leonardo donno igor iezzi m5s camera rissa.

VIDEO! “DONNO HA AGGREDITO CALDEROLI”; “IEZZI, DEVONO SBATTERTI FUORI DAL PARLAMENTO, FASCISTA E SQUADRISTA” - LO SCONTRO TRA IL LEGHISTA IGOR IEZZI E IL GRILLINO LEONARDO DONNO SI SPOSTA DALLA CAMERA A “L’ARIA CHE TIRA” SU LA7: “SEI UN MENTITORE”; “CHE COSA VOLEVI FARE IEZZI? TI DEVI VERGOGNARE!” – PIOVONO SQUALIFICHE: IL PRESIDENTE DELLA CAMERA FONTANA SOSPENDE IEZZI 15 GIORNI, DONNO 4, SANZIONI PER 11 DEPUTATI – “BASTA CON I COMPORTAMENTI CHE MINANO LA CREDIBILITA’ DELLA CAMERA” - VIDEO!

 

Da https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/06/13/rissa-in-aula-lo-scontro-iezzi-donno-continua-a-la7-hai-aggredito-calderoli-devono-sbatterti-fuori-dal-parlamento-fascista-e-squadrista/7586059/

 

IGOR IEZZI RACCONTA LA SUA VERSIONE DELLA RISSA CON LEONARDO DONNO A LA ZANZARA
RISSA TRA IGOR IEZZI E LEONARDO DONNO

 

leonardo donno igor iezzi

Vis-à-vis infuocato a L’aria che tira (La7) tra il deputato del M5s Leonardo Donno, aggredito ieri alla Camera mentre tentava di consegnare un tricolore al ministro Calderoli durante l’esame del ddl sull’autonomia differenziata, e il parlamentare della Lega Igor Iezzi, protagonista principale dell’aggressione assieme a Candiani, Amich, Cangiano e Mollicone di Fratelli d’Italia.

 

IGOR IEZZI AGGREDISCE LEONARDO DONNO ALLA CAMERA

Il deputato salviniano viene contattato telefonicamente da David Parenzo che lo incalza perchè chieda scusa a Donno, il quale poco prima ha denunciato la mancata solidarietà da parte della Lega e di Fratelli d’Italia per l’atto violento subito.

 

Iezzi glissa, poi ammette: “Io non ho giustificazioni per quell’aggressione ma Donno ha compiuto un’aggressione nei confronti di un ministro e se ha un minimo di onestà intellettuale, ammetterà che io non l’ho colpito. Quindi, ristabiliamo prima la verità dei fatti”.

 

Parenzo fa notare che a questo punto, seguendo la logica del leghista, non dovrebbe essere più punita la tentata rapina e aggiunge: “Guardi, basta dire: ‘Chiedo scusa all’onorevole Donno’. Fine”.

RISSA TRA IGOR IEZZI E LEONARDO DONNO

 

“Quando avremo ristabilito la verità”, ripete Iezzi.

“Ma quale verità? Ci sono le immagini”, ribatte il giornalista.

“Le immagini dicono che io non l’ho toccato. Se Donno ha onestà intellettuale, lo ammetterà”, insiste Iezzi.

 

“Ma allora non chiede scusa per aver tentato di colpire Donno?”, ribadisce Parenzo.

“E lui chiede scusa per aver aggredito Calderoli?”, rilancia il deputato del Carroccio.

 

Prende la parola Donno, che è collegato dalla sua abitazione: “Chiedo io scusa ai cittadini italiani perché c’è gente del genere che purtroppo li rappresenta. Ed è indegno, altro che onorevole. Questi sono disonorevoli“.

 

rissa alla camera igor iezzi aggredisce leonardo donno 7

“Ecco, visto che non chiede scusa?” borbotta Iezzi.

 

Il parlamentare M5s continua: “È come se uno uscisse per strada con una pistola, sparasse a una persona senza colpirla e dicesse: ‘Che vuoi che sia un tentato omicidio?'”.

“Quindi stai ammettendo che non ti ho colpito, ristabiliamo la verità”, relica il leghista.

“Iezzi è un soggetto pericoloso“, commenta Donno.

 

“L’unico pericoloso sei te che ogni volta aggredisci le persone”, ribatte Iezzi.

 

“Io ho paura di entrare in Parlamento – prosegue Donno, mentre il politico salviniano sovrappone la sua voce – e di avere a che fare con un soggetto del genere che invece deve essere sbattuto fuori dal Parlamento. E si dovrebbe vergognare perché ancora adesso continua a rilasciare dichiarazioni vergognose”.

rissa alla camera igor iezzi aggredisce leonardo donno 6

 

“L’unica cosa vergognosa è il tuo tentativo di aggressione a Calderoli“, ripete per l’ennesima volta Iezzi.

 

“Ma se non ci fossero stati i commessi a proteggermi – chiede Donno – Iezzi mi avrebbe preso a pugni in faccia e mi avrebbe lasciato per terra? Che cosa volevi fare Iezzi? Dove volevi arrivare? Ti devi vergognare! E ancora parli? Ti devono sbattere fuori dal Parlamento. Vergognati, siete fascisti e squadristi“.

“Tu sei un mentitore”, risponde Iezzi.

 

LE SANZIONI

Da ansa.it - Estratti

rissa alla camera igor iezzi aggredisce leonardo donno 3

 

Bagarre e ancora bagarre, con le opposizioni che annunciano la piazza e Lorenzo Fontana le sanzioni per diversi parlamentari dopo il rissone in Aula: 15 giorni di sospensione per Igor Iezzi della Lega e un pacchetto di 7 giorni per Federico Mollicone, Gerolamo Cangiano e Enzo Amich, tutti e tre di Fdi.

 

Nelle maglie della giustizia dell'ufficio di presidenza finiscono anche Domenico Furgiuele, altro leghista, e il Pd Nico Stumpo (7 giorni anche a loro),nonchè altri 4 giorni per il pentastellato Leonardo Donno. A casa per 3 giorni ci dovranno stare anche Vincenzo Amendola (Pd) e Stefano Candiani (Lega). Due giorni per Arturo Scotto e Claudio Stefanazzi, altri due parlamentari dem. Sanzioni che non piacciono a Pd ed M5s per il fatto che, a loro avviso, sarebbero stati messi sullo stesso piano aggrediti e aggressori

 

(...)

rissa alla camera igor iezzi aggredisce leonardo donno 2rissa alla camera igor iezzi aggredisce leonardo donno 1

 

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)