
NON SONO SOLO CANZONETTE: "WE ARE THE WORLD" E IL "LIVE AID" COMPIONO 40 ANNI - LA CANZONE ESEGUITA DA 45 TRA GLI ARTISTI PIÙ POPOLARI DEL MONDO USCÌ NEL MARZO DEL 1985, DIVENTANDO IL SINGOLO CHE HA VENDUTO PIÙ VELOCEMENTE NELLA STORIA DISCOGRAFICA AMERICANA (RACCOGLIENDO 80 MILIONI DI DOLLARI DI AIUTI ALL'ETIOPIA) - IL CRITICO MUSICALE LUCA DE GENNARO: "È STATO IL MOMENTO CHE HA CREATO IL "CULTO DELLA CELEBRITÀ". DA UN GIORNO ALL'ALTRO GLI ARTISTI POP SONO DIVENTATI "FAMOSI PER ESSERE FAMOSI"…" - VIDEO
Estratto dell'articolo di Luca De Gennaro per “la Stampa”
Sono passati esattamente quaranta anni da quando al primo posto nella classifica dei dischi più venduti in America arrivò una canzone eseguita da 45 tra gli artisti più popolari del mondo, uniti per una causa comune: raccogliere fondi per aiutare le zone dell'Africa colpite da carestia. Tutto parte da Harry Belafonte, artista […] e anche attivista politico, pacifista militante, difensore dei diritti civili, da sempre sensibile alle cause umanitarie, colpito dalla straordinaria operazione di Do They Know It's Christmas, il brano benefico per l'Africa con il quale, nel Natale del 1984, Bob Geldof aveva raccolto le maggiori star della musica inglese.
Belafonte dice al potente manager Ken Kragen che anche negli Stati Uniti sarebbe necessario organizzare qualcosa del genere. Kragen ne parla con due tra i suoi clienti: Lionel Richie e il cantante country Kenny Rogers, e subito vengono coinvolti Stevie Wonder e Quincy Jones[…] Michael Jackson si offre di comporre la canzone insieme a Richie, e in una settimana i due creano un inno universale pensato per essere cantato a più voci. […] Kragen e Belafonte si attaccano al telefono e incassano l'adesione delle più grandi popstar americane.
A tutti viene spedita una cassetta con il provino, il testo del brano, e una lettera di Quincy Jones indirizzata a «My fellow artists»: «Queste cassette sono numerate, per favore non le perdete, non fate copie e riportatele la sera della registrazione. Nei prossimi anni, quando i vostri figli vi chiederanno cosa hanno fatto mamma e papà per combattere la fame nel mondo, potrete dire fieramente che questo è stato il vostro contributo». Per raccogliere i proventi della canzone viene creata l'organizzazione United Support of Artists for Africa (USA for Africa).
Tutto avviene nella massima segretezza. Kragen sa bene che se mai si spargesse la voce, nella città più mediatica del mondo, che le maggiori star della musica si stanno per trovare tutte insieme, succederebbe un disastro. […] La registrazione avviene negli studi A&M Records di Hollywood, dove una squadra di centocinquanta persone attrezza la sala d'incisione come un set cinematografico: scenografie, cineprese, carrelli, luci, posizioni predefinite per tutti i cantanti solisti con i nomi scritti per terra.
tributo a harry belafonte durante le registrazioni di we are the world 1
La data scelta è il 28 gennaio, perché quella stessa sera si tengono a Los Angeles gli American Music Awards e da lì molti artisti arrivano direttamente in studio, mentre altri atterrano per l'occasione. Le limousine scaricano nel cortile una dopo l'altra le più grandi stelle del pop americano. […] Quincy Jones affigge all'ingresso un cartello con scritto «Check your ego at the door», lasciate il vostro ego sulla porta. Baci, abbracci, saluti, sorrisi, ripasso del testo per le ventuno parti soliste della canzone. Stevie Wonder e Ray Charles lo studiano insieme con una macchina braille.
[…] Bob Geldof arriva in studio. È appena atterrato dall'Etiopia. «È importante pensare che la vita di milioni di persone quest'anno dipenderà da un pezzo di plastica con un buco in mezzo e una canzone incisa nei suoi solchi. Quello che sta succedendo in Africa è un crimine di proporzioni enormi. Credo che rendersi conto di tutto questo sia il modo migliore per capire perché stasera siamo qui, buon lavoro a tutti».
[…] Si registra come prima cosa il coro finale, poi la sequenza delle parti soliste. Comincia Lionel Richie, poi Stevie Wonder, Paul Simon, Kenny Rogers, Tina Turner, Billy Joel. Il primo ritornello «We are the world» è tutto per Michael Jackson. Per la seconda strofa entra in campo un trio di veterani: Dionne Warwick, Willie Nelson e Al Jarreau, che lanciano il ritornello con cui Bruce Springsteen porta la canzone a un livello superiore.
Nel finale, le ultime due strofe sono per i grandi saggi della musica americana: Bob Dylan e Ray Charles. Il disco esce il 7 marzo, è il singolo che vende più velocemente nella storia discografica americana. La mattina del 5 aprile 1985, Venerdì Santo, ottomila stazioni radio in tutto il mondo trasmettono alla stessa ora We Are the World. USA for Africa raccoglie 80 milioni di dollari di aiuti all'Etiopia. […]
Il 13 Luglio, […] in diretta dagli stadi di Londra e di Philadephia, la parabola delle due canzoni benefiche per l'Africa vedrà il suo effetto più straordinario con Live Aid, il primo concerto globale, trasmesso in diretta televisiva in tutto il mondo (in Italia da Rai 3) e visto da un miliardo di spettatori. «Il Live Aid ha cambiato il mondo», disse Harvey Goldsmith, che organizzò il concerto.
[…] Ma non dimentichiamoci che questo è anche stato il momento che ha creato il "culto della celebrità". Da un giorno all'altro gli artisti pop sono diventati "famosi per essere famosi".
Questo ha cambiato completamente la percezione della musica, che dopo il Live Aid è diventata entertainment».
the greatest night in pop 1
LIVE AID 5
LIVE AID
LIVE AID 30 ANNI FA
LIVE AID 4
the greatest night in pop 2
tributo a harry belafonte durante le registrazioni di we are the world 4
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