trump berlusconi

USA & GETTALI - FERRARA: “CON LA VITTORIA DI TRUMP SAREBBE UTILE UNA RIFLESSIONE DEGLI ALEXANDER STILLE, DEI FRANK BRUNI E DEGLI ALTRI NUMEROSI ITALIANISTI D'AMERICA CHE HANNO PASSATO I PEGGIORI ANNI DELLA LORO VITA A SPUTARE SU BERLUSCONI”

giuliano ferraragiuliano ferrara

Giuliano Ferrara per “il Foglio”

 

L'Italia "de" sinistra e antipolitica si sveglia trumpista, vanno molto l'operaio dell'Ohio e il grande "vaffa" dell' uomo sponsorizzato da Fbi Kgb e Nra (l'associazione dei rifle, dei fucili). Va molto l'idea che i fighetta come Renzi saranno obliterati dal surge degli uomini forti e magari soli al comando (questa però speranza illusoria, almeno in America), dei linciatori originali di cui quelli italiani pretendono di essere la copia imbucata, almeno nel dopo Berlusconi già linciato come si deve a suo tempo, naturalmente citando Calamandrei Zagrebelsky e la Costituzione più bella del mondo. E Trump sia.

arnold schwarzenegger con bill clintonarnold schwarzenegger con bill clinton

 

Quando elessero Schwarzenegger governatore della California il corrispondente di Time da Roma mi chiamò e mi disse che non avrebbe più scritto un solo articolo contro il Cav., e io lo ringraziai ironicamente.  Ora che hanno eletto The Donald presidente sarebbe utile una riflessione degli Alexander Stille, dei Frank Bruni e degli altri numerosi italianisti d'America che hanno passato i peggiori anni della loro vita a sputare sul suo prototipo positivo, sul magnate italiano che si vantava di essere il maggiore contribuente del fisco invece che un astuto evasore e come primo atto (atto purtroppo mancato) cercò di abolire la galera preventiva come strumento di tortura con il decreto Biondi, mentre il prez neoeletto negli Usa appena due settimane fa si diceva ancora convinto che i 5 afro e latinos di Central Park, scagionati dal Dna e dalla scoperta di un altro colpevole dopo anni di galera, fossero comunque stupratori.

 

RUDY GIULIANIRUDY GIULIANI

Ogni peccato ha il castigo che si merita, l'hanno sparata grossa per vent'anni sul magnate degli altri e ora per quattro si ritrovano quello loro proprio che ha sbaragliato l'amata nasty woman. Augurarsi che Trump la finisca di essere Trump ha l'aria di essere legittima aspirazione a un passaggio non traumatico dei poteri, nello stile obbligante della democrazia costituzionale Americana.

 

Anche se stamane ho visto Rudy Giuliani alla Cnn, rispondeva a una domanda sulla galera per la nasty woman, diceva "dipende", insomma materia di trattativa; e sono contento per i putino-trumpiani italiani del bell'applauso con cui la Duma di stato ha accolto l'elezione dell' isolazionista che vuole fare più grande la piccola America che lo ha eletto, sono cose che confortano il cuore.

 

silvio berlusconi versione trumpsilvio berlusconi versione trump

Ma da noi nessuno si augura che Trump la finisca di essere Trump, un sogno ingenuo come l'America liberal, tutti i marrazzoni che salgono sul carro auspicano che Grillo sia capace di essere la copia di Trump in campagna elettorale, progetto non difficile da realizzare viste le premesse, sebbene la Melania di Roma non dia troppe garanzie di contegno e disciplina come quella di Donald, e sperano che il clown di noialtri seppellisca il nasty boy che si faceva i selfie con Obama e Michelle. Ciascuno coltiva i progetti che si merita.

 

TRUMP BERLUSCONITRUMP BERLUSCONI

Bisognerebbe decidersi, fra Trump e Zagrebelsky. Tra azionismo costituzionale e secessione della plebe (Cacciari), tra la memoria di Italia libera, il quotidiano del Partito d'Azione, e Twitter.merd; e insomma, se la destra può accampare ogni diritto sul Briatore globale oggi alla Casa Bianca, se gli economisti europei possono sperare nel meglio ed evitare lo stordimento confesso di Paul Krugman, se noi sansepolcristi del berlusconismo certe cose le avevamo già viste e considerate ventidue anni fa, dico 22, i parvenu del parvenu dovrebbero essere un pochino più prudenti quando si spellano le mani per l'arrivo del tough man a capo della democrazia americana. E gli italianisti d'America dell'Upper West Side dovrebbero studiare meglio la società americana, rubando il tempo alle ricerche sul destino ingrato della democrazia italiana sotto la dittatura di Berlusconi. Ok?

Ultimi Dagoreport

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO

autostrade matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti roberto tomasi antonino turicchi

TOMASI SÌ, TOMASI NO – L’AD DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA) ATTENDE COME UN’ANIMA IN PENA IL PROSSIMO 17 APRILE, QUANDO DECADRÀ TUTTO IL CDA. SE SALVINI LO VUOL FAR FUORI, PERCHÉ REO DI NON AVER PORTARE AVANTI NUOVE OPERE, I SOCI DI ASPI (BLACKSTONE, MACQUARIE E CDP) SONO DIVISI - DA PARTE SUA, GIORGIA MELONI, DAVANTI ALLA FAME DI POTERE DEL SUO VICE PREMIER, PUNTA I PIEDINI, DISPETTOSA: NON INTENDE ACCETTARE L’EVENTUALE NOME PROPOSTO DAL LEADER LEGHISTA. DAJE E RIDAJE, DAL CAPPELLO A CILINDRO DI GIORGETTI SAREBBE SPUNTATO FUORI UN NOME, A LUI CARO, QUELLO DI ANTONINO TURICCHI….

mario draghi ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - AVVISO AI NAVIGANTI: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI A HONG KONG ERA UNA TIRATA D’ORECCHIE A BRUXELLES E ALLA DUCETTA DELLE "DUE STAFFE" - PER "MARIOPIO", SE TRUMP COSTRUISCE UN MURO TARIFFARIO INVALICABILE, È PREFERIBILE PER L'EUROPA TROVARE ALTRI SBOCCHI COMMERCIALI (CINA E INDIA), ANZICHE' TIRAR SU UN ALTRO MURO – SUL RIARMO TEDESCO, ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL'UNIONE FAREBBERE BENE A SEGUIRE LA POLITICA DI AUMENTO DELLE SPESE DELLA DIFESA - IL CONSIGLIO A MELONI: SERVE MENO IDEOLOGIA E PIÙ REAL POLITIK  (CON INVITO A FAR DI NUOVO PARTE DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO), ALTRIMENTI L’ITALIA RISCHIA DI FINIRE ISOLATA E GABBATA DA TRUMP CHE SE NE FOTTE DEI "PARASSITI" DEL VECCHIO CONTINENTE...

massimiliano filippo romeo matteo salvini luca zaia

DAGOREPORT – AL CONGRESSO DELLA LEGA DEL 6 APRILE, SALVINI SARÀ RIELETTO SEGRETARIO PER LA TRAGICA ASSENZA DI SFIDANTI. L’UNICO CHE AVREBBE POTUTO IMPENSIERIRLO SAREBBE STATO IL COORDINATORE DEL CARROCCIO IN LOMBARDIA, L'EX FEDELISSIMO MASSIMILIANO ROMEO: MA IL COINVOLGIMENTO DEL FRATELLO, FILIPPO DETTO ''CHAMPAGNE'', NELLO SCANDALO LACERENZA-GINTONERIA NE HA AZZOPPATO LE VELLEITÀ – MA SUL TRIONFO DI SALVINI GRAVA UNA NUBE: CHE FARÀ IL “DOGE” ZAIA? SI PRESENTERÀ O RIMARRÀ A SCIABOLARE AL VINITALY DI VERONA?

stephen schwarzman jonathan grey giorgia meloni giancarlo giorgetti blackstone

DAGOREPORT: CHI TOCCA I FONDI, MUORE... – CHE HANNO COMBINATO DI BELLO IN ITALIA I BOSS DI BLACKSTONE, LA PIU' POTENTE SOCIETA' FINANZIARIA DEL MONDO? SE IL PRESIDENTE SCHWARZMAN ERA A CACCIA DI VILLONI IN TOSCANA, JONATHAN GRAY, DOPO UNA VISITA A PALAZZO CHIGI (CAPUTI) CON SALUTO VELOCE A MELONI, HA AVUTO UN LUNGO COLLOQUIO CON GIORGETTI SULLO STATO DEGLI INVESTIMENTI IN ITALIA (TRA CUI ASPI, DOVE I DIVIDENDI SONO STATI DECURTATI) – MENTRE IL FONDO USA KKR POTREBBE VALUTARE UN'USCITA ANTICIPATA DALLA RETE EX TIM (3 ANNI ANZICHE' 5)PESSIMI RUMORS ARRIVANO ANCHE DAL FONDO AUSTRALIANO MACQUARIE, PRESENTE IN ASPI E OPEN FIBER: MEGLIO DISINVESTIRE QUANDO I DIVENDENDI NON SONO PIU' CONVENIENTI....