attori porno e delle attrici porno contro il razzismo nel porno: se la loro vita nei set è cambiata, ed è più giusta, il razzismo più becero non è morto, si è "spostato" su OnlyFans. La sgradevolissima conversazione che ho riportato sopra è solo un esempio tra tanti che su OF la pornostar Ana Foxxx denuncia. Ana ha 35 anni, è nel porno dal 2012, è tra le pornostar più seguite, e un simbolo e un traguardo per le nuove leve afro.

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Ana – vero nome Savannah Maisah Johnson, nata a Rialto, California, figlia di un ministro di culto – è stata in prima fila, tra le più combattive a esigere – su scia e forza delle ultime rivendicazioni afro – la fine di un razzismo nel porno fondato fin dal principio sulla disparità salariale. È solamente da un paio di anni che le attrici porno non bianche guadagnano come le bianche a pari tipo di scene e prestazioni.

 

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È solamente da un paio di anni che è andata a farsi friggere l’odiosa pratica degli agenti, di attrici bianche, di farle aspettare a girare la prima scena con un partner non bianco, e di farselo pagare, il debutto interracial, molto molto caro. Prassi sì schifosissima, e razzistissima, e soprattutto perché impossibile ottenere l’inverso: a un’attrice afro mai è stato chiesto di negarsi prima di "concedersi" per copione a un bianco, né di potervi imporre, per tale "sacrificio", una paga gonfiata.

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Il divario economico e di concetto tra performer afro e no è finito nel porno solo perché gli afro hanno pubblicamente sp*ttanato gli agenti e i registi e i boss praticanti razzismo. Uno sp*ttanamento mediatico totale che ha portato a risultati precisi, e all’abolizione di contratti porno dove gli/le attrici non avevano voce, e dove video in apparenza "neutri" venivano riconfezionati e commercializzati dai produttori con contenuti razzisti. Esempio: una pornostar non bianca girava un porno lesbico con una bianca.

 

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A sua insaputa si ritrovava in quel porno titolata "schiava n*gra", e non poteva farci niente. Il dvd era distribuito in tal maniera. Il "race porn" come pensiero e prodotto di norma si attuava così: in una società, quella statunitense, per storia rigata d’odio etnico, i race porn ricreavano sullo schermo aberranti razziste fantasie: donne nere arrestate e vessate e sc*pate duro da poliziotti bianchi, donne nere che girano porno con banane, donne nere che nell’atto sessuale chiamano il loro partner di scena bianco “padrone”, e donne nere con bianchi interpretanti membri del Ku Klux Klan, e donne nere che, per "meritarsi" qualcosa, si porno prostrano ai bianchi. Tutte donne nere apostrofate con vocaboli il più "gentile" dei quali è “nigger”.

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Tutta ′sta m*rda ancora la si trova, su certi siti porno, e in alcuni studios, di nascosto ancora si gira. Perché? Perché è un porno che ha il suo pubblico, sicché la sua richiesta, e relativo guadagno. Chi è razzista cerca e vede nel porno ciò che è in linea col suo razzista schema. Anche nell’eccitazione. Che dipende dal cervello. E se una persona riempie e sozza la sua mente di sozzure suprematiste…

 

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E se ancora non si è riusciti a eliminare dai porno tube termini razzisti quali interracial, ebony, black in tutte le declinazioni e accezioni, ma pure asian, ma pure tutti i colori e le fattezze che nella mente bianca delineano i corpi non bianchi, e che alla grande e santamente fanno girare i maroni ai non bianchi, è proprio Ana Foxxx a spiegarci che il pregiudizio nero è stato, nel porno, troppo a lungo e colpevolmente avallato dagli stessi neri. Ana Foxxx, ex commessa in negozio alimentari, e ex modella, da pornoattrice ha detto sì a “orge con uomini bianchi e io, nera, al centro a dirigere l’operazione”.

 

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In ogni orgia porno è la donna a comandare, e Ana di orge ne ha girate non poche, peccato che in non poche occasioni “gli uomini indossassero magliette con la bandiera confederata”. Ana poteva opporsi, nel porno nessuno e nessuna è obbligato a far alcunché e se una maglietta, o un bacio, una carezza, non ti sta bene, dici di no, non li fai, non te li fanno fare, eppure… “nella mia mente sapevo che quello che stavo facendo era sbagliato… dovevo pagare l’affitto”.

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Ma Ana, motivi economici e no, ha girato anche porno "race cum bang": p*mpini multipli, a più uomini bianchi, “con bandiera confederata sullo sfondo”. E per Ana lo stesso gesto di stirarsi i capelli oggi assume contorni inaccettabili. Ma lei lo ha sempre fatto: nel porno “non te lo chiedevano, era come implicito”.

 

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E Ana Foxxx smaschera un razzismo dei neri nei confronti degli stessi neri. Nel porno. Se il collega afro e di battaglie di diritti afro Ricky Johnson lo contesta, che “mi ritengono non abbastanza afro perché ho la pelle chiara”, la pelle scura di Ana Foxxx è più scura di altre. Lei non può negare che è "anche" per questo che è più cercata, e che è "anche" per questo che ha sopravanzato più di una "nera" collega. È la stessa Ana che lo riconosce: “Io sono fortunata, io sono più scura delle altre, mi distinguo molto”. Ed è il suo essere "più scura" che fa smanacciare i suoi fan, ed è il suo "più scura" che i suoi fan le lodano, che le encomiano. Sono razzisti anche loro?

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