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SILENZIO, PARLA ARIANNA MELONI! – LA SORELLA DI GIORGIA, MOGLIE DEL MINISTRO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, COMMENTA PER LA PRIMA VOLTA, CON “IL FOGLIO”, IL “GOSSIP” SU RACHELE SILVESTRI, LA DEPUTATA DI FDI “COSTRETTA” A FARE IN TEST DEL DNA AL FIGLIO (MAI MOSTRATO, MA SOLO COMUNICATO) – TRA LE MOLTE VOCI DI PALAZZO, INFATTI, CI SAREBBE STATO CHI HA TIRATO IN BALLO IL NOME DI “LOLLO”: “SÌ, ANCHE QUESTA ABBIAMO DOVUTO SOPPORTARE, MA ABBIAMO LE SPALLE LARGHE. PECCATO CHE NESSUN GIORNALE ABBIA SCRITTO IN MANIERA CHIARA UNA COSA DEL GENERE. COSÌ SAREMMO ANDATI IN VACANZA CON I SOLDI DEL RISARCIMENTO DELLE QUERELE. ANZI…”

Estratto dell’articolo di Simone Canettieri per “il Foglio”

 

Arianna Meloni e Francesco Lollobrigida con le figlie (foto Chi)

[…] Arianna Meloni, sorella di Giorgia, è sempre pronta alla battuta. Mini biografia: due anni in più della capa del governo, moglie del ministro Francesco Lollobrigida detto Lollo, dirigente apicale di Fratelli d’Italia, mai candidata (“non mi piace parlare in pubblico, lo feci solo una volta in tv da Santoro: mai più”). […] Le sono state attribuite le scelte di Enrico Michetti (candidato mitologico a Roma), la lista dei ministri, l’ultima parola su Francesco Rocca alla regione Lazio. Potere purissimo.

 

Dio, patria e tinello. Fra chiacchiere d’osteria e realtà. Adesso l’ultima è che Giuseppina Di Foggia – neo ad di Terna nonché prima donna manager di un’azienda di stato – sarebbe sua amica. “Ecco, non è così. Ma ormai tra nomine e gossip, non ci facciamo mancare nulla”.

 

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA GIORGIA MELONI AL VINITALY

Arianna Meloni quando ha letto che avrebbe ispirato lei la nomina nella importante società ha sgranato gli occhi: “Sì, ero stupita dalla lettura dei giornali. Oddio, possibile che la conosca e non me ne ricordi? Così ho scritto a Giorgia: ma io la conosco la nuova ad di Terna?”. E la premier? “Mi ha risposto: non lo so, penso di no”.

 

[…] “Penso che il veleno continuerà ancora contro di me e contro di noi. Basti pensare a cosa è successo recentemente”. E qui si entra, in punta di piedi e chiedendo permesso, in una storia abbastanza surreale capitata nel primo partito d’Italia.

 

RACHELE SILVESTRI

La deputata di FdI Rachele Silvestri, due settimane fa, si è sentita in dovere di scrivere una lettera al Corriere per “porre fine alle calunnie che circolavano nelle chat”. Secondo le quali avrebbe avuto un figlio da un importante parlamentare del suo partito, e non dal suo compagno Fabio. […] Una bolla di veleno terminata con le parole della deputata Silvestri, rimaste sospese così a mezza aria: “Sono stata costretta al test del dna per tutelare mio figlio di tre mesi”.

 

Ma costretta da chi? La vicenda non è stata chiarita, resa pubblica sì, ma non del tutto. Privacy salvo intese. Il gossip di Palazzo e le ricostruzioni di alcuni giornali hanno tirato fuori dal mazzo addirittura il nome di Francesco Lollobrigida, super ministro del governo di Giorgia Meloni nonché marito della sorella Arianna, appunto. […] “Sì, anche questa abbiamo dovuto sopportare, ma abbiamo le spalle larghe”. A. Meloni […] alle amiche ha confidato con una battuta delle sue: “Peccato che nessun giornale abbia scritto in maniera chiara una cosa del genere. Così saremmo andati in vacanza con i soldi del risarcimento delle querele. Anzi no, mi correggo: li avremmo devoluti tutti in beneficenza: molto meglio”.

RACHELE SILVESTRI CON IL COMPAGNO E IL FIGLIO IL 22 MARZO

 

Arianna Meloni conosce Rachele Silvestri come conosce tutti gli eletti in Parlamento del suo partito. […] capisce, da donna, lo sfogo di Rachele Silvestri “sottoposta a tanto veleno gratuito su una cosa così importante come la nascita di un figlio”.

 

Ma allo stesso tempo ha confessato a chi la conosce bene che non avrebbe inviato la lettera al Corriere per non alimentare ancora di più questa storia.

 

[…] Anzi, racconta di essersi fatta anche una risata quando ha letto che avrebbe cacciato il marito-ministro da casa. In verità la famiglia si è solo trasferita, tutta insieme, di un paio di isolati in un altro appartamento. Tutto passa, insomma, fino alla “prossima cattiveria”. […]

 

 

 

 

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