beppe sala letizia moratti enrico letta

QUEL MERLUZZO DI ENRICO LETTA CAPIRÀ CHE IN LOMBARDIA DEVE CONVERGERE SU “MESTIZIA” MORATTI PER SPACCARE IL CENTRODESTRA? – STEFANO FELTRI: “L’INCOMPATIBILITÀ È PIÙ DI ETICHETTA CHE DI SOSTANZA. MA È CHIARO IL DIVIDENDO POLITICO CHE IL PD POTREBBE INCASSARE: TROVARSI AL GOVERNO DI UNA REGIONE IMPRENDIBILE, SPINGERE LA LEGA DI SALVINI IN UNA CRISI TERMINALE E SPACCARE LA MAGGIORANZA. LA SCONFITTA NON PUÒ ESSERE L’UNICO PUNTO PROGRAMMATICO DI LETTA…”

STEFANO FELTRI E CARLO DE BENEDETTI A DOGLIANI 2020

Stefano Feltri per “Domani”

 

Il Partito democratico dovrebbe aver imparato la lezione del 25 settembre: le elezioni le vince chi sa sfruttare al meglio regole e alleanze. Il centrodestra ha trionfato soltanto perché ha tenuto insieme tre partiti e tre leader in concorrenza tra loro che a stento si sopportano.

 

attilio fontana e letizia moratti

In Lombardia per il segretario del Pd Enrico Letta si prospetta una specie di esame di riparazione: vincere, o almeno far perdere l’avversario, sul territorio e a livello nazionale, oppure inseguire una qualche forma di coerenza tattica che serve soprattutto alla destra.

 

ENRICO LETTA

Il governatore uscente Attilio Fontana, della Lega, rappresenta tutto ciò che un elettore Pd considera agli antipodi: ha gestito il Covid in modo disastroso, ha accumulato patrimoni in Svizzera di cui continua a tacere l’origine, ha combinato pasticci mischiando famiglia e politica. Ma il Pd non è riuscito, negli ultimi cinque anni, a costruire una candidatura alternativa credibile per la regione più ricca e importante d’Italia.

 

BEPPE SALA E LETIZIA MORATTI

Si apre ora una crepa imprevista nel fronte della destra con la candidatura di Letizia Moratti: le dimissioni da assessore e vicepresidente lanciano la sua campagna elettorale civica, in opposizione a Fontana. I voti dei delusi della destra e degli elettori con idee politiche lontane dalla deriva illiberale di Lega e Fratelli d’Italia sono destinati al momento a sparpagliarsi tra Moratti e qualche nome che all’ultimo il centrosinistra troverà (di solito persone degne ma destinate a perdere, tipo Umberto Ambrosoli o Giorgio Gori).

 

matteo salvini attilio fontana

Oppure il Pd potrebbe, diciamo così, turarsi il naso e sostenere Moratti.

 

La difficoltà è evidente, Moratti è stata una contestata ministra dell’Istruzione e presidente della Rai ai tempi dei governi Berlusconi. Va però ricordato che, dopo l’effimera parentesi di Giuliano Pisapia, il meglio che il centrosinistra ha prodotto a Milano è l’ex braccio destro di Moratti, cioè il sindaco Beppe Sala. Quindi, l’incompatibilità tra Pd e Moratti è più di etichetta che di sostanza.

 

LETIZIA MORATTI PIRELLONE

Chiaro il problema, dunque, ma altrettanto chiaro il dividendo politico che il Pd potrebbe incassare: trovarsi al governo di una regione imprendibile, spingere la Lega di Matteo Salvini in una crisi terminale (il Veneto è di Luca Zaia, non dei leghisti, e senza la Lombardia cosa resta più?) e dunque spaccare una maggioranza che ad oggi pare litigiosa ma tetragona nel perseguire un’agenda di destra netta e illiberale. Il Pd ha rinunciato a una svolta radicale verso sinistra, si è fermato in un limbo di tatticismi.

 

Se ormai è soltanto un partito di professionisti della politica, lo dimostri in Lombardia con una gestione orientata al risultato. La sconfitta non può essere l’unico punto programmatico di Letta.

SALA MORATTIGIUSEPPE SALA LETIZIA MORATTI

Ultimi Dagoreport

cecilia sala abedini donald trump

DAGOREPORT – LO “SCAMBIO” SALA-ABEDINI VA INCASTONATO NEL CAMBIAMENTO DELLE FORZE IN CAMPO NEL MEDIO ORIENTE - CON IL POPOLO IRANIANO INCAZZATO NERO PER LA CRISI ECONOMICA A CAUSA DELLE SANZIONI USA E L’''ASSE DELLA RESISTENZA" (HAMAS, HEZBOLLAH, ASSAD) DISTRUTTO DA NETANYAHU, MENTRE L'ALLEATO PUTIN E' INFOGNATO IN UCRAINA, IL PRESIDENTE “MODERATO” PEZESHKIAN TEME LA CADUTA DEL REGIME DI TEHERAN. E IL CASO CECILIA SALA SI È TRASFORMATO IN UN'OCCASIONE PER FAR ALLENTARE LA MORSA DELL'OCCIDENTE SUGLI AYATOLLAH - CON TRUMP E ISRAELE CHE MINACCIANO DI “OCCUPARSI” DEI SITI NUCLEARI IRANIANI, L’UNICA SPERANZA È L’EUROPA. E MELONI PUÒ DIVENTARE UNA SPONDA NELLA MORAL SUASION PRO-TEHERAN...

cecilia sala giorgia meloni alfredo mantovano giovanni caravelli elisabetta belloni antonio tajani

LA LIBERAZIONE DI CECILIA SALA È INDUBBIAMENTE UN GRANDE SUCCESSO DELLA TRIADE MELONI- MANTOVANO- CARAVELLI. IL DIRETTORE DELL’AISE È IL STATO VERO ARTEFICE DELL’OPERAZIONE, TANTO DA VOLARE IN PERSONA A TEHERAN PER PRELEVARE LA GIORNALISTA - COSA ABBIAMO PROMESSO ALL’IRAN? È PROBABILE CHE SUL PIATTO SIA STATA MESSA LA GARANZIA CHE MOHAMMAD ABEDINI NON SARÀ ESTRADATO NEGLI STATI UNITI – ESCE SCONFITTO ANTONIO TAJANI: L’IMPALPABILE MINISTRO DEGLI ESTERI AL SEMOLINO È STATO ACCANTONATO NELLA GESTIONE DEL DOSSIER (ESCLUSO PURE DAL VIAGGIO A MAR-A-LAGO) - RIDIMENSIONATA ANCHE ELISABETTA BELLONI: NEL GIORNO IN CUI IL “CORRIERE DELLA SERA” PUBBLICA IL SUO COLLOQUIO PIENO DI FRECCIATONE, IL SUO “NEMICO” CARAVELLI SI APPUNTA AL PETTO LA MEDAGLIA DI “SALVATORE”…

italo bocchino maria rosaria boccia gennaro sangiuliano

DAGOREPORT - MARIA ROSARIA BOCCIA COLPISCE ANCORA: L'EX AMANTE DI SANGIULIANO INFIERISCE SU "GENNY DELON" E PRESENTA LE PROVE CHE SBUGIARDANO LA VERSIONE DELL'EX MINISTRO - IL FOTOMONTAGGIO DI SANGIULIANO INCINTO NON ERA UN "PIZZINO" SULLA PRESUNTA GRAVIDANZA DELLA BOCCIA: ERA UN MEME CHE CIRCOLAVA DA TEMPO SU INTERNET (E NON È STATO MESSO IN GIRO DALLA BIONDA POMPEIANA) - E LA TORTA CON LA PRESUNTA ALLUSIONE AL BIMBO MAI NATO? MACCHE', ERA IL DOLCE DI COMPLEANNO DELL'AMICA MARIA PIA LA MALFA - VIDEO: QUANDO ITALO BOCCHINO A "PIAZZAPULITA" DIFENDEVA L'AMICO GENNY, CHE GLI SUGGERIVA TUTTO VIA CHAT IN DIRETTA...

meloni trump

DAGOREPORT - NON SAPPIAMO SE IL BLITZ VOLANTE TRA LE BRACCIA DI TRUMP SARÀ UNA SCONFITTA O UN TRIONFO PER GIORGIA MELONI - QUEL CHE È CERTO È CHE DOPO TALE MISSIONE, POCO ISTITUZIONALE E DEL TUTTO IRRITUALE, LA DUCETTA È DIVENUTA AGLI OCCHI DI BRUXELLES LA CHEERLEADER DEL TRUMPISMO, L’APRIPISTA DELLA TECNODESTRA DI MUSK. ALTRO CHE MEDIATRICE TRA WASHINGTON E L’UE - LA GIORGIA CAMALEONTE, SVANITI I BACINI DI BIDEN, DI FRONTE ALL'IMPREVEDIBILITÀ DEL ''TRUMPISMO MUSK-ALZONE'', È STATA COLTA DAL PANICO. E HA FATTO IL PASSO PIÙ LUNGO DELLA GAMBOTTA VOLANDO IN FLORIDA, GRAZIE ALL'AMICO MUSK - E PER LA SERIE “CIO' CHE SI OTTIENE, SI PAGA”, IL “TESLA DI MINCHIA” HA SUBITO PRESENTATO ALLA REGINETTA DI COATTONIA LA PARCELLA DA 1,5 MILIARDI DI DOLLARI DELLA SUA SPACE X …

cecilia sala mohammad abedini donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - A CHE PUNTO È LA NOTTE DI CECILIA SALA? BUIO FITTO, PURTROPPO. LA QUESTIONE DELLA LIBERAZIONE DELLA GIORNALISTA ITALIANA SI INGARBUGLIA – IL CASO, SI SA, È LEGATO ALL’ARRESTO DELL’INGEGNERE-SPIONE IRANIANO MOHAMMAD ABEDINI, DI CUI GLI AMERICANI CHIEDONO L’ESTRADIZIONE. L’ITALIA POTREBBE RIFIUTARSI E LA PREMIER NE AVREBBE PARLATO CON TRUMP. A CHE TITOLO, VISTO CHE IL TYCOON NON È ANCORA PRESIDENTE, SUGLI ESTRADATI DECIDE LA MAGISTRATURA E LA “TRATTATIVA” È IN MANO AGLI 007?