profumo appendino fassino

APPENDINO? APPENDITI A STO CA... - IL PROFESSOR PROFUMO NON SI FA ROTTAMARE DALLA SINDACA GRILLINA: ''RISPONDO AL CONSIGLIO DELLA COMPAGNIA SANPAOLO, NON AL COMUNE'' - PERNA RICOSTRUISCE IL ''SISTEMA TORINO'' CREATO DA AGNELLI E DAL PD: LA FIAT SBARACCA MA IO VI APPOGGIO CON I GIORNALI E VI CREO UN POLO CULTURALE

  1. TORINO: PROFUMO,'RISPONDO A CONSIGLIO, NON A COMUNE'

francesco profumo irenfrancesco profumo iren

 (ANSA) - "Non penso di rimettere il mandato perché non esiste un mandato, sono stato indicato dal Comune e, in base allo Statuto della Compagnia, sono stato nominato dal consiglio generale. Quindi rispondo al consiglio generale". Lo ha affermato Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo, che ha incontrato i giornalisti con il segretario generale Piero Gastaldo. La conferenza stampa dopo che nei giorni scorsi il sindaco pentastellato Chiara Appendino aveva auspicato un suo passo indietro.

 

"A regole vigenti - ha spiegato Profumo - se il Comune di Torino non avesse proceduto alle designazioni, il Consiglio generale si sarebbe dovuto sostituire all'ente. Come è accaduto nel caso del Consiglio regionale del volontariato e della Commissione per le pari opportunità, avrebbe quindi cooptato i due consiglieri la cui designazione spetta al Comune. La Compagnia è un'istituzione privata con il suo statuto e la sua autonomia è un valore per il territorio , sono elementi prioritari".

 

Ministro Francesco Profumo Ministro Francesco Profumo

Quanto al semestre bianco "gli enti nella loro autonomia possono decidere di applicare questa regola, ma in questo caso dovremmo rivedere il nostro Statuto. Al momento le regole sono queste. La leale collaborazione con le istituzioni prescinde da qualsiasi maggioranza". Profumo ha detto di non avere sentito il neosindaco, "non ancora, non è stata bene". "La Compagnia nel corso degli anni è sempre stata un attore importante per il territorio, il suo patrimonio conoscitivo è un valore molto importante. Un'istituzione seria che guarda lontano".

 

 

  1. INTESA: PROFUMO, 'BREXIT FATTO ECCEZIONALE, SERVE SERENITÀ'

 (ANSA) - "Quello che è successo dopo Brexit è un fatto eccezionale. Ci vuole serenità, bisogna aspettare un po' di tempo e vedere come il mercato si stabilizzerà. Non si possono avere reazioni umorali". Così Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo, sull'andamento in Borsa di Intesa Sanpaolo di cui la fondazione è principale azionista. "Questa istituzione fa investimenti di lungo termine, vedremo nelle prossime settimane cosa succederà", ha aggiunto a proposito della turbolenza dei mercati dopo il referendum che ha sancito la volontà dei britannici di lasciare l'Europa.

 

 

APPENDINOAPPENDINO

  1. PROFUMO IL PROFESSORE CHE NON HA CAPITO CHE DEVE SEGUIRE PIERGRISSINO

Giancarlo Perna per “Libero quotidiano

 

Mi metto - indegnamente - nei panni di Francesco Profumo, già ministro dell' Istruzione del governo Monti, ex Rettore del Politecnico di Torino, attuale presidente della Compagnia di San Paolo sotto la Mole. Abituato alla deferenza universale, è ora rifiutato dal nuovo sindaco di Torino, la pentastellata Chiara Appendino, che gli ha ingiunto di lasciare la fondazione bancaria. Niente di personale - questo il succo della pedata - ma siccome sei presidente di San Paolo per un capriccio del mio predecessore, il pd Piero Fassino, che ti ha nominato a ridosso della sconfitta elettorale, ora te ne vai perché non mi rappresenti.

 

Sa di spoil system ma non fa una grinza. Il sessantatreenne professor Profumo è comunque esterrefatto. Ma come - immaginiamo si sia detto -, questa pischella di 31 anni mi tratta come un "pistola" mentre dovrebbe baciare la poltrona su cui siedo e sentirsi onorata di confermarmela.

 

Hanno ragione entrambi. Il torto è di Fassino che, convinto di succedere a se stesso, ha fatto la nomina senza aspettare il responso elettorale. Ma anche qui, come non capirlo Piergrissino? Nei suoi cinque anni, era stato ininterrottamente il sindaco metropolitano più amato d' Italia. Tutti a dirgli che aveva fatto un lavoro splendido, bella la città, risanato il bilancio, moltiplicato il turismo, ecc.

 

APPENDINOAPPENDINO

 Allora, perché criticarlo se dava per scontato di restare e muoveva le pedine anticipando il domani? Qualche voce, però, si era levata quando cinque settimane fa prese la decisione Profumo. Prima dei grillini, ad ammonirlo erano stati all' unisono i suoi sfidanti di sinistra Giorgio Airaudo, e di destra, Alberto Morano: «Chi vincerà, se non vincerà Fassino, si troverà a trattare con un partner fondamentale per il comune nominato da un altro».

Profetici.

 

Ma ora la frittata è fatta e il pallino ce l' ha in mano Profumo. Il vantaggio del professore è che la benefica Fondazione San Paolo (versa centinaia di milioni l' anno a vantaggio dei torinesi) è del tutto autonoma, nonostante i legami con le istituzioni cittadine.

 

fassino appendino fassino appendino

La sindachessa Appendino non può dunque imporgli nulla, tranne stargli col fiato sul collo ma sono cose che non si addicono a una signora. Profumo deve però farsi una domanda: l' avvento grillino è una sconfitta del solo Fassino o l' avviso di sfratto all' intero "sistema Torino"? Se è il sistema che crolla - penso io - Profumo, che ne è parte, deve fare un passo indietro.

 

Ogni volta che gli ex comunisti sono arrivati al governo di una grande città hanno cercato di mantenere il potere possibilmente in eterno.

 

Lo hanno fatto creando un "sistema" o "modello". Valter Veltroni firmò il "modello Roma". Un' ammucchiata di interessi forti di destra e sinistra, cementata dal volemose bene, su cui il sindaco regnava e Roma languiva. Palazzinari e centri sociali prosperavano, i cittadini inciampavano nelle buche. Durò un decennio, poi il giochino si ruppe.

APPENDINOAPPENDINO

 

Il sistema Torino nacque nei primi anni '90 con la giunta di Valentino Castellari. Si eternò con Sergio Chiamparino e Piergrissino. Il pivot della faccenda fu l' Avvocato. La Fiat andava male e gli Agnelli intravedevano ciò che poi è avvenuto: lasciare Torino. Una catastrofe per la città che viveva sull' auto. Per non finire impiccata sul pennone, la famiglia studiò come abbandonare Torino senza precipitarla nel caos.

 

FASSINO E APPENDINOFASSINO E APPENDINO

L' idea fu questa: trasformarla da città industriale in città anche d' arte, cultura, turismo. E, nelle more, filarsela. L' Avvocato cercò la sponda nelle giunte di sinistra e propose il patto: voi favorite la mia fuga e mettete Torino in grado di sopportarla; in cambio io vi appoggio, schiero con voi la città che conta e metto a disposizione il mio giornale, La Stampa, perché vi elogi. Prima di morire, Agnelli fece il possibile, per dare a Torino le Olimpadi invernali (2006) che furono il battesimo della metropoli post industriale.

 

CHIAMPARINO ALLA MESSA IN RICORDO DI AGNELLI jpegCHIAMPARINO ALLA MESSA IN RICORDO DI AGNELLI jpeg

Del sistema fanno parte tutte le preminenze cittadine, dal Cottolengo, ai teatri Regio e Stabile, alla Fondazione Cassa di Risparmio, alla Compagnia San Paolo di cui Profumo è presidente, al Politecnico di cui Profumo è stato a lungo Rettore. Questo per dire, che il professore è un cardine del sistema. Da questa logica, si è invece tirata fuori la Curia. Col suo arrivo nel 2011, Cesare Nosiglia si è trasformato in una spina -sia pure arrotondata- nel fianco del potere politico piddino.

Giovanni Agnelli e famiglia Giovanni Agnelli e famiglia

 

Mentre nomenclatura e giornale cittadino vedevano rosa, l' Arcivescovo mise meno di un anno a capire e a denunciare la povertà delle periferie, le più danneggiate dalla fine dell' indotto industriale. Nel novembre del 2015, scesero addirittura in piazza tutti i vescovi piemontesi per parlare del disagio dell' altra metà di Torino. Il povero Fassino, che in realtà molto non poteva fare e quel che poteva ha fatto, non intuì la miccia che si era accesa sotto la sua poltrona. Di qui, il crollo a favore del grillismo. Ma la domanda per Profumo resta sospesa: è solo Piero che cade dal pero o è il sistema tutto che ha fatto il botto?

John Elkann con Gianni Agnelli allo stadio John Elkann con Gianni Agnelli allo stadio

 

In attesa che il Prof trovi una risposta, vorrei tesserne l' elogio anche con l' obiettivo di ammansire la sindachessa che l' ha preso di mira.

Mezzo ligure di Savona e mezzo piemontese, per via della moglie, Anna, insegnante liceale di Alba (Cn), Francesco dopo la laurea in Ingegneria elettronica al Poli torinese si impiegò presto per mantenere la famiglia. La coppia, infatti, ebbe in fretta tre bambini e l' occasione di entrare all' Ansaldo di Genova fu subito afferrata dal neo ingegnere.

 

Il suo amore però restava la ricerca e l' università. Dopo sette anni di Ansaldo, il suocero, primario medico di Alba, gli disse: «Se lo studio è la tua vocazione, seguila. Ti do una mano io». Si apprezzerà appieno la generosità, sapendo che figlia e genero gli avevano dato un grosso dispiacere all' inizio del matrimonio.

h logo olimpiadi torino2006h logo olimpiadi torino2006

 

Nonostante li avesse scongiurati di non farlo, avevano preso l' aereo per il viaggio di nozze in Brasile. Il primario albese aveva infatti in odio l' aviazione dopo una tremenda esperienza: era stato di turno al Pronto Soccorso il giorno del 1949 in cui affluirono le vittime dello schianto del Grande Torino sul Colle di Superga.

 

Dopo dieci anni al Politecnico torinese, Profumo divenne nel 1995 ordinario di Macchine e Azionamenti elettrici. Dieci anni dopo era Rettore. Il globalismo scientifico è la sua stella polare. Privilegia Usa, Giappone, Cechia, Argentina. Ma il suo debole è la Cina. Ci va lui, ci manda i suoi studiosi, ne fa venire a Torino e ha spalancato il Politecnico agli studenti del Celeste Impero.

h olimpiadi torino2006 villaggioh olimpiadi torino2006 villaggio

 

Si trasferì un po' ovunque con l' intera famiglia per stage, corsi, scambi, inoculando il virus nei figli che oggi, laureati, sono sparsi per il vasto mondo.

Ha un repertorio di frasi che illustrano il suo ottimismo scientifico, sciorinate nei quindici mesi passati all' Istruzione col governo Monti.

 

«Fate esperienze all' estero - ha detto agli studenti - per poi ritornare in Italia e restituire al Paese quanto di meglio avete imparato». Poichè, all' epoca, c' era uno spread da cavallo ed eravamo tutti mogi, se ne uscì ilare: «La crisi è la più grande benedizione per le persone e per le Nazioni». Trascinato via dai barellieri, riuscì ad aggiungere: «La crisi è progresso. Sprona l' inventiva, le scoperte, le grandi strategie». Della serie: inabissiamoci per risorgere.

 

MUSEO EGIZIO DI TORINO - CHIAMPARINO CHRISTILLIN FASSINOMUSEO EGIZIO DI TORINO - CHIAMPARINO CHRISTILLIN FASSINO

Apprezzato per questo dinamismo, Profumo è stato corteggiato da destra e sinistra. Per la sinistra, stava per diventare sindaco di Torino dopo Chiamparino (2011). Ci ripensò all' ultimo, dando via libera a Fassino. Per la destra divenne, nello stesso anno, presidente del Cnr, designato dal Governo del Cav. Poi se lo accaparrò Monti, Max D' Alema lo cooptò in Italianieuropei, è stato nel cda Telecom, in quello Pirelli ed è vicino al cardinal Bagnasco. Più segreta è la sua appartenenza a un' esclusiva associazione di rito albese.

 

Una massoneria locale detta Confraternita del bollito e della pera madernassa. In cui il bollito - scaramella, punta di petto, fiocco di punta, cappello da prete, tenerone e culatta - è quello del bue d' Alba o di Carrù. E la pera un cultivar locale, morbida e soda insieme.

Banchetto una volta l' anno. Se posso permettermi, professore, inviti la sindachessa e provi a fare pace. Ci guadagnerà Torino.

Ultimi Dagoreport

donna sarda sardegna elly schlein

DAGOREPORT – ALLA DIREZIONE DEL PD, I RIFORMISTI DEM SONO SOBBALZATI SULLA SEDIA ALLE PAROLE DI ELLY SCHLEIN SULLA GUERRA UCRAINA: “NON SIAMO PER IL FINTO PACIFISMO DI TRUMP MA NEMMENO SIAMO CON L’EUROPA CHE VUOLE CONTINUARE LA GUERRA” - IL CLOU: QUANDO ELLY HA ATTACCATO LE INIZIATIVE SINGOLE DI MACRON E DI STARMER PER LA PACE, HA DETTO, TESTUALE: "ALL'EUROPA SERVE UN SALTO QUANTICO" (MA CHE CAZZO STAI A DI'?) - PICIERNO, PIERO DE LUCA, FASSINO NON CREDEVANO ALLE PROPRIE ORECCHIE: “QUINDI LA PACE SONO LE CONDIZIONI DETTATE DA PUTIN? LA SMETTI DI GIOCARE A NASCONDINO?” – ALTRO SCAZZO SUL REFERENDUM DELLA CGIL SUL JOBS ACT E SULL’ESERCITO COMUNE UE - (TRANQUILLIZZATE LA DUCETTA: CON QUESTA SINISTRA ALTRI 20 ANNI A PALAZZO CHIGI SONO SICURI…)

marina pier silvio berlusconi forza italia tajani barelli gasparri martusciello bertolaso

DAGOREPORT - PESSIME NOTIZIE PER LA “BANDA BASSOTTI” DI FORZA ITALIA (TAJANI-BARELLI-GASPARRI-MARTUSCIELLO) - OLTRE AL VILE DENARO (I FIGLI DI BERLUSCONI HANNO EREDITATO ANCHE LE FIDEIUSSIONI PER CIRCA 100 MILIONI DI EURO), C’È UN’ALTRA QUESTIONE FONDAMENTALE: LA FAMIGLIA DI ARCORE POSSIEDE IL SIMBOLO DEL PARTITO. UN SIMBOLO NEL QUALE CAMPEGGIA, A CARATTERI CUBITALI, LA SCRITTA “BERLUSCONI” - A DUE ANNI DALLA SCOMPARSA, IN CHE MISURA IL FANTASMA DEL CAV PESA SULLE PREFERENZE ELETTORALI? FONTI AUTOREVOLI HANNO SPIFFERATO A DAGOSPIA CHE LA PAROLA “BERLUSCONI” VALE IL 3,5% DEI VOTI. MICA BRUSCOLINI: SE SI TOGLIE AL 9,2% DI FORZA ITALIA (SONDAGGIO SWG) LA QUOTA “BERLUSCONI” (3,5%), COSA RESTA? UN PARTITO CHE POTREBBE FAR CONCORRENZA A VERDI & SINISTRA AL 6,5%

donald trump giorgia meloni keir starmer emmanuel macron

L'OSTACOLO PIU' DURO PER GIORGIA DEI DUE MONDI E' ARRIVATO: DEVE DECIDERE SE ESSERE LA RAGAZZA PON-PON DI TRUMP O STARE AL FIANCO DELL'UNIONE EUROPEA CONTRO LE TRUMPATE - DI FRONTE AI DAZI DEL 25%, APPENA ANNUNCIATI DAL TRUMPONE, BATTERÀ FINALMENTE UN COLPO? AVRÀ MAI LA LEADERSHIP DI UN MACRON, CHE SI È DIVINCOLATO DALLA STRETTA DI MANO DI TRUMP RIBATTENDO ALLE SUE CONTINUE MENZOGNE – IN ASSENZA DI UNA DECENTE OPPOSIZIONE, L'UNICO RISCHIO CHE CORRE IL GOVERNO MELONI E' DI IMPLODERE SULLA POLITICA ESTERA, TRA FRATELLINI D’ITALIA SEMPRE PIU' MALMOSTOSI VERSO L'EUROPA E  SALVINI IN ANSIA DA PRESTAZIONE TRUMPIANA (OGGI HA INCONTRATO PAOLO ZAMPOLLI, "COMMISSARIO" DEL TYCOON GIUNTO IN ITALIA PER ASSICURARSI DELLA FEDELTA' DI GIORGIA AL VERBO "MAGA") – I "PIZZINI" DELLA SANTADECHE' E L'INSOFFERENZA VERSO LA RUSSA - L’INCAZZATURA PER L’INTERVISTA DI MARINA BERLUSCONI E L’ATTACCO DI JOHN BOLTON: “DOPO IL SALUTO NAZISTA DI BANNON, MELONI NON AVREBBE DOVUTO PARTECIPARE ALLA CPAC”

donald trump volodymyr zelensky

DAGOREPORT – A CHE PUNTO È L’ACCORDO SULLE RICCHE RISORSE MINERARIE UCRAINE TRA TRUMP E ZELENSKY? IN ALTO MARE - LA CASA BIANCA CONTINUA A FORZARE LA MANO: “SE ZELENSKY DICE CHE L'ACCORDO NON È CHIUSO, ALLORA LA SUA VISITA DI VENERDI'  A WASHINGTON È "INUTILE" - IL LEADER UCRAINO INSISTE SULLE “GARANZIE DI SICUREZZA”, VALE A DIRE: LA PRESENZA DI TRUPPE  USA AI CONFINI CON LA RUSSIA (NON BASTANO LE FORZE EUROPEE O NATO) – E SULLE ''TERRE RARE", IL TRUMPONE DOVREBBE ACCONTENTARSI DI UN FONDO GESTITO AL 50% TRA USA E UCRAINA – LA MOTOSEGA DI MUSK TAGLIA I CONSENSI: IL 70% DEGLI AMERICANI NON APPROVA L’OPERATO DI MR. TESLA, CHE NESSUNO HA VOTATO MA FA CIO' CHE VUOLE - CHE ACCORDO (D'AFFARI) HA FATTO CON TRUMP? PERCHÉ NESSUNO DENUNCIA L’ENORME CONFLITTO DI INTERESSI DI MUSK? A CAPO DEL ''DOGE'', FIRMA CONTRATTI MILIARDARI CON IL PENTAGONO...

elon musk steve bannon village people donald trump

KITSCH BUSSA ALLA NOSTRA PORTA? – LA MOTOSEGA DI MUSK, I SALUTI ROMANI DI BANNON, IL BALLO DI TRUMP COI VILLAGE PEOPLE: FARSA O TRAGEDIA? - VINCENZO SUSCA: ‘’LA CIFRA ESTETICA DELLA TECNOCRAZIA È IL KITSCH PIÙ SFOLGORANTE, LOGORO E OSCENO, IN QUANTO SPETTACOLARIZZAZIONE BECERA E GIOCOSA DEL MALE IN POLITICA - MAI COME OGGI, LA STORIA SI FONDA SULL’IMMAGINARIO. POCO IMPORTANO I PROGRAMMI POLITICI, I CALCOLI ECONOMICI, LE QUESTIONI MORALI. CIÒ CHE IMPORTA E PORTA VOTI, PER L’ELETTORE DELUSO DALLA DEMOCRAZIA, TRASCURATO DALL’INTELLIGHÈNZIA, GETTATO NELLE BRACCIA DI TIK TOK, X, FOX NEWS, È EVOCARE NEL MODO PIÙ BRUTALE POSSIBILE LA MORTE DEL SISTEMA CHE L'HA INGANNATO”

friedrich merz ursula von der leyen manfred weber giorgia meloni

DAGOREPORT - CON LA VITTORIA IN GERMANIA DELL’ANTI-TRUMPIANO MERZ E IL CONTENIMENTO DEI NAZI DI AFD NELLE FILE DELL’OPPOSIZIONE, TUTTO È CAMBIATO - E DAVANTI A UN’EUROPA DI NUOVO IN PIEDI, DOPO IL KNOCKOUT SUBITO DAL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA, PER LA ‘DUCETTA’ SI PREPARANO GIORNI ALL’INSEGNA DELLE INVERSIONI A U – L’ITALIA HA VOTATO CON L'EUROPA LA RISOLUZIONE SULL'INTEGRITÀ TERRITORIALE DI KIEV, CONTRO GLI STATI UNITI – CHI HA CAPITO L’ARIA NUOVA CHE TIRA, E' QUEL “GENIO” DI FAZZOLARI: “LA VOGLIA DI LIBERTÀ DEL POPOLO UCRAINO CHE È STATA PIÙ FORTE DELLE MIRE NEO IMPERIALI DELLE ÉLITE RUSSE” - SE NON AVESSE DAVANTI QUELL’ANIMALE FERITO,  QUINDI PERICOLOSO, DI SALVINI, LA STATISTA DELLA GARBATELLA FAREBBE L’EUROPEISTA, MAGARI ALL’ITALIANA, CON UNA MANINA APPOGGIATA SUL TRUMPONE – MA ANCHE IN CASA FDI, C’È MARETTA. IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI EDMONDO CIRIELLI HA IMPLORATO MERZ DI FARE IL GOVERNO CON I POST-NAZI DI AFD…