daniela santanche giorgia meloni andrea delmastro

DELMASTRO È STATO CONDANNATO E LA SANTADECHÈ GONGOLA – LA MINISTRA-VUCUMPRÀ AVRÀ BUON GIOCO NELLA SUA BATTAGLIA PER NON DIMETTERSI: SE IL SOTTOSEGRETARIO È STATO CONDANNATO E RIMANE AL SUO POSTO, PERCHÉ LEI, AL MOMENTO SOLTANTO RINVIATA A GIUDIZIO, DOVREBBE LASCIARE? - PER LA MELONI LE DUE QUESTIONI NON SONO PARAGONABILI: DELMASTRO È UN FEDELISSIMO DELLA FIAMMA, “VITTIMA” DI UNA “SENTENZA POLITICA”. LA “SANTA”, PROTETTA SOLO DA LARUSSA, DOVREBBE DIMETTERSI PER RAGIONI DI OPPORTUNITÀ POLITICA (PER ORA). ORMAI NESSUNO IN FDI LA DIFENDE PIÙ, MENTRE LE DICHIARAZIONI PER DELMASTRO SI SPRECANO…

1. MELONI VA ALLO SCONTRO CON LE TOGHE "SENTENZA POLITICA, SERVE LA RIFORMA"

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo e Luca Monticelli per “La Stampa”

 

GIORGIA MELONI ANDREA DELMASTRO

Chiusa nel fortino di Palazzo Chigi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni attendeva questa sentenza. […] La condanna a otto mesi per rivelazione del segreto d'ufficio del sottosegretario Andrea Delmastro diventa l'occasione per l'ennesimo attacco della premier alla magistratura.

 

Con una motivazione che, curiosamente, sembra confliggere proprio con quella riforma della separazione delle carriere avviata con grande entusiasmo da Meloni e l'intero centrodestra: la Procura di Roma - sostiene la presidente del Consiglio - aveva chiesto l'assoluzione dell'esponente di Fratelli d'Italia.

 

ANDREA DELMASTRO A UN GIORNO DA PECORA

Questa divergenza tra giudice e pubblico ministero confermerebbe l'indipendenza dell'uno dal giudizio dell'altro. Ma tant'è. La premier, ancora indecisa se confermare il suo intervento di domani alla convention dei Repubblicani americani a Washington, si è precipitata a capofitto su un caso che le permette di riproporre lo scontro tra politica e giustizia.

 

Dopo meno di due ore dalla notizia, Meloni affida a una dichiarazione scritta tutta la sua rabbia e sentenzia: «Il sottosegretario Delmastro rimane al suo posto». «Sono sconcertata - spiega - per la sentenza di condanna, per il quale il pubblico ministero aveva inizialmente richiesto l'archiviazione e successivamente l'assoluzione. Mi chiedo se il giudizio sia realmente basato sul merito della questione».

 

daniela santanche giorgia meloni

Il ragionamento fatto con i suoi fedelissimi è ancora più netto: «È una sentenza politica», riferisce chi le ha parlato. Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera di FdI, traduce ancora più esplicitamente il pensiero della premier : «È un processo esclusivamente politico che ha imbarazzato addirittura l'accusa. L'unica responsabilità del sottosegretario è stata quella di aver fatto sapere agli italiani che esponenti del Pd erano andati a incontrare mafiosi in carcere. Chi tocca il Pd, per certi magistrati, va punito».

 

LA CONDANNA DI DELMASTRO SU RAINEWS E GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

Nessuno a destra nomina Giovanni Donzelli, che suo malgrado ha innescato tutta questa vicenda. Donzelli (fiorentino), coinquilino a Roma di Delmastro (biellese), esattamente due anni fa in aula alla Camera riferì delle conversazioni nel carcere di Sassari tra l'anarchico Cospito e alcuni detenuti di camorra e 'ndrangheta, anche loro al 41 bis.

 

Informazioni che Delmastro – da sottosegretario con delega al Dap – aveva raccontato all'amico fiorentino.

 

[…]  Le opposizioni attaccano e chiedono le dimissioni di Delmastro così come le invocano da tempo per Daniela Santanchè, la ministra del Turismo rinviata a giudizio dal Tribunale di Milano per falso in bilancio sul caso della società editrice Visibilia. Per la premier le due questioni sono molto diverse.

 

DONZELLI PINOCCHIO E DELMASTRO GEPPETTO - MEME BY EMILIANO CARLI

Se da una parte afferma che Delmastro resterà al suo posto perché è vittima della magistratura politicizzata, dall'altra considera Santanchè causa del suo male. Secondo Meloni, qualora fosse rinviata a giudizio anche per l'altro filone, che riguarda la truffa all'Inps sulla cassa integrazione nel periodo Covid, la ministra si dovrebbe dimettere per ragioni di opportunità politica.

 

L'atteggiamento è completamente diverso nei confronti dei due esponenti di FdI, membri entrambi del governo. Con Santanchè è maturata un freddezza arrivata ormai alla rottura. Delmastro è invece un fedelissimo di Meloni a cui perdonare tutto: dallo sparo al veglione di Capodanno a cui lui era presente fino «all'intima gioia di non lasciar respirare i detenuti nei mezzi della polizia», dichiarazione che la premier ha avvalorato difendendolo.

 

delmastro meloni

2. LA DIFESA DI MELONI “RESTI AL SUO POSTO” SCHLEIN: EVERSIVI

Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

https://www.repubblica.it/politica/2025/02/21/news/condanna_delmastro_cospito_governo_meloni_conseguenze-424018302/

 

[…] Si espongono i ministri di FdI, da Francesco Lollobrigida a Tommaso Foti. Non era accaduto lo stesso, anzi, per il rinvio a giudizio della ministra del Turismo, Daniela Santanchè. Meloni, secondo fonti governative, l’ha spiegato così in privato: «Sono vicende diverse, quella di Delmastro è una sentenza che riguarda la sua attività politica, per Santanchè è una vicenda privata».

 

DELMASTRO E DONZELLI COME LE GEMELLE DI SHINING - MEME BY EMILIANO CARLI

Il primo a parlare, nell’esecutivo, è il guardasigilli Carlo Nordio, che si professa «disorientato e addolorato », per poi assicurare che con Delmastro «continueremo a lavorare per le indispensabili e urgenti riforme della giustizia». Della sentenza su Delmastro, Nordio discute anche con la premier a Palazzo Chigi. Secondo due fonti di governo, però, il nocciolo della discussione sarebbe un altro: il caso Paragon.

 

Cioè la versione fornita dal ministro in Aula l’altro ieri, che ha smentito il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano. Un intervento che ha creato nervosismo, a Chigi. Si cerca allora di correggere le contraddizioni, in vista della mozione di sfiducia contro Nordio di martedì.

 

Santanchè non dichiara pubblicamente, ma parlando coi collaboratori manda la sua «solidarietà» al sottosegretario condannato e si dice «molto dispiaciuta». Certo, la “Pitonessa” non può non avere notato la differenza di trattamento del suo partito (e della premier).

 

LA SELEZIONE DELLA CLASSE DIRIGENTE DI FRATELLI DITALIA - VIGNETTA ELLEKAPPA

È anche vero però che i più critici di FdI adesso avranno maggiore difficoltà a chiederle di «valutare» il passo indietro, visto che la ministra è solo rinviata a giudizio, appunto per i suoi vecchi affari da imprenditrice, mentre Delmastro è condannato per un atto legato alle sue funzioni. I Fratelli difenderanno alla fine Santanchè in Aula, martedì prossimo, quando sarà messa ai voti la mozione di sfiducia individuale. […]

TITOLO DI RAINEWS - ASSOLUZIONE PER DELMASTRO DELMASTRO MELONIANDREA DELMASTRO - ILLUSTRAZIONE DI FRANCESCO FRANK FEDERIGHI santa rita da fascia - meme giorgia meloni DELMASRI - MEME BY EMILIANO CARLI

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”