PARLA O MUORI - ANTONIO SIMONE, IN CARCERE DA TRE MESE PER LA STORIA DEI FONDI NERI LEGATI ALLA FONDAZIONE MAUGERI, ACCUSA I PM CHE LO TORCHIANO: “VOGLIONO CHE ACCUSI FORMIGONI. SONO ISTIGATO CONTINUAMENTE A DIRE IL FALSO E NON MI RESTA CHE SUICIDARMI” - L’ELEFANTINO FERRARA CARICA A TESTA BASSA: “IL PROCESSO CI STA, LA CARCERAZIONE PREVENTIVA È UN OBBROBRIO, IL SILENZIO CHE LA CIRCONDA RADDOPPIA IL SENTORE DI TRUFFA MEDIATICA E GIUSTIZIALISTA”…

1 - L'INCHIESTA DEI MILIONI TRA LA CLINICA MAUGERI E LA REGIONE
Da "il Giornale"

La bufera scoppia il 13 aprile scorso. Antonio Simone - negli anni Novanta assessore alla Sanità della Regione Lombardia, un passato nella Democrazia Cristiana e un presente da imprenditore - viene arrestato assieme ad altre quattro persone. È l'inchiesta della Procura di Milano sulla Fondazione Maugeri (che Opera nel settore della sanità, ha sede a Pavia e strutture Ospedaliere in tutta Italia), da cui secondo i pm sarebbero stati distratti 56 milioni di euro.

Simone - 58 anni compiuti nel carcere milanese di San Vittore, uomo di Comunione e Liberazione e amico del governatore della Lombardia Roberto Formigoni - viene accusato assieme al «mediatore» Pierangelo Daccò (già finito nell'inchiesta sul crac dell'ospedale San Raffaele), a Costantino Passerino (direttore amministrativo della Maugeri), Gianfranco Mozzali (legale rappresentante di una società collegata alla Fondazione) e Claudio Massimo (commercialista e consulente della Maugeri) di riciclaggio e associazione per delinquere per aver creato fondi neri all'estero (Malta, Stati Uniti, Madeira, Svizzera, Austria, Lussemburgo), tra il 2004 e il 2011. Denaro Occulto con cui - è la tesi dei magistrati - oliare i meccanismi della Politica. Ora, dal carcere, Simone racconta la sua verità.


2 - VOGLIONO CHE ACCUSI FORMIGONI NON MI RESTA CHE SUICIDARMI
Lettera dal carcere di San Vittore di Antonio Simone a "il Giornale"


Prigioniero della politica. Sono in carcere da tre mesi perché per i pm non dico «tutto», cioè non confermo le loro ipotesi accusatorie.Contro la legge, con un uso strumentale e folle di disposizioni reiterate solo grazie all'insipienza di un ceto politico e di un sistema giudiziario sempre in lotta col berlusconismo (che quindi tace), sono istigato continuamente a dire il falso (cioè che ho corrotto qualcuno) e istigato al tentato suicidio come unica possibilità di risposta al sequestro della mia persona.

La mia vita resta l'ultima arma disponibile per denunciare (...)(...) i metodi staliniani di odio politico che i pm usano in questo caso.Io mi appello a quanti hanno ancora a cuore la libertà e il diritto come base della nostra società: politici, magistrati, istituzioni, società civile.La tortura (perché il reato non viene introdotto nell'ordinamento?) è in questa fase la carcerazione preventiva trasformata in condanna preventiva su motivi inesistenti, sistema escluso dal nostro ordinamento.

Presto, utilizzando in maniera folle disposizioni giuridiche, chiederanno il processo immediato per raddoppiare i termini della custodia (condanna) preventiva (da 6 mesi a 12 mesi) per portarmi a processo in stato di detenzione, così rendendo più difficoltosa ogni mia possibilità di difesa: recuperare documenti, incaricare consulenti...Tutto questo perché non accuso Formigoni, né Lucchina e tantomeno altri funzionari della sanità? Se lo facessi, avrei detto «tutto» e potrei andare a casa?

Sono in attesa della fissazione di un ricorso in Cassazione, slittato di oltre 40 giorni per il ritardo del deposito delle motivazioni del tribunale del Riesame, che ha deciso in 48 ore di rigettare tutto e ha impiegato 40 giorni per dire perché.Ora chiedo solo che ciò che a me è successo possa interrogare la libertà di ciascuno, avendo il solo coraggio di non nascondersi intorno a un ruolo che non compete. La giustizia non può essere sottoposta a odio politico-ideologico e sarebbe troppo facile per ciascuno dire «io non sono così» per tacere.


3 - SIMONE È UN COMBATTENTE
Risposta di Giuliano Ferrara a Luigi Amicone al "Foglio" sul caso di Antonio Simone

Simone è un combattente, fa quel che pochi hanno fatto contro una logica aguzzina. Il processo ci sta, la carcerazione preventiva è un obbrobrio, il silenzio che la circonda raddoppia il sentore di truffa mediatica e giustizialista.

 

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