trump iran

AMERICA FATTA A MAGLIE - DAZI E IRAN: TRA GLI USA E L’EUROPA PASSA DAVVERO UN OCEANO - L’AMERICA ORA OFFRE AL VECCHIO CONTINENTE LA SCELTA TRA TARIFFE E QUOTE SULL’ACCIAIO. CE N’È TROPPO E DI CATTIVA QUALITÀ, E LA COLPA È TUTTA DELLA CINA - IL PESSIMO ACCORDO CON L’IRAN NON FERMA UN BEL NIENTE, SOPRATTUTTO NON FERMA I MISSILI E L’INTERVENTO MILITARE CHE DESTABILIZZA IL MEDIORIENTE, DALLA SIRIA ALL'IRAQ ALLO YEMEN

 

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

30 giorni servono per trattare non per sperare che si possano lasciare le cose come stanno. 10 giorni non serviranno probabilmente a niente perché il 12 di maggio la decisione sarà quella già annunciata da tempo. Guerra dei dazi e accordo con l'Iran visti da Washington sono un percorso lineare, e solo all'interlocutore alleato, in questo caso l'Unione Europea perché con Francia e Canada l'accordo è quasi pronto e con la Cina è tutto un altro discorso, spetta la decisione che porterebbe a un cambiamento di linea.

DONALD TRUMP FIRMA I DAZI CON I LAVORATORI DELL ACCIAIO E DELL ALLUMINIO

 

Sull'Iran la bomba lanciata dal premier israeliano Netanyahu, con le prove che i servizi segreti israeliani hanno sottratto a Teheran da un archivio segreto, ha soltanto rafforzato le ragioni che Trump ha sostenuto contro quell’accordo firmato nel 2015 da Obama e dai partner europei; il 12 maggio il ritiro sarà annunciato, e le falle nei servizi segreti americani così palesemente sorpassati dal Mossad saranno oggetto di più di qualche riunione segreta e dolorosa.

 

La Casa Bianca ritiene di aver fatto il massimo dello sforzo di disponibilità verso gli alleati rinviando al primo giugno  la minacciata introduzione dei dazi sull’acciaio al 25% e dell’ alluminio,10%, nei confronti dell’Unione Europea, del Canada e del Messico..

Funzionari canadesi, messicani e statunitensi si incontreranno nei prossimi giorni per avviare i negoziati, e l'accordo sul nuovo Nafta si farà.

 

TRUMP MACRON 1

Diversa la strategia con l’Unione Europea .Trump divide come ha sempre sostenuto perché non tratta con l'Unione Europea ma con un Paese alla volta.  Ha elogiato  la Francia, ha invece criticato la Germania, perché  secondo lui deve consentire alle società statunitensi di raggiungere  i consumatori tedeschi incontrando meno ostacoli.

Ma la strategia del commercio di Trump è ancora più ampia, e sono coinvolti una quindicina di paesi, con alcuni dei quali un accordo è già stato raggiunto, per esempio la Corea del Sud, l'Argentina l'Australia e il Brasile.

 

Il metodo è quello del negoziato fino all'ultimo momento ma sempre col principio della maggior penetrazione di imprese americane negli altri paesi e l'imposizione di dazi reciproca e paritaria.

 

Per la Cina sta partendo una delegazione al massimo livello: il Segretario del Tesoro Steven Mnuchin, il Segretario al Commercio Wilbur Ross, il Rappresentante per gli Affari Americani Robert E. Lighthizer, il capo del Consiglio Economico Nazionale Larry Kudlow e Peter Navarro, assistente del Presidente per la politica commerciale e manifatturiera.

 

macron, merkel, trump

Forse serve ricordare che l'intera storia nasce all’inizio di quest’anno, il Dipartimento del Commercio ha pubblicato un rapporto in cui si sosteneva che la dipendenza degli Stati Uniti dall’acciaio importato e dall’alluminio rappresentava una minaccia per la sicurezza nazionale. Due mesi dopo Trump ha ripreso la tesi per annunciare l’aumento delle tariffe nei confronti di  Cina e Giappone, offrendo solo temporaneamente esenzioni per gli altri Paesi.

 

Nelle ultime settimane, Trump ha incontrato il Presidente francese Emmanuel Macron e la Cancelliera tedesca Angela Merkel. Stili e toni diversi, ma tutti e due hanno sollecitato  a Trump una modifica della posizione , senza ottenere niente.

I leader europei hanno poi minacciato contromisure se Trump insisterà con i dazi. Le azioni europee riguarderebbero articoli come motocicli, jeans e bourbon, tutti prodotti nelle roccaforti elettorali repubblicane.

 

L’amministrazione Trump ha risposto chiedendo alle nazioni europee di accettare una trattativa sulle quote, ma i leader europei non vogliono farlo. “Stiamo chiedendo loro di scegliere fra le tariffe o le quote”, ha detto il Segretario al Commercio Wilbur Ross.

La differenza è difficile da spiegare ma in qualche modo le quote sono più attraenti  delle tariffe  perché i governi dei paesi esportatori ottengono delle entrate vendendo i permessi di esportazione alle proprie aziende senza pagare nulla al governo degli Stati Uniti, che guadagnerebbe entrate dalle tasse su acciaio e alluminio.

TRUMP WILBUR ROSS

 

Trump ha anche chiesto alla Merkel è a Macron risposte politiche di altro genere, come l'aumento al 2% del PIL del contributo dei paesi alla Nato . Macron ha accettato, la Merkel no perché la coalizione con i socialdemocratici  della Spd, contrari ad aumenti di qualunque spesa della Difesa, la blocca, le toglie autonomia e ne evidenzia la debolezza recente. Profondo disaccordo anche sul gasdotto in costruzione dalla Russia che penalizza fortemente le esportazioni americane ma che la Merkel intende ultimare rapidamente. Possibilità di intesa? Al momento Zero.

 

donald trump impianto di riconversione dell'alluminio

 La stessa cosa forse anche peggio con la Cina, visto che negli ultimi decenni il governo comunista ha promosso enormi complessi industriali nazionali produttori di acciaio e alluminio, che hanno spedito le loro merci in tutto il mondo in modo tale da spingere verso il basso i prezzi. La Cina rappresenta oggi circa il 3% delle importazioni di acciaio degli Stati Uniti, ma Trump sostiene che l’ enorme quantità mondiale di acciaio a basso costo ha causato la chiusura di numerose fonderie statunitensi e la perdita di posti di lavoro americani.

 

Confermano la teoria anche autorevoli studiosi.

gli operai dell acciaio americano con trump

“I cinesi hanno creato il problema della sovraccapacità”, ha affermato William Reinsch, consulente senior presso il Centro di studi strategici e internazionali. “È uno dei pochi casi negli affari commerciali in cui è possibile attribuire la colpa ed essere precisi. E se è colpa loro non è irragionevole progettare una politica che rimetta il problema su di loro”.

 

O che reagisca unilateralmente cambiando gli accordi, come sta facendo Donald Trump

mogherini e rohani

Unilaterale rischia di essere anche il gesso del 12 maggio sull'Iran, e la decisione degli europei Inghilterra compresa di mantenere tutto come difendendo l'accordo del 2015 in realtà accelera la decisione della Casa Bianca. Ci fosse stata una apertura ai cambiamenti necessari ed anche un alto là in qualche modo da parte dell'Europa più Cina e Russia a Teheran, Trump avrebbe avuto a sua volta un pretesto per prendere tempo. Questo è quel che aveva in qualche modo lasciato capire e promesso durante la visita a Washington Emmanuel Macron.

 

Ma se va tutto bene madama la marchesa e l'accordo non si tocca, o al massimo si mette qualche cerotto quando ci sono delle crepe profonde, allora, dicono alla Casa Bianca, chiameremo garbage a garbage, immondizia un'immondizia, e le prove presentate da Benjamin Netanyahu sono solo un ulteriore pezza d'appoggio a quel che era noto.

L'accordo tiene a bada soltanto per 10 anni le aspirazioni nucleari dell'Iran.

 

vladimir putin con hassan rohani

L'accordo non mette in alcun modo al riparo da un'aggressione Israele e gli Ayatollah hanno minacciato e dichiarato migliaia di volte che è loro intenzione distruggere Israele.

L'accordo non proibisce alla Repubblica islamica di Iran di sviluppare E testare qualsiasi tipo di missile senza restrizioni sulla gittata. Cioè non proibisce i missili che Teheran userebbe se volesse lanciare delle armi nucleari.

 

L'accordo infine non interviene in alcun modo per modificare la natura e i progetti del regime iraniano; dalla Siria all'Iraq allo Yemen, I mullah sono attivissimi nel diffondere caos e guerra in tutto il Medio Oriente, espandendo così il proprio potere e la propria influenza.

 

 Le speranze ingenue di Barack Obama e dei suoi collaboratori si sono dimostrate ridicole.

 L'amministrazione Trump i suoi nuovi alti funzionari, da John Bolton a Mike Pompeo, ritengono che sia arrivato il momento di affrontare l'arroganza di Teheran, che sia necessario anzi far presto, prima che diventino troppo potenti loro e I loro missili.

 

mike pompeo 3

Come? La strategia ancora tutta da definire, cosa che fa spazientire non poco gli alleati israeliani, e la sortita di Netanyahu, interpretata universalmente come un assist a Trump, è stata piuttosto un pungolo nelle parti basse.

 

Riassunta, recita così: l’Iran devi accettare di limitare drasticamente le sue capacità missilistiche, porre fine a qualunque programma nucleare per sempre, farla finita col sostegno al terrorismo in Medio Oriente.

 

 Nessuna trattativa è possibile su questa richiesta. Altrimenti l’Iran deve essere Intanto contenuto economicamente, niente petrolio niente gas. Una situazione economica di isolamento aiuterebbe una sollevazione popolare finora stroncata ma non eliminata.

 

john bolton alla trump tower

Come vedete tra gli affari che stanno a cuore all'Europa e il metodo che stanno approntando gli americani ci passa davvero un oceano.

 

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